Fu presidente della Colombia dal 7 agosto 1910 al 7 agosto 1914.
Era membro del Partito Conservatore Colombiano e militante della coalizione dell'Unión Republicana.
Restrepo fu oppositore del governo di Rafael Reyes Prieto e si distinse come giornalista e analista politico. Fu anche imprenditore, membro e presidente della prima giunta direttiva della camera di commercio di Medellín e fondatore e gerente della Compañía Antioqueña de Tejidos.
Come avvocato fu ispettore della pubblica istruzione, segretario del giudice superiore, giudice superiore del distretto di Antioquia, consigliere di Medellín, segretario di governo. Come politico ebbe gli incarichi di ministro di governo e ambasciatore presso la Santa Sede durante il governo di Enrique Olaya Herrera.
Fu presidente del suo paese dal 1910 al 1914, come espressione del movimiento dell'Unión Republicana. Si guadagnò il nomignolo di Monsieur Veto per le sue politiche di censura.
Durante il suo governo si concretizzò la cessione dei diritti di costruzione del Canale di Panama dalla Colombia agli Stati Uniti, in cambio di un indennizzo. Riuscì anche a mantenere la neutralità della Colombia durante la prima fase della Prima guerra mondiale e promosse la libertà di stampa, di pensiero e la tolleranza religiosa.
Biografia Carlos Eugenio Restrepo nacque a Medellín, capoluogo dell'allora Stato sovrano di Antioquia (uno dei nove stati federati degli Stati Uniti di Colombia), il 12 settembre 1867, in una famiglia dellélite locale.
Frequentò l'istituto di insegnamento superiore e successivamente il seminario conciliare di Medellín, ove conobbe Clodomiro Ramírez. Sospese gli studi di giurisprudenza a causa della guerra civile del 1885, quando aveva 18 anni, durante la presidenza di Rafael Núñez. Tuttavia poté continuare gli studi come autodidatta e alternò l'apprendimento con l'impiego nello studio legale di suo padre e dell'avvocato Alejandro Botero Uribe, che fu ministro di governo nel 1909.
Inoltre diede inizio alla sua attività legale come segretario del giudice superiore di Medellín, e successivamente come giudice superiore della città. Come imprenditore fu il fondatore della tipografia Imprenta Departamental de Antioquia nel 1882, e della lotteria di Medellín, e il 9 febbraio 1899, cofondò con il socio Gonzalo Escobar, la Sociedad de Mejoras Públicas.
Quest'ultima impresa fu molto importante perché era impegnata a portare alla città di Medellín "l'ordine e la bellezza", nel mezzo dei disordini della guerra civile del 1889. Molte delle opere realizzate dall'impresa sono ancora esistenti: fra queste all'epoca spiccò la realizzazione della telefonia via cavo in città.
Breve vita militareː la Guerra dei mille giorni Restrepo si unì volontariamente alla fazione dei conservatori all'inizio della guerra dei mille giorni, combattendo con le truppe comandate dal presidente conservatore Manuel Antonio Sanclemente, giungendo a essere nominato capo di stato maggiore del generale Pedro Nel Ospina.
Uno dei suoi fratelli maggiori, Eliseo Restrepo, prese parte allo stesso conflitto, trovandovi la morte il 18 luglio 1900 in un combattimento a Turbaco. Questa perdita incise profondamente in Carlos, che da quel momento sostenne la pacificazione e la riconciliazione in un paese diviso tra conservatori e liberali.
Vita civileː giornalismo, impresa e politica Terminata la guerra, Restrepo lavorò come giornalista. Diresse El Correo de Antioquía, fondò La República nel 1891 (che non deve essere confusa con i giornali omonimi, uno fondato nel 1924 da Alfonso Villegas Restrepo e l'altro nel 1954 da Mariano Ospina Pérez).
Partecipò alla fondazione della Società di San Vincenzo de Paoli (1890).
Inoltre collaborò con altre riviste di Antioquia di inizio secolo come El Montañés (1899), La Miscelánea (1888, 1905), Lectura y Arte (1903) e Alpha (1906, 1907, 1908, 1910), con articoli politici, letterari, religiosi e traduzioni dal francese.
