Specializzato in ingegneria idraulica e civile, fu noto per aver diretto importanti progetti di regolazione fluviale, bonifica idraulica e trasformazione fondiaria durante i primi decenni del XX secolo.
Dal 1919 al 1925 ricoprì la carica di direttore dell'Ufficio tecnico dell'Opera Nazionale Combattenti, guidando la progettazione di interventi infrastrutturali chiave in varie località italiane. Successivamente fu nominato membro del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche per il quinquennio 1930-1935.
Biografia Famiglia e nascita Vincenzo Dardanelli nacque il 16 settembre 1875 a Mondovì, dove la sua nascita venne registrata due giorni più tardi.Stato Civile del Comune di Mondovì, Atti di nascita, Anno 1875, Ufficio N°1, Parte I, F°16v, Atto N°46. Era figlio del commerciante Giorgio Dardanelli e di Margherita Barelli, e gli fu imposto il nome del nonno e trisavolo paterni, anch'essi chiamati Vincenzo Dardanelli.Conte Luigi Guelfi Camaiani, Famiglia Dardanelli, s.d., manoscrito, documenti stampati e scritti, Biblioteca Civica di Mondovì, inv. 95201. Anche suo nipote Giorgio Dardanelli è stato un importante ingegnere italiano nel corso del XX secolo.
La famiglia Dardanelli era stanziata a Mondovì e Breolungi da diversi secoli, essendo nel territorio cuneese, secondo Guelfi Camaiani, tra i preminenti per censo e possedimenti. Furono lì proprietari dei palazzi Dardanelli e Fontana Dardanelli, nonché patroni della Cappella della Fusenta.
Matrimonio e discendenza Contrasse matrimonio il 23 aprile 1906 a TorinoStato Civile del Comune di Torino, Atti di Matrimonio, Anno 1906, Ufficio 1°, F°41v, Atto N°376. con Maria Teresa Giovanna Felicità Fornara, torinese, figlia di Angelo Fornara, fabbricante di tele meccaniche, e di Paola Fornara.Stato Civile del Comune di Torino, Atti di nascita, Anno 1879, F°93v, Atto N°1883. La vedova gli sopravvisse per diversi decenni, fino alla morte avvenuta il 2 febbraio 1953 a Roma.
Con Teresa Fornara furono genitori di almeno due figli: Paolina Giorgina Margherita Maria Dardanelli, nata il 9 novembre 1907 a Pavia, sposata il 16 dicembre 1950 con Giuseppe Ferlito;Stato Civile del Comune di Pavia, Atti di nascita, Anno 1907, Parte I, F°534, N°793. e Giorgio Felice Angelo Maria Dardanelli, nato il 10 settembre 1908 a Pavia, sposato il 29 giugno 1936 a San Camillo di Roma con Giovanna Eichinger.Stato Civile del Comune di Pavia, Atti di nascita, Anno 1908, Parte I, F°214v, N°41.
Studi Si iscrisse alla Regia Università degli Studi di Torino nel 1893, anno in cui iniziò il corso per la Licenza in Scienze Matematiche e Fisiche. Cinque anni più tardi, nel 1898, riceveva il diploma di Ingegnere Industriale presso la Regia Scuola d'Applicazione per gli Ingegneri in Torino, ottenendo la quinta migliore media del suo corso.
Gli inizi al Genio Civile Poco dopo aver conseguito la laurea in ingegneria industriale, Dardanelli iniziò a lavorare presso il Genio Civile di Lecce. Nello stesso periodo cominciò a partecipare a concorsi pubblici, come quello indetto nel 1900 per determinare la composizione del Regio Ispettorato Generale delle Strade Ferrate. Due anni più tardi, nel 1902, fu chiamato a far parte del Genio Civile di Pavia.
Lì fu promosso a ingegnere di seconda classe nel 1904 e iniziò a lavorare sotto la diretta direzione di Edoardo Sassi, che gli affidò la redazione di planimetrie, profili longitudinali, sezioni trasversali e relazioni illustrative manoscritte per i progetti di regolazione del tratto del fiume Po da Casale Monferrato a Pavia. Grazie al suo operato, già in alcune pubblicazioni tecniche del 1908 veniva definitivo come l'egregio ingegnere Dardanelli.
Tra il 1908 e il 1910, su iniziativa e guida dell'ingegner Edoardo Sassi, Dardanelli diresse insieme al collega Baselli due squadre di operatori incaricate di eseguire un importante rilievo fluviale del fiume Ticino, dal Lago Maggiore al Po. I disegni risultanti, delineati con finezza e coloriti con maestria, furono inviati per essere esposti all'Esposizione di Torino.
Il prestigio acquisito a Pavia portò Dardanelli a diversificare le proprie funzioni: fu così che nel 1909 ricoprì la carica di sindaco dell'Unione Cooperativa di Consumo tra Impiegati e Professionisti, e nel 1911 fece parte della giuria del Touring Club Ciclistico Italiano per il concorso relativo a un ponte fluviale.
Specializzazione idraulica Dopo Pavia, la successiva destinazione dell'ingegner Dardanelli fu la città di Parma, poiché nel 1912 venne nominato segretario della Commissione per gli Studi sul Regime Idraulico del Po, presieduta da Leone Romanin Jacur. Lì, nel 1913, operava inoltre come ingegnere del Genio Civile, alla dipendenza dell'ispettore superiore del VI compartimento.
Nel ruolo di segretario della suddetta commissione, carica che mantenne fino al 1917, partecipò come relatore al II Congresso Nazionale di Navigazione di Livorno nell'ottobre del 1914, presentando la memoria intitolata Scavazioni fatte con draghe per formare il letto di magra sui nostri fiumi e in particolare sul Po.
