Biografia La cronologia dell'episcopato di san Rusticiano è incerta e le diverse fonti lo collocano entro un arco temporale piuttosto ampio, compreso tra la seconda metà del VI secolo e l'inizio del VII. Le varie proposte cronologiche, pur divergenti, non escludono che il vescovo abbia vissuto negli anni dell'invasione longobarda.
Della sua vita non sono note notizie certe. Tradizionalmente è considerato il diciannovesimo vescovo di Brescia ad aver avuto la cattedra nella chiesa di Sant'Andrea. Già in età medievale il suo nome compare accanto a quelli dei santi Faustino e Giovita, Apollonio e Filastrio: in litanie dell'XI secolo e nel codice Ordo ad visitandum infirmum, utilizzato nelle Rogazioni e nella liturgia battesimale delle vigilie di Pasqua e Pentecoste. La diffusione del suo culto è inoltre attestata da sei calendari manoscritti compresi tra l'XI e il XV secolo e dalle antiche litanie monastiche conservate nello schedario dello storico Carlo Andrea Doneda.
Culto San Rusticiano fu sepolto nella chiesa di Sant'Apollonio. Tra il 970 e il 975 il marchese Adalberto Atto di Canossa fece trasferire parte delle sue reliquie, insieme a quelle dei santi Apollonio e Ursicino, nella cripta della nuova basilica di Canossa. Intorno al 1150 il cranio e altre ossa dei santi Rusticiano e Silvino furono collocati sotto l'altare maggiore della chiesa di Sant'Andrea. Al XII secolo viene inoltre fatta risalire l'invenzione delle reliquie.
Nel 1342 alcune reliquie del santo furono deposte sotto la mensa del nuovo altare maggiore del duomo Vecchio. L'altare dedicato al vescovo fu arricchito nel 1492 grazie ai lasciti del nobile Biatta Palazzi e della moglie, destinati agli ornamenti dell'altare di san Rusticiano. Nel 1502 i restanti resti mortali furono trasferiti dalla chiesa di Sant'Apollonio alla chiesa di San Zeno al Foro. Il 28 marzo dello stesso anno il vescovo Paolo Zane ne dispose la collocazione dietro il tabernacolo dell'altare maggiore, all'interno di un'urna marmorea. Parte di questa urna recante l'effigie del vescovo è oggi esposta nelle collezioni del museo di Santa Giulia. Dopo una ricognizione delle reliquie compiuta nel 1685, il vescovo Bartolomeo Gradenigo fece deporre il teschio, altre ossa e un vasetto contenente le ceneri del santo in una nuova urna lignea intagliata, poi inserita nel XVIII secolo nell'altare maggiore della chiesa, ricostruita in quel periodo. Le reliquie del santo sono tuttora conservate nella chiesa di San Zeno al Foro, all'interno di una pregevole urna.
Pur non essendo presente nel Martirologio Romano, san Rusticiano compare più volte nel martirologio diocesano. La sua memoria, inizialmente celebrata il 5 gennaio, fu in seguito spostata al 19 gennaio, poiché fino al 1961 la vigilia dell'Epifania impediva la celebrazione delle feste dei santi. Un'altra commemorazione ricorre il 28 marzo, anniversario della traslazione del 1502, mentre una terza memoria cade il 23 luglio e ricorda l'invenzione delle reliquie nella chiesa di Sant'Andrea.
In passato il santo fu oggetto di una particolare devozione popolare e veniva invocato contro le calunnie. Nella chiesa di San Francesco era inoltre attiva una confraternita a lui dedicata, i cui membri venivano sepolti in un sepolcro tuttora esistente nella navata centrale, all'altezza della cappella della Concezione, recante l'iscrizione: «OSSA - CONFRATRUM - D. RUSTICIANI - HIC RESURRECTIONEM - EXPECTANT ANNO - M. DCC. LXI».
Note
Bibliografia
Categoria:Santi per nome Categoria:Santi romani del IV secolo Categoria:Vescovi di Brescia