Nel 1900 fu nominato direttore del circolo accademico Casino Literario, e fu rettore dell'Università di Antioquia dall'aprile del 1901 all'aprile del 1902, portando a termine un'importante riforma del programma di studi dell'università, in cui era professore di diritto romano, economia politica e diritto costituzionale.
Nel 1909 si dedicò alla carriera politica come membro della Camera dei Rappresentanti per il Partito Conservatore e fu cofondatore della coalizione di Unión Republicana, che riuniva politici liberali e del suo stesso partito intorno all'unità politica del paese.
Opposizione al governo di Rafael Reyes All'inizio del XX secolo, Restrepo fondò la rivista Vida Nueva, da cui esprimeva opposizione al governo di Rafael Reyes Prieto.
Cospirò con alcuni colleghi per rovesciare Reyes, e come avvocato collaborò con Clodomiro alla difesa del politico Enrique Olaya Herrera, che era stato incarcerato dal governo a Cartagena, ottenendo la sua assoluzione. Restrepo difese la libertà di Olaya ricorrendo a una petizione che sottoscrisse insieme con altri intelettuali della sua regione, diretta al presidente il 17 maggio 1909.
La crisi istituzionale derivata dalla rinuncia forzosa del presidente Reyes e la presa di possesso del suo ex vicepresidente Ramón González Valencia in sua vece (nonostante che Reyes avesse ceduto l'incarico a Jorge Holguín) portò alla nascita di un'Assemblea Nazionale per riformare la Costituzione del 1886. Fra le innovazioni fu disposto che l'Assemblea avrebbe eletto il successore di González attraverso il voto indiretto. Lo stesso Restrepo fu responsabile del fatto che González assumesse il potere, dato che González era stato avversario di Reyes fin dal 1905.
Candidatura presidenziale Il 15 luglio 1910 l'Assemblea Nazionale elesse Restrepo presidente della nazione con 23 voti a favore contro i 18 del conservatore José Vicente Concha, rendendolo il primo presidente originario dello stato di Antioquia. Nonostante la sua popolarità, Restrepo non era il candidato favorito, giacché era visto come "un giornalista provinciale" incline al repubblicanismo. Nonostante questa impressione, Restrepo ricevette il sostegno di un settore importante dei membri dell'Assemblea Nazionale per il timore di tornare a una guerra civile e per la sua vasta preparazione in campo giuridico.
Apparentemente neppure lo stesso Restrepo sperava di vincere, poiché il suo partito aveva intenzione di proporre la candidatura di Nicolás Esguerra, altro fondatore della coalizione. Secondo Credencial Historia i conservatori obbligarono i repubblicani a proporre Restrepo, sotto pena di ritirarsi dalla coalizione. Enrique Olaya Herrera fu l'artefice del patto, e grazie a lui Esguerra rifiutò la candidatura.
Presidenza Restrepo assunse la presidenza il 7 agosto 1910, quando aveva 42 anni. In questo giorno l'ex presidente González, lo minacciò di un colpo di stato se non gli avesse consentito di participacre al governo; Restrepo si oppose, perché come conservatore perseguiva l'unità nazionale. Fu il primo presidente che governò per 4 anni senza interruzioni. Fu anche il primo a governare per 4 anni dopo la riforma del 1910. Durante il suo governo, si crearono varie Intendenze e Commissariati, si costruirono nuove ferrovie, affrontò la crisi politica che ebbe inizio con la Prima guerra mondiale, mantenendo il paese neutrale; si abolì la pena di morte, si proibì il voto ai militari e alle forze di polizia e si stabilì la convocazione annuale del Congresso; appoggiò l'esportazione del caffè e lottò contro le malattie tropicali. Fu firmato il trattato Urrutia-Thompson con gli Stati Uniti, che prevedeva un indennizzo alla Colombia per la perdita di Panama: di dollari e il diritto di passaggio dal Canale per le navi colombiane. Con il trattato si ristabilirono le relazioni diplomatiche fra i due paesi.
