La chiesa di San Giorgio Martire è la parrocchiale di San Giorgio di Pesaro, municipio del comune sparso di Terre Roveresche, in provincia di Pesaro e Urbino e diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola.; fa parte della vicaria del Metauro.

Storia In epoca medievale San Giorgio era sede di una pieve, menzionata per la prima volta nel 1300 e poi ancora nel 1433, allorché si ritrova citata in un inventario.

Questo edificio, ubicato contiguamente alle mura del castello, era dotato di due ingressi principali ai quali si accedeva dalla strada principale; inoltre, come si apprende dai resoconti delle viste pastorali e da una pianta della chiesa disegnata nel XVIII secolo, esso era dotato complessivi di sei altari, ovvero quello maggiore e cinque laterali, intitolati rispettivamente a sant'Antonio Abate, alla Visitazione di Maria, a san Giuseppe, al Crocifisso e al Presepe.

All'inizio dell'Ottocento questo antico luogo di culto, oltre a versare in cattive condizioni, era ormai diventato insufficiente a soddisfare le esigenze dei fedeli, cosicché nel 1818 il pievano Giuseppe Pierpaoli, alla sua morte, lasciò la somma di 2085 scudi per il rifacimento della chiesa. Tuttavia, i lavori di costruzione della nuova parrocchiale, progettata dall'architetto Giuseppe Ferroni, vennero condotti oltre vent'anni dopo, tra il 1841 e il 1842.

L'evento sismico dell'autunno del 1930 lesionò gravemente la torre campanaria, che dovette essere demolita e che non fu più riedificata.

Nel 1970 fu condotto l'adeguamento liturgico mediante l'aggiunta dell'altare rivolto verso l'assemblea.

La chiesa è attualmente chiusa al pubblico dal 2016, in seguito ai danni causati dal Terremoto del Centro Italia del 2016. Le funzioni religiose della parrocchia vengono svolte nella vicina chiesa dello Spirito Santo.

Descrizione Esterno La facciata a salienti della chiesa, rivolta a nordest, è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri; quello inferiore, più largo, presenta al centro il portale timpanato e ai lati due ingressi murati e altrettante specchiature, mentre quello superiore, affiancato da due archi di raccordo, è caratterizzato da finestra a lunetta oppilata e coronato dal frontone di forma triangolare.

Sul retro della parrocchiale è presente un traliccio metallico su cui sono alloggiate le campane.

Interno

L'interno dell'edificio si compone di tre navate, separate da colonne terminanti con capitelli ionici e sorreggenti la trabeazione dentellata e aggettante sopra la quale si imposta la volta a botte; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, leggermente rialzato e chiuso dall'abside di forma semicircolare, a sua gota coperta dal abside.

Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali la tela con soggetto San Giorgio che uccide il drago, eseguita da Giuseppe Luzi e restaurata da Emilio Antonioni nel Novecento, il Crocifisso ligneo, intagliato nel XIV secolo, il dipinto della Madonna col Bambino, ascrivibile al XVI secolo, il quadro ovale ritraente lAnnunciazione, attribuito a Francesco Mancini, e le due pale raffiguranti la Crocifissione con i santi Giovanni Battista, Francesco, Girolamo e Carlo Borromeo e Sant'Antonio Abate, risalenti rispettivamente ai secoli XVII e XVIII.

Note

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