L assedio di Kehl iniziò il 26 ottobre 1796 e terminò il 9 gennaio 1797. Le truppe francesi, prima sotto il generale Louis Charles Antoine Desaix e poi sotto il generale Laurent de Gouvion-Saint-Cyr, resistettero per diversi mesi agli attacchi delle forze imperiali, sotto il comando del feldmaresciallo Maximilien de Baillet-Latour prima di lasciare la città alsaziana agli assedianti.
Il Reno all'epoca era imprevedibile e difficile da attraversare. Kehl, oltre ad ospitare alcune fortificazioni progettate da Vauban, costituiva un importantissimo e raro punto di passaggio: numerosi ponti la collegavano sulla sponda opposta a Strasburgo, permettendo un facile e rapido collegamento tra la Francia e la Germania meridionale. I francesi, che nella prima parte dell'anno si erano lanciati in un'offensiva sotto la guida del generale Jean Victor Moreau, avevano subito diverse sconfitte ad opera dell'arciduca Carlo ed erano arretrati, sotto la costante pressione del nemico, sino alle sponde del fiume. Dopo la battaglia di Schliengen il 24 ottobre, i due comandanti erano propensi a firmare un armistizio ma la volontà dell'imperatore Francesco fu determinante e l'accordo saltò. I francesi si ritrovarono assediati mentre gli imperiali dovettero sostenere contemporaneamente gli assedi di Kehl e Huningue. Ciò costrinse i soldati delle due armate a rimanere sul corso del fiume per tutto l'inverno.
Contesto storico Lo scoppio della Rivoluzione francese portò venti di guerra su tutta l'Europa. Già nell'aprile del 1792 la Convenzione nazionale aveva dichiarato guerra all'impero asburgico, estendendo poi lo stesso trattamento a numerose altre potenze europee. Dopo diversi anni di lotte, l'esercito rivoluzionario francese era riuscito ad imporsi, sebbene faticosamente, su vari teatri di guerra. Prussia, Spagna e Paesi Bassi, così come anche altri Stati europei, si erano ritirati, lasciando come principali protagonisti degli scontri sul continente europeo la giovane repubblica francese e l'impero asburgico, in lotta l'uno contro l'altro sia sul fronte alpino in Italia, sia su quello del Reno in Germania.
La campagna del 1796
Moreau e Jourdan in Germania Alla fine del 1795, le due parti erano riuscite a raggiungere un accordo per evitare scontri nei mesi invernali.. L'armistizio rimase in vigore sino al 20 maggio 1796, quando gli austriaci annunciarono la sua cessazione per il successivo 31 maggio.. Le forze della Coalizione sul Reno erano numerose: sulle rive del fiume vi erano due armate, l'Armata del Basso Reno e l'Armata dell'Alto Reno. La prima contava uomini ed era sotto il comando del giovane arciduca Carlo, fratello dell'imperatore Francesco e precoce genio militare.. La seconda aveva circa uomini ed era guidata dall'anziano feldmaresciallo Dagobert von Wurmser. Poco prima dell'inizio della campagna quest'ultimo fu costretto a partire per l'Italia con per cercare di frenare l'avanzata del generale Napoleone Bonaparte. Di conseguenza, il Consiglio aulico di Vienna decise allora di affidare per intero le forze dell'esercito imperiale sul Reno all'arciduca, unendo sotto la stessa autorità le due armate. Il compito dell'arciduca era uno solo: fermare i francesi.
Dal lato opposto del Reno si trovavano altre due armate repubblicane. A nord, opposta all'Armata del Basso Reno, si trovava l'Armata della Sambre-et-Meuse, sotto il comando del generale Jean-Baptiste Jourdan. Al suo interno vi erano circa uomini. Più a sud, invece, si trovava l'Armata del Reno e della Mosella, sotto il comando del generale Jean Victor Moreau. Anche questa disponeva di circa unità e si distendeva tra Huningue e Saarbrücken. Differentemente dalle armate imperiali, quelle francesi avevano un forte bisogno di attaccare: l'idea di base del Direttorio, deluso dalle scarse prestazioni dell'annata precedente, era che le varie armate repubblicane dovessero provvedere autonomamente al loro sostentamento, ai rifornimenti necessari e alle paghe dei soldati.. Per evitare di consumare le risorse locali, i due eserciti avrebbero dovuto attraversare il Reno prima possibile ed ottenere dei buoni risultati contro il nemico.
