Il Palazzo Luserna Rorengo di Rorà, già Palazzo Piossasco di Rivalba, è un palazzo storico di Torino costruito tra il 1779 e il 1781 dall'architetto Ignazio Galletti nell'isola (isolato) di Sant'Eufemia, nel Borgo Nuovo del quartiere Centro, su manufatti del XVII secolo https://www.treccani.it/enciclopedia/ignazio-amedeo-galletti_(Dizionario-Biografico)/ e su commessa del conte Piossasco di Rivalba https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0100015650.
È vincolato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio https://sigecweb.beniculturali.it/sigec/item/print/ICCD14219059.
Storia I primi manufatti su cui è costruito Palazzo Luserna Rorengo di Rorà risalgono al 1699.
Tra il 1779 e il 1781 l'immobile fu ricostruito, su disegni di Benedetto Alfieri, dall'architetto Ignazio Galletti per il conte Piossasco di Rivalba. Venne incorporata la precedente costruzione espandendosi nel giardino con i corpi rustici e d'affitto https://www.museotorino.it/view/s/c5e03057205c4501966e1fe25575bf30.
Successivamente fu acquistato dal Marchese Maurizio Luserna Rorengo di Rorà, sposato nel 1813 con Adelaide Oreglia di Novello https://www.laverita.info/quarantotto-ore-in-piemonte-2657606050.html, Cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro nel 1831, dal 1834 al 1837 direttore del Regio Manicomio di Torino, senatore del Regno di Sardegna nel 1848 https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100025336 e parente dell'arcivescovo di Torino Francesco Luserna Rorengo di Rorà, che lo acquisì come residenza alternativa al palazzo di famiglia a Bene Vagienna https://digit.biblio.polito.it/372/1/1908_005.pdf.
Il palazzo fu quindi dimora del primogenito https://gw.geneanet.org/fcicogna?lang=en&p=maurizio+filiberto&n=luserna+rorengo+di+rora, Marchese Emanuele Luserna di Rorà, sposato con Giulia Visconti d'Aragona (sorellastra della principessa Cristina di Belgioioso) e Sindaco di Torino dal 1862, l'anno successivo all’unificazione, al 1865. Durante il suo mandato, Torino perse il titolo di capitale d’Italia, trasferito a Firenze nel 1864, scatenando proteste represse con 52 vittime. La città entrò in crisi, perdendo 32.000 abitanti su 224.000 nel primo anno. Luserna di Rorà rifiutò l’indennizzo governativo, dichiarando: “Torino non è in vendita” https://www.facebook.com/Torinounacittatuttadascoprire/videos/palazzo-luserna-rorengo-di-ror%C3%A0-in-via-cavour-13-a-torino-fu-progettato-da-ignaz/1887056798556054/.
Emanuele Luserna di Rorà ebbe tre figlie: Maria, Adelaide e Vittoria. Il palazzo passò quindi, per motivi matrimoniali, ad altri proprietari https://www.camillocavour.com/associazione/incotri-cavouriani/i-sindaci-di-torino-dal-1851-al-1900/
Nel 2017 la famiglia Buratti-Lera, proprietaria del prospiciente Grand Hotel Sitea, acquisì il piano nobile e, dopo un restauro durato due anni, lo convertì nell’attuale Royal Palace: sei camere luxury, con maggiordomo personale https://www.torinotoday.it/social/royal-palace-luxury-suites.htmlhttps://torino.repubblica.it/cronaca/2021/11/18/news/nuovo_hotel_lusso_torino-326839016/.
Descrizione L’aspetto attuale del palazzo, su pianta rettangolare, è frutto dell’ammodernamento compiuto tra il 1779 e il 1781 da Ignazio Amedeo Galletti, il quale rielaborò elementi barocchi creando una dimora sobria e grandiosa, decorata a dipinto e stucco; conserva pavimenti in legno intarsiato e a mosaico. I suoi disegni sono conservati all’Archivio di Stato di Torino.
Note
Bibliografia
Luserna Rorengo di Rorà