Formatosi alla Scuola del Libro di Urbino, insegnò incisione presso le Accademie di belle arti di Catania, L'Aquila e Urbino. Sviluppò la propria ricerca parallelamente nella pittura e nella calcografia, ottenendo riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale, tra cui uno dei cinque premi speciali del Premio internazionale Biella per l'incisione (1993) e l'invito alla Triennale internazionale dell'incisione di Cracovia (1994).
Biografia
Formazione Fabio Bertoni nacque a Fermignano il 2 maggio 1942. Si formò alla Scuola del Libro di Urbino, dove frequentò la sezione di disegno animato con Enzo Budassi e Pietro Sanchini e studiò la figura con Arnaldo Battistoni e Sandro Bartolucci. Nel 1961 fu ammesso al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, dove collaborò ad allestimenti scenografici a Cinecittà.
Attività e insegnamento Nel corso degli anni sessanta si avvicinò in modo sistematico alle tecniche incisorie, lavorando per un periodo al centro per lo studio dell'arte grafica "Il Bisonte" a Firenze e presso la stamperia 2RC di Franco Cioppi e Valter Rossi a Roma; nel 1967 rinunciò a un invito alla cattedra di printmaking all'Università del Massachusetts, preferendo dedicarsi alla pittura. Dopo un'esperienza nel settore pubblicitario a Modena, dal 1972 insegnò nelle Accademie di belle arti: fu assistente alla cattedra di tecniche dell'incisione a Catania (1972-1978) e all'Aquila (1978-1981), per poi stabilirsi all'Accademia di Urbino, dove lavorò a stretto contatto con Renato Bruscaglia.
Durante il soggiorno catanese realizzò i cicli dei Carmina Burana, delle Maschere e del Don Chisciotte, affrontando i medesimi soggetti attraverso disegno, pittura e stampa. Nel periodo aquilano sviluppò una ricerca sulla rappresentazione dello spazio, fondata sui diedri e sul tema del paesaggio. Nel 1984 una grave infiammazione al nervo ottico lo costrinse a una temporanea inattività; alla musica di Jean Sibelius, che lo accompagnò in quel periodo, dedicò in seguito la serie di calcografie Viaggiando con Sibelius. Da allora la sua opera fu attraversata dal tema del viaggio e della strada, e si concentrò sulla calcografia e sulle edizioni d'arte, confrontandosi con la narrativa di Cervantes, Pirandello, Calvino e Tobino. Tra le ultime calcografie di ampio formato figurano le serie Specchio, Sfere e Aspettando la sera.
Fabio Bertoni morì a Pesaro il 23 giugno 1994, all'età di cinquantadue anni.
Tecnica e poetica La critica ha sottolineato l'unità delle tecniche praticate da Bertoni, che affrontava i medesimi soggetti attraverso disegno, pittura, incisione e talvolta scultura, senza stabilire tra esse una gerarchia. Tra gli elementi ricorrenti della sua ricerca è stato individuato il diedro, assunto come concetto spaziale per scomporre e ricomporre l'immagine e collegato da Silvia Cuppini alla tradizione prospettica rinascimentale, mentre Franco Martelli ne ha indicato nei diedri e nelle maschere i due termini costanti. Più in generale la sua opera è stata letta come un percorso tra figurazione e astrazione, in cui da un fondo indistinto emerge o si dissolve la figura; in questa chiave Anna Cerboni Baiardi ha accostato l'acquatinta Specchio N.1 (1992) al romanzo Il capolavoro sconosciuto di Honoré de Balzac.
Una parte rilevante della sua produzione nasce dal confronto con la letteratura e il mito — da Cervantes, Pirandello, Tobino e Ariosto ai Carmina Burana, fino a figure come Dafne e Icaro — affrontati con un procedimento che secondo Martelli equivaleva più a una riscrittura che a un'illustrazione. Ricorrente è anche il tema del viaggio, declinato nella serie delle Autostrade. Intitolazioni In sua memoria il Comune di Fermignano e l'Accademia di belle arti di Urbino istituirono il Premio internazionale "Fabio Bertoni" per l'incisione, rivolto a giovani incisori esordienti: bandito per la prima volta nel 1995, si svolse per sei edizioni fino al 2006. Nel 2002, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2002-2003, l'Accademia di Belle Arti di Urbino conferì alla sua memoria il premio "Il sogno di Piero". Edizioni d'arte Susana Diaz de la Cortina Montemajor, Poesie, testo di E. Ferroni, sei acqueforti di Fabio Bertoni e A. Sanchini, Books & Video, Torino 1983. Carmina Burana, interpretazione grafica con tavole fuori testo di Fabio Bertoni, testi di B. Ceci, A. B. Del Guercio e F. Martelli, Edizioni d'Arte La Racla, Catania 1987. Angeli ribelli, nove incisioni e cinque pensieri di Fabio Bertoni, testo di F. Martelli, Edizione Il Colle, Urbino 1987-1988. Dafne, otto incisioni originali a puntasecca e note di Fabio Bertoni, testo di F. Martelli, Europe Editions, Ginevra 1989. I. Mancini, Giovani legami, con calcografie di Fabio Bertoni, O. Galliani e A. Petromilli, Accademia di Belle Arti di Urbino, Urbino 1990. AA.VV., Dodici grafiche per Carlo Bo, Editrice Montefeltro, Urbino 1991. Il toro e la luna, sei incisioni originali e una poesia di Fabio Bertoni, testi di S. Cuppini Sassi e F. Martelli, Edizione Il Colle, Urbino 1992.
Mostre (selezione) Personali 1969 – Galleria Tassoni, Modena. 1970 – Bottega di Giovanni Santi, Urbino. 1977 – Galleria Aquila, Catania (a cura di Ugo Ferroni). 1978 – Circolo culturale della Banca Commerciale, Palermo (a cura di Ugo Ferroni). 1990 – Helsinki (a cura di Franco Martelli). 1994 – Fabio Bertoni. Passages, antologica, Sala Bramante, Fermignano (a cura di Franco Martelli e Silvia Cuppini). 2014 – Fabio Bertoni. Ouverture, antologica postuma, Casa Natale di Raffaello, Urbino (a cura di Umberto Palestini).
Collettive 1965 – Fermignano, con Giacomo Gostoli e Luigi Toccacieli (a cura di Walter Piacesi). 1982 – Collegio Raffaello, Urbino. 1985 – Le antinomie dell'apparenza, Reggio Calabria (a cura di Bruno Ceci), con Giorgio Bompadre. 1985 – Palazzo Ducale, Urbino. 1990 – Graphica Creativa '90, Alvar Aalto Museum, Jyväskylä. 1994 – Dalla traccia al segno. Incisori del Novecento nelle Marche, Mole Vanvitelliana, Ancona. 1995 – Il libro d'arte nelle Marche, Fermo.
Riconoscimenti 1990 – partecipazione alla sesta Triennale internazionale di grafica Graphica Creativa, Alvar Aalto Museum, Jyväskylä. 1993 – tra i primi cinque classificati al Premio internazionale Biella per l'incisione. 1994 – invito alla Triennale internazionale dell'incisione di Cracovia.
Opere in collezioni pubbliche Museo civico delle Cappuccine, Bagnacavallo (incisioni). Albertina, Vienna — una copia del libro d'arte Dafne, dal 2013 nella Pieraccini Collection of Prints and Drawings by Italian Masters of the 20th Century.
Note
Bibliografia
Categoria:Pittori italiani del XX secolo Categoria:Incisori italiani del XX secolo Categoria:Studenti dell'Accademia di belle arti di Urbino