Biografia Nato a Roma, a causa del lavoro del padre trascorse l'infanzia e la prima adolescenza a Tivoli, dove visse gli anni della seconda guerra mondiale, che lo segnarono profondamente, orientando la sua arte verso i temi della vita e della sofferenza umana, declinati spesso in motivi religiosi. I materiali d'elezione delle sue opere furono la cera, l'argilla e il bronzo, ma sono presenti opere in altri materiali, come marmo e legno.Valerio Mariani, Sandro Pagliuchi, Roma, Edizioni "La Roccia", 1980.

Nel 1944, al rientro a Roma, entrò come allievo nello studio dello scultore Giovanni Ardini, docente all'Accademia di belle arti di Roma, con il quale mantenne un lungo sodalizio.Claudio Strinati, Sandro Pagliuchi. Scultore ed Incisore, Roma, Bs Grafica Editoriale, 1995.

Dal 1944 al 1951 frequentò i corsi di plastica tenuti nella stessa Accademia da Guido Calori e Nicola Cataudella. Oltre a quanto appreso dai propri insegnanti, i modelli culturali cui fece riferimento, soprattutto in gioventù, spaziarono dal romanico a Medardo Rosso e Giacomo Manzù.Guido Giuffrè, Sandro Pagliuchi, Roma, Arti Grafiche Scalia, 1977.

Nel 1951, durante il servizio militare, eseguì un bassorilievo per la sala riunioni della Scuola di fanteria di Cesano e le statue di santa Caterina e san Francesco per la cappella della Scuola di cavalleria dell'Esercito Italiano di Lecce.

Nel 1955 presentò la sua prima mostra personale al Palazzo delle Esposizioni di Roma. A dispetto di un carattere riservato che lo portò ad operare principalmente nel proprio studio, rifuggendo l'attività pubblica, nel corso della sua carriera realizzò opere monumentali e da cavalletto, in seguito conservate in collezioni private, piazze e musei in Italia e all'estero, in particolare in Svizzera e in Senegal.Ferdinando Anselmetti, Quelli che contano, Venezia, Marsilio, 1983.

Nel 1997, in occasione del Raduno Carducciano di Polenta, l'Accademia dei Benigni di Bertinoro lo nominò Socio Accademico Onorario.

A partire dal 2001, una collezione di oltre ottanta sue sculture di grandi dimensioni è esposta in permanenza presso il Museo interreligioso di Bertinoro, a seguito di una donazione formale all'università e al comune romagnolo.

Il 24 novembre 2002, la città di Bertinoro nomina lo scultore Cittadino Onorario.

Tra le sue ultime produzioni è presente la collezione I Derelitti, una serie di opere di denuncia sociale incentrate sulla sofferenza e sull'ingiustizia (tra cui Il lavoro che uccide, Stupro, Thyssen e Il reticolato), caratterizzate dall'uso di materiali poveri, come ferro, legno, tela e paglia. La serie è stata esposta a Firenze nel 2009 e nel 2010 all'interno del chiostro della basilica di Santa Croce, in quella che fu l'ultima mostra dell'artista.Federico Fiorentini, L'arte sacra di Sandro Pagliuchi nella Mostra di Santa Croce, 2009, II, p. 155.

Sandro Pagliuchi morì a Roma il 22 novembre 2021.

Stile e critica La produzione di Pagliuchi è stata esaminata da storici e critici d'arte italiani: Valerio Mariani ha evidenziato la semplificazione delle forme, il rigore strutturale e il diretto rapporto tra sentimento e valori espressivi, rintracciando nel suo stile una «meditata semplicità», in particolare nello sviluppo del tema della Deposizione. Guido Giuffrè ha analizzato l'evoluzione geometrico-compositiva dell'artista mettendo a confronto la Deposizione del 1967 (caratterizzata da una tensione centripeta delle figure) con Il seppellimento di Cristo del 1968 (dove gli elementi sembrano fuggire l'uno dall'altro).Donazione dello scultore Sandro Pagliuchi al Comune di Bertinoro. Catalogo delle opere, presentazione di Guido Giuffrè, Bertinoro, 2000. Carlo Giacomozzi ha descritto il modellato di Pagliuchi come «scarno, ridotto all'osso», sottolineandone l'esecuzione «sapiente, satura di rigore» e notando come la sua ritrattistica «si confronta con l'umano, ne riflette la realtà interiore, esistenziale».Carlo Giacomozzi, Sandro Pagliuchi. Saggio critico, Roma, 1982. Ferdinando Anselmetti ha descritto il senso creativo di Pagliuchi come «Semplice nella linearità della forma, interprete psicologico nel contenuto, che non altera nell'espressività genuina se non a ragion veduta, senza privarla tuttavia dell'essenziale nel suo essere, o nella sua sostanza». Claudio Strinati ha rilevato una «tensione morale severa e solenne», ravvisabile soprattutto nei ritratti, osservando come «l'alternarsi di elementi di estrema fragilità espressiva e di estrema solidità della materia, guidi tutta la parabola di un artista che ha fatto della coerenza e della continuità una sorta di implicita bandiera».