Consulenze pubbliche e private La competenza specifica di Vincenzo Dardanelli lo rese un tecnico consultato per le riforme legislative dello Stato italiano. Per questo motivo, nel 1914, fu chiamato a far parte della Commissione per studiare e far proposte circa la migliore utilizzazione di forze idrauliche nei bacini dei fiumi Tirso e Neto e suoi affluenti Arvo ed Ampollino nella Sila.
Due anni più tardi, Edoardo Daneo lo convocò per integrare una commissione finalizzata alla riforma della legge sulle derivazioni di acque pubbliche, al fine di agevolare le industrie nell’impiego della forza idroelettrica.
Infine, nel 1917 fu promosso per merito a ingegnere di prima classe del Genio Civile; nello stesso periodo iniziò a operare nel settore privato, lavorando con la Società imprese idrauliche elettriche del Tirso, nell'isola di Sardegna, fino al 1919.
L'attività presso l'Opera Nazionale Combattenti
Nell'ambito dell'Opera Nazionale Combattenti, il ministro Alberto Beneduce decise di creare un ufficio tecnico all'interno della Sezione agraria, al fine di promuovere un'azione infrastrutturale di sistemazione idraulica dei terreni, e anche uno stimolo tecnico e finanziario in favore delle cooperative.
Per dirigere il nuovo ufficio, in quanto esperto in bonifica idraulica, fu scelto l'ingegner Vincenzo Dardanelli, che assunse la carica il 1° luglio 1919. Riguardo alla sua gestione, Boccini afferma che:
Inoltre, durante la sua direzione dell'Ufficio tecnico, Dardanelli incise direttamente sulla progettazione di interventi strutturali chiave per l'ente. Presso la Bonifica di Coltano delineò il primo lotto dei lavori, curando canali, viabilità e soprattutto l'impianto idrovoro, per poi firmare varianti e stralci esecutivi negli anni successivi. A Pietralta firmò nel 1922 il progetto per l'irrigazione mediante il sollevamento delle acque del fiume Aniene, opera propedeutica alla colonizzazione dell'area.
Nel borgo di San Cesareo ridefinì la pianificazione rurale nel 1923, progettando varianti per la trasformazione di stalle in case coloniche, la modifica del fabbricato Villette e il disegno della chiesa. Infine, nella Stornara, si occupò del risanamento idraulico su vasta scala redigendo nel 1920 il progetto generale del primo lotto e, nel 1924, gli esecutivi per la complessa canalizzazione del Lago d'Anice.
Gli ultimi anni Nel 1925 Dardanelli cessò dalla carica di direttore dell'Ufficio tecnico, che venne assunta da Ugo Todaro. Negli anni successivi raggiunse i vertici della massima gerarchia per un ingegnere dello Stato italiano: fu infatti chiamato a far parte del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche con sede a Roma per il quinquennio 1930-1935, e nel 1930, integrò una commissione di ispettori superiori del Genio Civile istituita dal ministro Di Crollalanza.
Tuttavia, tali funzioni non impedirono a Vincenzo Dardanelli, all'epoca anche ispettore superiore del Genio Civile, di continuare a operare in ambito accademico. Così, ad esempio, partecipò al XV Congresso internazionale di navigazione, tenutosi a Venezia nel settembre del 1931, dove svolse il ruolo di relatore generale sulla comunicazione.
Morì verso il 1934, anno in cui l'ingegnere Paolo Malacarne passò a subentrare al Tribunale delle Acque Pubbliche, in sostituzione dell'ing. comm. Vincenzo Dardanelli, deceduto.
Onorificenze e Distinzioni In virtù del suo operato come ingegnere dello Stato, dei suoi meriti tecnici e della guida di diversi organismi pubblici, Vincenzo Dardanelli fu insignito delle onorificenze degli Ordini dei Santi Maurizio e Lazzaro e della Corona d'Italia, raggiungendo rispettivamente i ranghi di ufficiale del primo e di commendatore della seconda.
Fu nominato cavaliere dell'Ordine Mauriziano con decreto del 6 gennaio 1918, su proposta del Ministro per i Lavori Pubblici, e successivamente promosso al rango di ufficiale dello stesso ordine con decreto del 1° giugno 1930, su proposta del Capo di Governo e del Ministro per i Lavori Pubblici.
Per quanto riguarda l'Ordine della Corona d'Italia, sempre su proposta del Ministro per i Lavori Pubblici, fu nominato ufficiale con decreti del 6 e 17 gennaio e del 24 febbraio 1916, e successivamente commendatore con decreto del 22 marzo 1925.
Opere Dardanelli, Vincenzo, Escavazione fatta con draghe per formare il letto di magra sui nostri fiumi e in particolare sul Po. In: Relazione al secondo Congresso Nazionale di navigazione, 1914, Livorno. Dardanelli, Vincenzo, Le bonifiche nel Mezzogiorno d'Italia. In: Problemi d'Italia, rassegna mensile dei combattenti, A°2, N°9, settembre 1925, Roma. Dardanelli, Vincenzo, Le bonifiche nel Mezzogiorno d'Italia (continuazione e fine). In: Problemi d'Italia, rassegna mensile dei combattenti, A°2, N°10, ottobre 1925, Roma. Dardanelli, Vincenzo, Reciprocal utilization of navigation canals for irrigation and irrigation water for feeding canals (in inglese). Dardanelli, Vincenzo; Fornari, Vitto; Giandotti, Mario, Sulla questione dell'immissione del Reno nel Po. In: Relazione della Commissione nominata il 27 marzo 1930 da S. E. il Ministro dei Lavori Pubblici, 1931, Roma.
Note
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