Controversie Carlos Eugenio Restrepo fu criticato per una scaramuccia espansionistica diretta da Caquetá verso il Perù, nota come conflitto de La Pedrera e avvenuta il 10 e l'11 giugno del 1911, con un alto costo in vite umane e nessun beneficio per il paese, visto l'impiego eccessivo di mezzi e la decimazione delle truppe a causa della malaria e del paludismo. Gli storici di entrambi i paesi hanno tentato di nascondere il conflitto, ma successivamente sono emersi documenti che confermano che sia accaduto. Una conseguenza di questo scontro fu la guerra tra Colombia e Perù del 1932-1933.
Dal punto di vista politico sostenne una lotta permanente con il clero per arginare le ingerenze della Chiesa, che erano continue durante i lunghi anni dell'egemonia conservatrice. Il presidente difese a oltranza la libertà di culto, la libertà di stampa e di espressione. Queste posizioni lo resero un bersaglio dei partiti tradizionali, che stavano cospirando dall'inizio del suo governo per costringerlo alle dimissioni. Si guadagnò il nomignolo di Monsieur Veto, poiché in più occasioni pose il veto a leggi che non considerava buone per il paese. Il partito politico di Restrepo (lUnión Republicana) era così indebolito verso la fine della presidenza che fu definito il Canapé Republicano, in quanto tutti i suoi membri potevano trovare posto sulla stesso sofà.
Dopo la presidenza Il 7 agosto 1914 a Restrepo succedette un altro conservatore, José Vicente Concha, che sconfisse nelle elezioni presidenziali del 1914 il militare Rafael Uribe Uribe (che sarà assassinato mesi dopo sulle scalinate del Campidoglio Nazionale). Terminò il mandato fra le ovazioni e i ringraziamenti tanto da parte dei cittadini come da parte di altri politici, avversari inclusi.
Dopo la presidenza Restrepo si mantenne ai margini della politica, ritornò a Medellín, dove si impegnò nelle sue attività imprenditoriali. Fondò la rivista Colombia nel 1916, su cui curò una rubrica fino alla chiusura della rivista nel 1922. Fu anche un dirigente della Compañía Colombiana de Tabaco nel 1919 e della Naviera Fluvial Colombiana, membro del consiglio di amministrazione di Bancoquia fra il 1920 e il 1923.
Appoggiò la nascita delle Empresas Públicas Municipales (oggi EPM) nel 1920.
Ritorno al governo All'inizio del gennaio del 1930, Restrepo aderì alla campagna elettorale di Enrique Olaya Herrera (che era stato cancelliere di Restrepo dal 1911), e nonostante questi fosse un liberale; Restrepo tentava con l'appoggio a Olaya di mettere in crisi l'egemonia conservatrice e approdare a un governo di coalizione, come quello che aveva guidato nel 1910. La vittoria di Olaya nelle elezioni presidenziali del febbraio del 1930 segnò la sconfitta dei conservatori dopo quasi 50 anni e diede inizio alla fase della Repubblica Liberale.
Come ricompensa dell'appoggio di Restrepo, Olaya lo nominò ministro di governo (la seconda carica più importante dopo la presidenza), e rimase in carica dal 7 agosto 1930 fino al 28 luglio 1931. Si caratterizzò per voler anteporre gli interessi del paese a quelli dei partiti, in vista del suo ideale di riconciliazione nazionale.
Restrepo lasciò il suo ministero per essere nominato ambasciatore di Colombia presso la Santa Sede, ove suo fratello Juan María già aveva passato diversi anni e gli fu revocata la scomunica perché potesse accettare l'incarico. Curò le relazioni diplomatiche di Olaya con papa Pio XI. Restrepo visse a Roma fino alla fine del governo di Enrique Olaya nel 1934. Quindi si ritirò definitivamente dalla politica per dedicarsi ai suoi affari, ma secondo il suo amico Clodomiro, Restrepo morì in miseria, dato che per la crisi economica dovette vendere la sua casa e la tenuta di famiglia.
Morte Morì nella sua casa di Medellín, alle prime ore del 6 luglio 1937 a 69 anni di età, a causa di una polmonite. La notte in cui morì il presidente Alfonso López Pumarejo aveva in programma una visita a Huila, ma decise di cancellarla per dedicare il giorno seguente a presenziare alle onoranze a Restrepo.