La chiesa di Santa Caterina è la parrocchiale di Comunanza, in provincia di Ascoli Piceno e diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto.; fa parte della vicaria della Beata Maria Assunta Pallotta.
Storia Già nel Basso Medioevo esisteva nel centro di Comunanza un luogo di culto dedicato a santa Caterina d'Alessandria, dato che tra la fine del Duecento e i primi anni del secolo successivo vi venne trasferita la parrocchialità, precedentemente assegnata ad alcune chiesette rurali.
Questa chiesa in paese si ritrova poi menzionata nel catasto risalente al 1381 e in un inventario recante la data del 12 febbraio 1450.
Nel 1573 il vescovo ausiliare di Ravenna Giovanni Battista Maremonti, durante la sua visita apostolica, prescrisse l'esecuzione di alcune migliore alla chiesa; nel 1586 la parrocchia, fino a quel momento appartenuta alla diocesi di Fermo, entrò a far parte della neo-eretta diocesi di Montalto.
Durante il XVIII secolo sono attestate le cattive condizioni di conservazione della chiesa, come confermato anche nella relazione della visita pastorale effettuata nel 1750 dal vescovo Leonardo Cecconi.
Da alcuni documenti risalenti al 1805 si apprende che si stava valutando di riedificare ex novo la parrocchiale, ma questo proposito trovò applicazione pratica alla fine del decennio successivo, allorché, nel 1818, iniziarono i lavori di costruzione del nuovo luogo di culto; la chiesa, disegnata dall'elvetico Pietro Maggi, fu portata a compimento nel 1824 e poi consacrata nel 1831.
Già mezzo secolo dopo, però, la struttura andava soggetta a problemi di infiltrazione che crearono danni specialmente all'apparato decorativo dell'abside; in seguito all'evento sismico del 1915 vi fu l'occasione per condurre un ampio intervento di restauro e di risanamento.
In epoca postconciliare si procedette alla realizzazione dell'adeguamento liturgico mediante la sostituzione dell'antico altare maggiore con quello nuovo rivolto verso l'assemblea.
Descrizione Esterno La facciata in mattoni della chiesa, rivolta a sudovest, presenta centralmente il portale d'ingresso timpanato e, sopra, due finestre una sopra l'altra ed è scandita da quattro lesene d'ordine tuscanico poggianti su un alto basamento e sorreggenti la trabeazione con iscrizione dedicatoria e il frontone triangolare.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora a tutto sesto ed è coronata dalla guglia piramidale.
Interno
L'interno dell'edificio si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano gli altare laterali e le cui pareti sono scandite da colonne scanalate terminanti con capitelli dorici e sorreggenti la cornice modanata e aggettante sopra la quale si imposta la volta a botte; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini e chiuso dall'abside semicircolare.
Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali la Via Crucis, risalente al Seicento, le due tele raffiguranti i Santi Giovanni Battista e Giuliana con le anime del Purgatorio e San Liborio, dipinte da Giuseppe Ghezzi, la pala avente come soggetto la Madonna di Loreto, dipinta da Pier Leone Ghezzi e Antonio Amorosi, e l'organo, costruito nel Cinquecento e poi integrato e modificato nei secoli successivi.
Note
Voci correlate Comunanza Parrocchie della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto Regione ecclesiastica Marche Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto
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