Buddismo esoterico (Esoteric Buddhism) è un saggio del 1883 scritto dal teosofo britannico Alfred Percy Sinnett.

Si tratta dell'opera più significativa dell'autore, una delle prime del movimento teosofico scritte con lo scopo di divulgare i fondamenti della Teosofia al grande pubblico, e destinata ad avere un notevole impatto sulla diffusione dell'occultismo occidentale verso la fine del XIX secolo.Nicola Bizzi, prefazione a Helena Petrovna Blavatsky, Una società senza dogmi, pag. 9, Aurora Boreale, 2026.

Nonostante il titolo, il testo non intende descrivere tanto il buddismo tradizionale, quanto presentare il nucleo nascosto della dottrina buddista nell'ottica della Teosofia, che l'autore sosteneva di avere appreso da maestri spirituali chiamati Mahatma, in particolare «dalla corrispondenza dell'autore con un mistico indiano».

Storia della compilazione Attraverso la mediazione di Madame Blavatsky, Sinnett iniziò una corrispondenza nel 1880 con due adepti che avevano patrocinato la fondazione della Società Teosofica, i mahatma Kuthumi e Morya, dai quali ricevette circa centoventi lettere su argomenti riguardanti la «cosmologia occulta» dell'universo. Sulla base di questo materiale cercò di imbastire un nuovo libro che contenesse «le basi di una teosofia riveduta».Cfr. in proposito le Lettere dei Mahatma ad A.P. Sinnett, New York, Frederick A. Stokes Company Publishers, 1986, p. 23.

Il contenuto del libro venne costituito così dalle «note cosmologiche» ricevute da parte di Morya, insieme a una lunga serie di risposte alle domande di Sinnett inviate da Kuthumi durante l'estate del 1882.

Nella stesura fu coinvolto anche Subba Row, che aveva ricevuto da Morya, già suo maestro, l'incarico di assistere Sinnett, ma egli per la sua riluttanza si sarebbe rivelato di scarso aiuto. Il supporto principale sarebbe quindi venuto dai mahatma stessi tramite la Blavatsky, sotto forma di risposte alle domande che l'autore le rivolgeva.

Contenuto Nella prefazione all'edizione originale, l'autore afferma che il buddismo exoterico, cioè il suo aspetto pubblico e più superficiale, è quello rimasto maggiormente legato al suo vero nucleo esoterico rispetto a qualsiasi altra religione al mondo. Per questo la descrizione della «conoscenza interiore» che Sinnet rivolge ai lettori moderni intende tener conto delle caratteristiche peculiari della dottrina buddista, poiché l'insegnamento esoterico «può essere studiato più convenientemente nel suo aspetto buddista».

Indice del libro: Maestri esoterici. La costituzione dell'uomo. La catena planetaria. I periodi del mondo. Devachan. Kama Loca. L'onda umana. Il progresso dell'umanità. Buddha. Nirvana. L'universo. La dottrina riveduta.

Gli argomenti affrontati nel libro includono: la costituzione settenaria, secondo cui l'essere umano non è composto solo da corpo e anima, ma da sette princìpi o livelli spirituali distinti; un'evoluzione spirituale che vede la vita svilupparsi su scala cosmica attraverso una «catena planetaria» composta da sette sfere; le razze radici attraverso cui si dipanerebbe la storia dell'umanità, ovvero sette grandi epoche dominate ognuna da una specifica razza, che comprende i periodi di Lemuria e Atlantide; karma e reincarnazione, concetti di derivazione orientale che il testo intende introdurre e rendere popolari nel pubblico occidentale, rielaborandoli in chiave teosofica.

Accoglienza e critiche Il libro creò un malinteso sul nome, poiché studiosi dell'epoca e buddisti tradizionali non vedevano rispecchiati nel suo contenuto gli insegnamenti storici del Buddha.

La pubblicazione creò inoltre tensioni con altri membri della Società Teosofica, spingendo la fondatrice Helena Blavatsky a scrivere La Dottrina Segreta per correggere e ampliare le tesi di Sinnett.

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