Il piano francese era il seguente: terminato il periodo di tregua, Jordan avrebbe distratto l'arciduca con una manovra diversiva mentre Moreau con parte del suo esercito avrebbe passato il fiume a Mannheim. Il comandante francese poi diresse la sua attenzione verso Kehl, che strappò alle forze della Coalizione. Rinforzata adeguatamente la testa di ponte portandovi la propria avanguardia, Moreau ebbe modo di attraversare il Reno in sicurezza con il resto delle sue truppe e invadere il Baden senza ostacoli. Temendo un accerchiamento, Carlo si ritirò verso est.. Nei mesi successivi le forze francesi ed imperiali si scontrarono: Jourdan affrontò l'armata di Wartensleben mentre Moreau affrontò l'arciduca. Se i repubblicani avessero unito le forze, avrebbero avuto facilmente la meglio su ciascuna delle due armate nemiche, e lo stesso valeva per gli imperiali. Tuttavia, le gelosie tra Moreau e Jourdan impedirono che ciò avvenisse. Comunque i repubblicani trovarono separatamente ripetuti successi e riuscirono ad addentrarsi in profondità nel territorio tedesco, tanto che in agosto l'Armata del Reno era penetrata in Baviera.. Nel frattempo, però, l'arciduca Carlo e Wartensleben congiunsero le proprie forze e si lanciarono contro Jourdan: il generale francese fu sconfitto ad Amberg e a Würzburg e costretto a retrocedere. Incalzato dai soldati imperiali, l'Armata della Sambre-et-Meuse fu costretta a passare il Reno, lasciando Moreau da solo in Germania. Comprendendo molto bene la fragilità della sua posizione, anche Moreau iniziò a fare marcia indietro verso la Francia: il francese e l'arciduca si scontrarono più volte e fu l'austriaco in generale ad avere la meglio, riuscendo ad infliggere diverse confitte al comandante dell'Armata del Reno nella parti finali della sua campagna in Germania. La situazione di Kehl
Mentre Moreau e l'arciduca si contendevano una posizione sul versante orientale della Foresta Nera, nei pressi del Reno nei primi giorni di settembre alcuni reparti austriaci sotto il generale Petrasch e francesi avevano ingaggiato un combattimento. Dopo l'iniziale vantaggio dei francesi, il comandante dei repubblicani Scherb, compresa l'impossibilità di resistere ad un attacco austriaco con le poche forze a sua disposizione, arretrò verso il fiume. Gli scontri iniziarono tra il 5 ed il 6 settembre e proseguirono per le settimane successive: il 15 settembre parte delle forze francesi era già arroccata a Kehl. La guarnigione di Kehl, composta da un solo battaglione, era troppo debole per resistere ad un attacco o iniziare dei lavori di fortificazione. Moreau inviò loro dei rinforzi ma gli austriaci si prodigarono per impedire che questi raggiungessero la meta, in effetti riuscendo a mantenere la città isolata.. Il 18 settembre gli austriaci assaltarono la posizione: riuscirono a scacciare i francesi per diverse ore ma alla fine furono i repubblicani a reclamare il possesso della roccaforte.
Il fallimento dell'assalto austriaco a Kehl fu molto rassicurante: Moreau poteva proseguire i combattimenti contro l'arciduca nella Foresta Nera senza preoccuparsi della sicurezza della Francia, sapendo di avere libera una via di fuga per evitare l'accerchiamento tra le due forze nemiche. La permanenza di Moreau sulla sponda tedesca del Reno fu di breve durata e il suo esercito dovette tornare sulla sponda francese. L'incognita che gravava sull'armata repubblicana era il possesso dei guadi sul Reno, contesi con gli austriaci.. Nel frattempo, la situazione quasi disperata delle forze austriache a Mantova richiedeva la massima attenzione. Il Direttorio francese sarebbe stato ben lieto di cedere la roccaforte italiana in cambio di alcune teste di ponte sul Reno ma Clarke, inviato per trattare con gli austriaci in Italia, non riuscì a smuovere Napoleone dalle sue convinzioni e a cessare l'assedio. L'arciduca Carlo, tuttavia, aveva trovato un modo per sfruttare l'idea dell'armistizio proposta dal Direttorio a suo vantaggio: se avesse accettato i termini dei francesi avrebbe liberato sufficienti truppe da spostare in Italia per soccorrere Wurmser a Mantova. Il comandante notificò il fratello, l'imperatore Francesco, della proposta francese ma questo rifiutò categoricamente: le forze imperiali avrebbero lottato per il possesso delle fortezze sul Reno. Questa scelta decretò in sostanza la caduta di Mantova: Moreau poté spostare numerose brigate in Italia per supportare Bonaparte e difendere il Reno con pochi uomini mentre Carlo fu obbligato a mantenere sul fiume tutte le unità disponibili..
L'assedio
La fortificazione di Kehl e le sortite di Desaix
Dopo che il Consiglio aulico ebbe rifiutato i piano proposti dall'arciduca Carlo, il generale Latour impegnò le proprie forze nell'assedio di Kehl mentre l'assedio della vicina Huningue fu assegnata al generale Karl Aloys von Fürstenberg. Rendendosi conto dell'avvicinarsi delle operazioni d'assedio, al termine della battaglia di Schliengen il 26 ottobre, i francesi distrussero il villaggio di Kehl, lasciando solo qualche rovina della chiesa e della stazione postale. Inoltre, i repubblicani mantennero il controllo delle tre principali isole fluviali tra Kehl e Strasburgo con i relativi ponti, fondamentali per l'arrivo di rinforzi e di approvvigionamenti. Latour ordinò immediatamente la costruzione di trincee e linee di controvallazione a partire dal 26 ottobre. I francesi osservarono l'inizio delle opere austriache ma preferirono concentrarsi sul rafforzamento delle proprie difese, in realtà abbastanza precarie. Dopo diversi giorni di lavori, il 30 ottobre i repubblicani portarono dei cannoni sulle mura esterne. Nello stesso periodo, rilasciato dall'esercito principale, il generale Louis Desaix assunse il comando delle difese di Kehl, aumentando la guarnigione con le truppe della propria divisione. L'atteggiamento di Desaix fu da subito propositivo: il ritmo dei lavori di costruzione si intensificò e la sua guarnigione si diede a diverse sortite. Ad esempio, il 14 novembre sotto il comando del generale Dominique Vandamme, una colonna di francesi attaccò le posizioni austriache più avanzate, facendo circa 80 prigionieri...