Vairo è una frazione, già capoluogo municipale tra il 1806 e il 1849, del comune di Palanzano, in provincia di Parma; è suddivisa nelle due località di Vairo Inferiore e Vairo Superiore..
La località dista circa 2,5 km dal capoluogo.
Geografia fisica Vairo sorge sul versante orientale del monte Faggeto, sulla sponda sinistra della val d'Enza; la località di Vairo Superiore è situata alla quota di 840 m s.l.m., mentre quella di Vairo Inferiore si trova a poca distanza alla quota di 788 m s.l.m.
Origini del nome Secondo alcune ipotesi, il toponimo avrebbe origine prediale, da un colono chiamato Vario, probabilmente assegnatario di terre nella zona in epoca romana;. secondo altre teorie, il nome deriverebbe dal greco bizantino baria, ossia "pecore", in riferimento all'antica presenza di numerose aree a pascolo.. In epoca medievale il borgo era conosciuto come Vallere, poi Vagire e in numerosi altri modi, tra cui Vaijere e Vaijra..
Storia Un primo centro abitato nel territorio di Vairo sorse probabilmente in età romana, forse quale fondo agricolo appartenente a un colono chiamato Vario.
In epoca bizantina la zona dell'alta Val d'Enza e della Val Cedra era verosimilmente amministrata dal castrum di Bismantova, ma tra la fine del VI e gli inizi del VII secolo se ne impadronirono i Longobardi,. che fondarono un insediamento a Vairo, importandovi anche il culto di san Michele arcangelo.
In seguito alla conquista del regno longobardo da parte di Carlo Magno nel 744, nell'881 Carlo il Grosso concesse al vescovo di Parma Guibodo la piccola corte di Lugolo, cui seguirono tra il IX e il X secolo altre donazioni da parte dei suoi successori. Tuttavia, la diocesi non riuscì a esercitare realmente l'autorità sulle valli a causa dell'ascesa dei Marchesi di Toscana, di stirpe longobarda, che si impossessarono di fatto del potere; Sigifredo e soprattutto il figlio Adalberto, capostipite della dinastia dei Canossa, estesero notevolmente il territorio amministrato a scapito della Chiesa di Parma, che fu costretta a subirne la compossessione...
Agli inizi del XII secolo, soprattutto al seguito di Matilde di Canossa, nelle valli si radicarono alcune famiglie di cavalieri, forse anch'esse di origine longobarda, che si insediarono nelle strutture curtensi in cui fu suddiviso il territorio. I milites conservarono e pian piano accrebbero il loro potere anche dopo la dissoluzione dei domini canossiani, conseguente alla morte della Gran Contessa nel 1115. Tra le casate, nei decenni seguenti si imposero con un ruolo egemone i da Vallisnera, che, pur non riunendo tutte le terre sotto un unico feudo, crearono di fatto una signoria, mantenendo però alcuni elementi più tipici delle consorterie arimanne,.. e nel 1207 promulgarono gli Statuti di Vallisnera, che regolamentavano la vita degli abitanti dei territori in loro possesso...
Nel 1218 il vescovo Obizzo Fieschi tentò invano di riaffermare i pieni diritti della diocesi su Vallere, ove anche il suo predecessore Bernardo II aveva inviato in sua rappresentanza dei gastaldi.. Riconoscendo implicitamente il potere dei cavalieri, nel 1255 il Comune di Parma nei propri Statuti accordò varie esenzioni fiscali ai Signori di Vallisnera e Vairo e a coloro che tenevano i cavalli da guerra per conto del Comune....
