La battaglia di Varallo fu combattuta il 28 maggio 1800 tra la Legione Italica delle forze repubblicane del generale Giuseppe Lechi e un reparto delle forze imperiali comandato dal generale austriaco Louis Victor Mériadec de Rohan. Lo scontro si svolse a Varallo nell’ambito della Seconda campagna d'Italia e vide la vittoria delle truppe repubblicane della Legione Italica.
Il contesto e gli antefatti Dopo la fine della sua vittoriosa campagna alla guida dell'Armata d'Italia, Napoleone Bonaparte aveva lasciato l'Europa per la spedizione militare in Egitto, nella speranza di compromettere l'economia britannica e portare la potenza d'oltremanica alla resa.. Approfittando della partenza del generale francese, le potenze europee ostili alla neonata repubblica mossero guerra contro la Francia.. I repubblicani furono fermati in Germania dall'arciduca Carlo e pesantemente sconfitti in Italia dal maresciallo Suvorov prima e da von Melas in seguito. Al suo ritorno in Francia, Napoleone decise di rovesciare l’inefficiente e corrotto Direttorio, sostituendolo con un consolato. Il 9 novembre 1789 Napoleone ottenne così per sé il ruolo di Primo console, diventando la nuova guida della Francia ed accentrando a sé il potere..
Nonostante Napoleone avesse formalmente i pieni poteri, decise di consolidare la sua posizione interna chiedendo alle potenze nemiche la pace: la Russia accettò senz’altro, mentre la Gran Bretagna e l’Austria decisero di continuare la lotta.. Così, allo scopo di annientare l’esercito austriaco, Napoleone volse le sue mire all’Italia. Il suo progetto era quello di attraversare le Alpi e piombare alle spalle degli austriaci. Con questa mossa avrebbe preso Milano e tagliato ogni possibile via di fuga del nemico.
L'avanzata della Legione italica
Iniziò così la seconda campagna d'Italia di Napoleone. L'Armata di Riserva francese valicò il Colle del Piccolo San Bernardo e giunse a metà maggio del 1800 in Valle d'Aosta. Qui però si dovette fermare al Forte di Bard che fu posto in stato di assedio dal 21 maggio. Conoscendo la poderosa fortezza, Napoleone aveva studiato un piano secondario che avrebbe consentito di entrare in Piemonte con un percorso a nord più lungo e difficile: Verrès, Challand-Saint-Anselme, Brusson, valico del Col de Fenêtre, Gressoney-Saint-Jean, Fontainemore e Pont-Saint-Martin. Questa opzione fu poi scartata per il grosso delle truppe francesi, ma venne adottata per la Legione Italica di Giuseppe Lechi. Il 18 maggio 1800 Lechi valicò il colle del Gran San Bernardo e fu subito a Châtillon. Nel su percorso verso est, il 24 era a Brusson e il 25 a Gressoney-Saint-Jean. Affrontando una strada molto impervia passò il colle di Valdobbia, giunse a Riva Valdobbia e sboccò in Valsesia, ovvero in Piemonte. Il 28 raggiunse Varallo.
Lo scontro
Contestualmente all’avanzata repubblicana, nella stessa zona un reparto di soldati austriaci, comandati dall’esule francese, principe di Rohan, si trovò isolato dal resto dell’esercito. Il 20 maggio era a Riva Valdobbia, dove fu accolto e alloggiato dalla popolazione locale nella chiesa parrocchiale. Si era ritirato rapidamente da Gressoney-Saint-Jean, dove stavano per arrivare le truppe di Lechi. Il giorno dopo, nel tentativo di congiungersi al resto del loro corpo d’armata, gli austriaci diressero a est verso Varallo..
Senza sapere di inseguire gli austriaci, la Legione italica il 27 maggio si accampò a Riva. Si trattava di uomini fra piemontesi, cisalpini, romani, napoletani e polacchi. Portavano al loro seguito 50 cavalli. A Riva probabilmente i locali li informarono che qualche giorno prima era passato un reparto austriaco diretto a est. Il giorno dopo Lechi e i suoi uomini ripartirono diretti a Varallo.
Qui, il 28 maggio, le due formazioni si incontrarono. Rohan, in inferiorità numerica, non riuscì a sganciarsi dalle manovre di Lechi. Lottò con coraggio perdendo 80 dei suoi 600 uomini, ma altri 340 si arresero ai repubblicani, che catturarono anche un cannone. Le perdite di Lechi furono trascurabili, ma morirono i tenenti Giuseppini e Cassalini. Dopo questa vittoria la Legione italica proseguì la sua avanzata che il 10 giugno la portò a Brescia. A Varallo, come sottotenente della Legione italica, si distinse il giovane calabrese Guglielmo Pepe, che iniziava con la seconda campagna d’Italia la sua lunga e tumultuosa carriera militare..
Note
Bibliografia
Voci correlate Cronologia dell'età napoleonica Guerre rivoluzionarie francesi Seconda coalizione
Categoria:Guerra nel 1800 Varallo, battaglia di Varallo Categoria:Battaglie che coinvolgono l'Austria Categoria:Battaglie che coinvolgono la Francia