Il castello di Oviglio è un castello situato nel comune di Oviglio, in provincia di Alessandria.

Storia

I primi proprietari noti del borgo di Oviglio furono i monaci del monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia, ai quali il possesso venne confermato da Corrado I e dai suoi successori. Il paese aderì alla Lega Lombarda e partecipò alla fondazione di Alessandria prima di passare, tramite donazione di Enrico di Svevia, al marchese di Monferrato che a sua volta, nel 1204, lo concesse ai marchesi d'Incisa. Nel 1276 il borgo venne acquistato dalla famiglia Fieschi e successivamente, nel 1367, venne conquistato da Galeazzo Visconti. Distrutto nel 1404 da Facino Cane, successivamente Oviglio entrò tra i possedimenti dei Ferrari.

Nel 1498 il feudo passò nuovamente ai Fieschi per poi passare alla famiglia Sforza che vi infeudò ai Perboni. Le prime notizie sulla struttura difensiva risalgono al XIV secolo, all'epoca della conquista di Galeazzo Visconti, dove esisteva un castrum e una cinta muraria fortificata che comprendeva anche l'antico borgo medievale.

Nei secoli successivi il castello fu infeudato a diverse famiglie nobili fino a quando, nel 1823, la regina Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie, vedova di Carlo Felice di Savoia ne entrò in possesso, occorrenza che portò alla denominazione del castello fra quelli reali. Successivamente l'edificio entrò a fare parte dei possedimenti dei conti Calcamuggi, che da metà Ottocento promossero una ristrutturazione dell'edifico che gli conferì l'attuale aspetto neogotico; in questi interventi vennero ristrutturati i fianchi orientale e meridionale dell'edificio, venne edificato l'ingresso a est con la sua torre, si ricostruì l'ingresso occidentale e venne anche restaurato il salone padronale.

Il 4 giugno 1908 il Ministero della pubblica istruzione dichiarò il castello di Oviglio monumento nazionale di interesse storico e artistico.

A oggi l'edificio è utilizzato come struttura ricettiva, ristorante e sede per ricevimenti ed eventi.

Descrizione L'edificio si presenta con impianto rettangolare con la base scarpata originaria, torri cilindriche d'angolo e un ingresso di forma poligonale. L'aspetto attuale è dovuto in larga parte agli interventi ottocenteschi in stile neogotico, grazie ai quali si è giunti alla trasformazione definitiva dell'edificio in ambiente abitativo.

Gli ambienti interni comprendono sale decorate al piano nobile, un salone dei ricevimenti con soffitto a cassettoni e altri ambienti destinati all'uso ricettivo e di rappresentanza.

Note

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