Tuttavia, i Vallisneri col tempo si divisero in due rami principali in forte disaccordo tra loro.. Nel 1346 il signore di Milano Luchino Visconti cercò di contrastare l'autorità dei cavalieri, accentrando la giurisdizione sulle valli nelle mani del Comune di Parma e vietando la costruzione di nuove fortificazioni in quelle zone. I due rami dei Vallisneri reagirono firmando nel 1357 un documento per far fronte comune contro tali disposizioni, raggiungendo una pace temporanea all'interno della casata, con la separazione dei loro domini in altrettante aree di competenza, una incentrata a Vallisnera nel Reggiano e l'altra a Vairo nel Parmense. I Vallisneri consolidarono in tal modo il loro potere fino alla prima metà del secolo successivo,.... quando nel 1409 il marchese di Ferrara Niccolò III d'Este li investì ufficialmente di buona parte delle terre su cui esercitavano il loro potere.. e nel 1441 Leonello d'Este confermò a Gian Giacomo, Federico, Raimondo ed Ettore Vallisneri il possesso del territorio dell'alta Val d'Enza; quest'ultimo dipendeva dal castello del Castellaro, situato all'interno della giurisdizione di Vairo, capoluogo del feudo amministrato dal ramo parmense della famiglia. Nel frattempo fin verso la metà del XV secolo, mentre il resto del Parmense fu dilaniato da guerre tra le diverse casate, la consorteria feudale delle valli dei Cavalieri fu risparmiata dai conflitti, sia grazia alla sua posizione decentrata, sia grazie alla peculiare organizzazione interna..
La situazione cambiò radicalmente nel 1448, quando i dissidi tra i due rami della casata, ripresi già nel 1409 in seguito alla cessione della val Lonza al ramo di Vairo dopo la morte di Ottone Terzi, raggiunsero l'apice: Jacopo Vallisneri attaccò il castello del Castellaro, sottraendolo ai cugini Federico, Raimondo ed Ettore, dei quali uccise due figli piccoli gettandoli dalla finestra. Gli Anziani del Comune di Parma, resosi autonomo dall'Aurea Repubblica Ambrosiana fondata dopo la morte di Filippo Maria Visconti, inviarono le loro truppe guidate da Pier Maria II de' Rossi e Cristoforo I Torelli ad assaltare la rocca, che, dopo un assedio di una settimana e la resa di Jacopo, fu completamente rasa al suolo al termine della guerra del Castellaro...
In seguito alla conquista del castello, che pose fine al dominio dei Vallisneri del ramo parmense, Vairo iniziò a essere amministrata da podestà nominati dal Comune di Parma, con le mansioni di magistrati unici, esattori delle tasse e capi militari;.. tuttavia, le famiglie cavalleresche continuarono a partecipare attivamente al governo dei vari comuni delle valli, che conservarono per secoli una parziale autonomia dalla città..
Nel 1521 il borgo di Vairo fu quasi completamente distrutto dall'esercito francese, che, diretto contro le famiglie filo-imperiali della vallata, compì innumerevoli uccisioni, stupri e razzie ai danni degli abitanti, la cui resistenza si rivelò completamente vana; durante l'assalto furono danneggiati o distrutti numerosi edifici, tra cui la chiesa medievale di San Michele Arcangelo, l'ospizio per pellegrini, la bastia e la residenza dei Vallisneri..
Intorno alla metà del XVI secolo il Comune di Vairo era costituito dalle ville di Vairo Corte (ribattezzata in seguito Vairo Superiore), in Montibus (ribattezzata in seguito Vairo Inferiore), Vairo Sottano (ribattezzata in seguito Vaestano), Coloreto, Cola, in Naca, la Costa e Selvanizza..
Dopo il 1578 una frana distrusse gran parte della località "ai Monti", compresa la chiesa di San Michele Arcangelo, che fu successivamente spostata a Vairo Corte...
In seguito alla conquista napoleonica del Ducato di Parma e Piacenza e alla morte del duca Ferdinando di Borbone nel 1802, nel 1805 fu introdotto il Codice Napoleonico e furono aboliti i diritti feudali sull'intero territorio dello Stato, mentre nel 1806 le podesterie furono sostituite coi comuni (o mairies)... Vairo divenne così capoluogo municipale, con giurisdizione su un territorio esteso su entrambe le sponde dell'Enza e comprendente le località di Camporella, Caneto, Casalino con Costa ed Enzano, Castagneto, Cecciola, Cereggio con Temporia, Forno, Lalatta, Lugolo, Miscoso, Montedello, Nirone, Palanzano, Pieve San Vincenzo, Pignone, Poviglio, Pratopiano, Ranzano, Ruzzano, Succiso, Storlo, Taviano, Trevignano, Vaestano, Vairo, Valcieca e Zibana...