Esposizioni L'attività espositiva dell'artista ha compreso diverse mostre personali e collettive in Italia e all'estero: 1955 – Palazzo delle Esposizioni, Roma 1962 – Galleria Marguttiana, Roma 1963 – Palazzo delle Esposizioni, Roma 1969 – Circolo Unione, Catanzaro 1979 – Sala Regia, Palazzo dei Priori, Viterbo (con il patrocinio del Comune di Viterbo) 1982 – Salon des Nations, Centro d’Arte Internazionale, Parigi 1983 – Galleria ArtMessage, Roma 1985 – Museo dell'Opera di Santa Croce, Firenze 1987 – Castello di Pallarone, Aulla 1988 – Sala di Santa Rita, Roma (con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura) 1990 – Mostra Collettiva di Arti Figurative, CRAL Agenzia per il Mezzogiorno, Roma 1991 – Chiostri della Basilica di Santa Croce, Firenze 1998 – Galleria Ex-Peschiera, Cesena (con il patrocinio del Comune di Cesena) 2010 – Museo dell'Opera di Santa Croce, Firenze

Opere nei musei e negli spazi pubblici Testa di Ragazzo, 1951, terracotta, Roma, Galleria d'arte moderna di Roma Capitale Monumento ai Caduti, 1963, bronzo, Morino Monumento ai Caduti, 1965, bronzo, Barisciano Monumento al Selciatore, 1966, bronzo, Alfedena Deposizione, 1967, scultura, Museo interreligioso di Bertinoro Giulio Pastore, 1970, bronzo, Torino Domenico Rubino, 1972, bronzo, Trapani Giovanni Conti, 1972, marmo, Roma, Galleria dei Ritratti a Palazzo Montecitorio Madonna con Bambino, 1984, terracotta, Visso, Chiesa di Sant'Antonio Abate Monumento ai Caduti, 1985, bronzo e pietra, Castelsantangelo sul Nera Scultura per il Premio Giovanni Gatti, 2008, argento/bronzo Lando Conti, 1991, bronzo, Firenze, Palazzo della Signoria Collezione I Derelitti (Il lavoro che uccide, Stupro, Thyssen, Il reticolato, esposta nel 2009-2010).

Note

Bibliografia Guido Giuffrè, Sandro Pagliuchi, Roma, Arti Grafiche Scalia, 1977. Valerio Mariani, Sandro Pagliuchi, fotografie di Franco Rocchi, Roma, Edizioni "La Roccia", 1980. Carlo Giacomozzi, Sandro Pagliuchi. Saggio critico, Roma, 1982. Ferdinando Anselmetti, Quelli che contano, Venezia, Marsilio, 1983. La redenzione nei momenti più significativi della storia dell'uomo: mostra di arte sacra attraverso opere realizzate dallo scultore Sandro Pagliuchi dal 1960 al 1985, presentazione di A. Fascinelli, Roma, Edizioni "La Roccia", 1985. Francesco Orsolini, Arte, Visione, Rappresentazione, Firenze, Bulgarini, 1986. Vittorio Buset, Sulle Orme di Francesco e Bonaventura – Gli Artisti per la Pace, Firenze, Città di Vita, 1991. Claudio Strinati, Sandro Pagliuchi. Scultore ed Incisore, Roma, Bs Grafica Editoriale, 1995. Gori, Raggini, Zagnoli, Il Tempo, la Materia, l'Eterno, Cesena, 1998. Donazione dello scultore Sandro Pagliuchi al Comune di Bertinoro. Catalogo delle opere, presentazione di Guido Giuffrè, Bertinoro, 2000. Sandro Pagliuchi, La materia non è sorda all'Intenzion dell'Arte. Manuale tecnico di scultura, Bologna, Renografica edizioni, 2001.

Voci correlate Accademia di belle arti di Roma Museo interreligioso di Bertinoro

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