La teiera di Russell () o teiera celeste è una metafora introdotta dal filosofo britannico Bertrand Russell per confutare l'idea che spetti allo scettico, anziché a chi le propone, l'onere della prova in merito ad affermazioni non falsificabili, in particolare in ambito religioso. Essa rappresenta una delle più efficaci controargomentazioni all'assunto che spetti al non credente dimostrare l'inesistenza di una qualsiasi divinità, in quanto stabilisce che nessuna affermazione può essere aprioristicamente creduta soltanto basandosi sul fatto che non se ne può provare l'inesattezza.
Spiegazione Nel suo articolo del 1952 Is There a God? (Esiste un Dio?), commissionato ma mai pubblicato dal periodico Illustrated, Russell scrive:
Nel suo libro Il cappellano del Diavolo, Richard Dawkins sviluppa ulteriormente il tema:
L'argomento di Dawkins è analogo a quello di John Locke, il quale, con riferimento alle pratiche autoritarie del Cattolicesimo a lui contemporaneo, asserì che "I papisti non devono godere del beneficio della tolleranza, perché, dove hanno il potere, si ritengono obbligati a negare la tolleranza agli altri".John Locke, Saggio sulla tolleranza, in: Lettera sulla tolleranza, a cura di Carlo Augusto Viano, Laterza, Roma-Bari 2006, p. 82.
Concetti simili alla teiera di Russell sono quello dell'Invisibile unicorno rosa, del Pastafarianesimo, e Un drago nel mio garage.un articolo riportato nel libro Il mondo infestato dai demoni di Carl Sagan
Analisi
Il chimico Peter Atkins ha sostenuto che il punto dell'argomento della teiera di Russell è che non vi è alcun onere di confutare affermazioni inverificabili, sia che si sostenga una tesi o la sua negazione. Il rasoio di Occam suggerisce che la teoria preferibile sia quella con un minor impegno ontologico (e.g., un universo senza esseri soprannaturali) piuttosto che una teoria "più complessa". Atkins nota, però, che questo argomento non coinvolge direttamente la religione, perché, a differenza dell'evidenza scientifica, le evidenze religiose - a suo dire - si considerano esperite attraverso la rivelazione personale, che non può essere oggettivamente verificata o condivisa.
Note
Voci correlate Argumentum ad ignorantiam Critiche alla religione
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