Nel 1808 l'ex Ducato fu assorbito nell'Impero francese quale dipartimento del Taro.. L'anno seguente il commissario straordinario del governo francese Torrigiani si recò in visita nelle due mairies di Vairo e Monchio, trovandovi una forte disorganizzazione, dovuta in gran parte all'ostilità da parte della popolazione, abituata da secoli all'amministrazione dei podestà, ad adeguarsi a molte delle nuove norme e in particolare all'arruolamento obbligatorio, che provocò l'allontanamento e la morte in guerra di vari giovani del territorio..
La caduta di Napoleone e l'ascesa al trono ducale di Maria Luigia nel 1816 furono accolte con entusiasmo da parte della popolazione.. Vajro divenne, oltre a sede di cantone con competenza anche su Monchio, pretura di terza classe, in cui i pretori assommarono al ruolo di giudici di pace quello di sindaci;.. la situazione cambiò già nel 1820, quando i poteri furono divisi tra i podestà con compiti amministrativi e i pretori con funzioni giudiziarie; nel 1821 la pretura fu spostata a Corniglio...
Nel 1846 fu ripristinata la pretura di Vairo, ma con sede a Palanzano.. Nel 1848, per effetto del trattato di Firenze, il confine tra il Ducato di Parma e Piacenza e quello di Modena e Reggio fu fissato lungo il torrente Enza, perciò il territorio comunale perse tutta la porzione a est; Vairo, in precedenza situata in posizione baricentrica, si trovò prossima al confine e di conseguenza il 4 novembre 1849 per decreto governativo Palanzano divenne capoluogo comunale...
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Michele Arcangelo a Vairo Superiore
Menzionata per la prima volta nel 1230, la cappella originaria, situata in località "ai Monti", fu devastata nel 1521 durante il sacco di Vairo; elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564, fu travolta negli anni seguenti da una frana, costringendo gli abitanti a spostare la parrocchia in un oratorio quattrocentesco di Vairo Superiore, che fu demolito agli inizi del XVIII secolo; riedificata in stile barocco nel 1712, ruotando ortogonalmente l'orientamento originario e conservando solo l'antica abside romanica trasformata nella cappella laterale sinistra, la chiesa fu completata nel 1794 con l'aggiunta del portale d'ingresso barocco. Il luogo di culto, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una facciata intonacata, in cui si apre un portale d'accesso con cornice e frontone in arenaria riccamente scolpiti; sulla destra si eleva isolato il massiccio campanile in pietra. All'interno l'aula, coperta da una volta a botte, è scandita da paraste; il presbiterio, chiuso superiormente da una volta a botte lunettata, accoglie due portali settecenteschi in arenaria riccamente scolpiti; la chiesa conserva alcune opere di pregio, tra cui un paliotto settecentesco in cuoio dipinto e la pala d'altare ottocentesca eseguita da Francesco Scaramuzza e Cecrope Barilli....
Oratorio di San Giuseppe a Vairo Superiore
Costruito tra il 1790 e il 1816 circa per volere di Gian Lorenzo Basetti, l'oratorio privato fu restaurato nella facciata tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX e donato nel 1972 dagli eredi dei Basetti alla vicina chiesa di San Michele Arcangelo. Il piccolo edificio, situato in adiacenza al cimitero e sviluppato su un impianto a navata unica di forma trapezoidale, presenta una simmetrica facciata a capanna rivestita in pietra, al cui centro, sopra al portale d'ingresso, è incastonata una formella in marmo di Carrara scolpita nel 1708 per volere di Giuseppe Basetti con la raffigurazione ad altorilievo della Fuga in Egitto. All'interno l'aula è coperta da una serie di volte a crociera; l'edificio conserva alcune opere di pregio, tra cui l'altare maggiore in pietra tardo settecentesco e una statua lignea raffigurante la Madonna col Bambino, scolpita verso la metà del XVIII secolo..
Oratorio di Santa Maria della Neve a Vairo Superiore