Il piacere del testo (Le Plaisir du texte) è un saggio del critico e semiologo francese Roland Barthes, pubblicato nel 1973 dalle Éditions du Seuil, nella collana «Tel Quel».
Il libro riflette sull'esperienza della lettura, sul rapporto fra testo, corpo e desiderio e sulla distinzione fra il piacere culturalmente riconoscibile e la forma più destabilizzante di godimento indicata dal termine francese jouissance. La sua concezione di un'erotica della lettura ha esercitato una duratura influenza nella teoria letteraria e negli studi sulla ricezione.
Storia editoriale Le Plaisir du texte uscì il 1º febbraio 1973 in un volume di 112 pagine. Nella presentazione editoriale, Barthes spiegò di aver rinunciato a una trattazione scientifica e ordinata perché il godimento del testo non può essere espresso direttamente da un discorso sistematico; il problema viene quindi messo in scena attraverso una successione discontinua di frammenti.
La traduzione inglese di Richard Miller fu pubblicata nel 1975 dalla casa editrice Hill and Wang con il titolo The Pleasure of the Text.
La prima edizione italiana, tradotta da Lidia Lonzi, uscì presso Einaudi nel 1975 nella collana «Nuovo Politecnico». Nel 1999 il testo fu ripubblicato insieme al saggio postumo Variazioni sulla scrittura, in un volume curato da Carlo Ossola.
Struttura e temi L'opera non sviluppa un'argomentazione continua, ma procede attraverso brevi sequenze, aforismi, esempi, ricordi e immagini critiche. La discontinuità formale permette a Barthes di affrontare il piacere della lettura senza ricondurlo a una definizione univoca o a un sistema teorico concluso.
Lo studio del manoscritto autografo condotto da Armine Kotin Mortimer ha mostrato che la frammentarietà deriva anche da un procedimento di «scrittura per sottrazione». Barthes eliminò passaggi esplicativi, chiarimenti ed esemplificazioni che avrebbero potuto irrigidire l'argomentazione, conservando invece lacune, interruzioni e possibilità di sviluppo affidate al lettore.
Piacere e godimento Barthes distingue il testo di piacere dal testo di godimento. Il primo appaga il lettore e mantiene una relazione riconoscibile con la cultura, le abitudini, i gusti e le convenzioni letterarie. Il secondo produce invece una condizione di perdita e di disorientamento: mette in crisi l'identità del lettore, i suoi valori e il suo rapporto abituale con il linguaggio.
La distinzione non costituisce tuttavia una classificazione rigida di due generi di opere. Piacere e godimento possono entrare in un rapporto contraddittorio nella stessa esperienza di lettura: il soggetto può essere contemporaneamente attratto dalla continuità culturale e dalla sua interruzione, dalla familiarità del testo e dalla forza che lo sottrae alle proprie certezze.
Il termine jouissance possiede in francese connotazioni che comprendono il godimento intenso, l'eccesso e il piacere sessuale. Nella traduzione inglese Richard Miller lo rese prevalentemente con bliss, distinguendolo da pleasure, senza però poter riprodurre interamente la polisemia dell'originale.
Corpo, desiderio e lettura Nel saggio la lettura non è considerata soltanto un'attività intellettuale o interpretativa. Il piacere nasce dall'incontro fra il corpo desiderante del lettore e la materialità del testo: ritmo, suono, lessico, disposizione delle parole, interruzioni e pluralità dei significati.
Barthes definisce la significanza come il senso in quanto prodotto sensualmente. Il testo non si limita quindi a trasmettere un significato già stabilito, ma coinvolge il lettore in un processo nel quale il linguaggio viene percepito anche attraverso i suoi aspetti corporei, fonici ed erotici.
Questa prospettiva conduce Barthes a rivendicare il piacere contro l'indifferenza della scienza e contro il carattere repressivo di alcune forme di analisi ideologica. Allo stesso tempo, il godimento deve essere distinto dal semplice gradimento o dall'intrattenimento: indica la capacità della scrittura di interrompere le forme stabilite della lettura e del discorso.
Ricezione Il piacere del testo è divenuto uno dei principali riferimenti novecenteschi per lo studio del piacere estetico e dell'esperienza della lettura. La distinzione fra plaisir e jouissance è stata ripresa in ambiti diversi, dalla critica letteraria alla psicoanalisi, dagli studi sul corpo alla teoria femminista e queer. Una raccolta di studi pubblicata nel 2021 ne ha sottolineato la persistente rilevanza per l'analisi dei rapporti fra forma e contenuto, desiderio e ragione, lettura ideologica e piacere estetico.
Le interpretazioni successive hanno anche discusso i presupposti sessuali e di genere della nozione barthesiana di godimento. Gregory W. Bredbeck ha osservato che, mentre l'erotica della lettura proposta da Barthes contrasta le concezioni essenzialistiche del testo, una parte della critica femminista vi ha individuato elementi implicitamente fallocentrici; lo studioso ha proposto una rilettura della jouissance attraverso la poesia e la sessualità omosessuale maschile.
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Note
Voci correlate
Jouissance S/Z
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