Il distretto di Somma era il nome di un distretto progettato dal governo giacobino della Repubblica Cisalpina nel dipartimento del Verbano. Come molti enti simili, non trovò piena applicazione a causa del caotico periodo rivoluzionario in cui fu ideato, e venne soppresso dopo solo un anno a causa di nuovi rivolgimenti politici.

Storia La Costituzione della Repubblica Cisalpina progetto un nuovo ordinamento degli enti locali lombardi, partendo dal presupposto di una nuova geografia basata su una razionalizzazione illuministica anziché sui retaggi di secoli di storia. La funzione dei distretti, che andavano a sostituire l'istituto plurisecolare della pieve, sarebbe divenuto quello di svolgere le più alte funzioni municipali nelle aree di notevole parcellizzazione comunale.

Nell'area nordoccidentale milanese, la vecchia pieve di Somma venne lasciata praticamente invariata, salvo proprio il capoluogo che, a tenore della Costituzione, per la sua ingente popolazione faceva distretto a sé stante, salvo spostarla sotto Varese riproponendo l'innovativa riforma di Giuseppe II di pochi anni prima. Il distretto venne classificato col numero 12.

Definito dalla legge 6 germinale anno VI, l'ente non riuscì ad avere una vera applicazione, poiché pochi mesi dopo il golpe militare riversò il governo giacobino sostituendolo con uno più finalizzato ad ottenere risparmi per la guerra. Il distretto di Somma, ritenuto troppo piccolo, venne subito cancellato a favore di circoscrizioni più ampie.

Territorio Il territorio del distretto era identico a quello della pieve salvo proprio il capoluogo, che faceva distretto a sè secondo la Costituzione in quanto borgo con più di tremila abitanti.

Note

Bibliografia Costituzione della Repubblica Cisalpina dell'anno V

Voci correlate Somma Lombardo

Somma