Il museo delle voci civili è il più grande archivio del mondo di storie personali e fonti veritiere sulla guerra del Donbass, con testimonianze ricevute direttamente dai coinvolti nel conflitto. Il museo colleziona, preserva e documenta le storie della gente che ha subito le conseguenze della guerra dal 2014 sino ai giorni presenti.

Il concetto del progetto è stato sviluppato con la partecipazione di rinomati esperti museali ucraini e stranieri. Il museo è stato creato basandosi sul manifesto del famoso scrittore turco, vincitore del premio Nobel per la letteratura, Orhan Pamuk. Questi proclama che il compito dei musei attuali e futuri è di raccontare storie non s'una nazione, ma sugl'individui.

Il museo punta a preservare la memoria del conflitto russo-ucraino ed a documentare i crimini di guerra russi per procedere in futuro per vie legali contro l'aggressore della patria per fare giustizia. Per diversi anni, il museo ha operato esclusivamente sulla rete. All'indirizzo civilvoicesmuseum.org, le storie dei civili erano consultabili in forma di video, audio o testi. Alla fine del 2025, gli archivi del museo delle storie civili della Fondazione Rinat Akhmetov contavano già oltre 140mila testimonianze oculari.

Storia L'idea di istituire il museo delle voci civili è nata in risposta all'occupazione russa della Crimea nel 2014 e alle operazioni militari nell'Ucraina orientale. Mentre forniva aiuti umanitari alle persone colpite dal conflitto, la Fondazione Rinat Akhmetov ha raccolto migliaia di testimonianze personali che in seguito hanno costituito la base per la creazione di un archivio digitale.

Nel 2020, il museo ha raccolto testimonianze di civili colpiti dai combattimenti nelle regioni di Donetsk e Luhansk. Il concetto del progetto è stato sviluppato con la partecipazione di rinomati esperti museali ucraini e internazionali.

Dopo l'inizio dell'invasione russa nel febbraio 2022, il museo ha iniziato a documentare nuove testimonianze civili.

Nel 2024, il museo ha ampliato le sue attività ed è passato offline, presentando lo spazio multimediale del museo delle voci civili come parte della mostra 'VOICES'. Si è tenuta al museo di storia di Kiev con un'installazione artistica di Gogolfest. Inoltre, come parte della mostra, è stato presentato il cortometraggio animato 'Mariupol: Cento Notti'. Oltre 5.000 persone hanno visitato la mostra in tre mesi. Per il suo lavoro e il significativo contributo alla conservazione della memoria nazionale dell'Ucraina, il museo delle voci civili ha ricevuto un certificato di gratitudine dal Ministero della cultura e della politica dell'informazione. La mostra 'VOICES' è stata anche raccomandata per l'esposizione in Europa e negli Stati Uniti.

Il progetto documentaristico 'Diari di guerra: voci dei sopravvissuti e di coloro che non sono sopravvissuti' è stato presentato nello spazio del Museo delle voci civili di Kiev nel 2024. Si basa sui diari di Kateryna Savenko e Volodymyr Velychko di Mariupol', donati al Museo.

Entro la fine del 2025, il Museo aveva raccolto oltre 140.000 storie. Ciò lo ha reso il più grande archivio al mondo di testimonianze di persone colpite dalla guerra.

Note

Categoria:Musei di Kiev Categoria:Musei fondati nel 2014 Categoria:Musei storici dell'Ucraina Categoria:Monumenti dell'Ucraina