Secondo alcune fonti sarebbe nato nel 1851 e altre nel 1852. Inoltre, come testimoniato dai documenti relativi al figlio Rocco Mauro, il cognome non sarebbe Ledru bensì Mauro.
Biografia Intraprese l'attività di fotografo negli anni Settanta dell'Ottocento, ma non è noto se sia un autodidatta o abbia appreso la professione da altri fotografi, rilevando lo studio denominato "Fotografia Parigina" di Messina, dove già erano attivi i fotografi francesi Camillo Valvo e Jacques, mettendosi in società con quest’ultimo. Qualche tempo dopo si associò mantenendo lo stesso nome di "Fotografia Parigina" con i fratelli Nicotra, sodalizio che fu attivo almeno fino al 1885, però avendo cambiato il nome in "Fotografie riunite Ledru e Nicotra". Nome che risulta essere attivo già nel 1881, fregiandosi anche come "fotografi della Real Casa" ed avendo aperto una filiale ad Acireale e producendo immagini all'albumina.
Nel 1885 Ledru si trasferisce nella colonia italiana dell'Eritrea, al seguito del corpo di spedizione militare italiano. Non sono note quante volte sia tornato in Italia però dal carteggio risulta che nello stesso anno, dopo aver scattato 46 immagini, furono vendute al Municipio di Bologna per la somma di 500 lire dell'epoca che rappresentavano una cifra particolarmente alta. Nelle foto compare anche ritratto a cavallo del tenente colonnello dei bersaglieri Emilio Putti (1841-1885) a Massaua, che, colpito da tifo, si aggravò e, ricoverato sulla nave-ospedale Garibaldi, l'11 luglio venne trovato cadavere in mare in circostanze mai chiarite. In Patria questo evento, tramite i giornali, creò una vasta ondata di dubbi sulla missione africana e sulle forze armate italiane, sia per il conflitto esistente tra Putti e il colonnello Saletti, sia per l'altro suicidio del capitano Caselli.
Il ritratto venne offerto ai parenti di Putti, i quali però lo rifiutarono perché giudicato non somigliante, nonostante Ledru nelle lettere al sindaco, Gaetano Tacconi, affermasse che il ritratto di Putti fosse stato "fedelmente eseguito per come stava in Africa" dove era possibile che avesse sofferto dei "forti calori africani" e dei sintomi della malattia. Di quel viaggio Ledru ne fece omaggio anche al re Umberto I.
Dopo l'avventura africana rientrò in Italia dove riprese l'eruzione dell'Etna del 1886, accompagnato da forti terremoti, il Terremoto di Casamicciola del 1883, l'eruzione dell'Etna del 1892. Due anni dopo si aggiudicò la medaglia d'oro all'Esposizioni Riunite di Milano per i suoi scatti dei costumi siciliani. Nel 1896 dopo tornò in Eritrea, questa volta si aggregò alla "Brigata Cagliari" condotta dal generale Vittorio Dabormida, in cui era in gioco la conquista dell'Abissinia, insieme alle colonne condotte da altri due generali: Matteo Albertone e Giuseppe Arimondi. Gli eventi si risolsero in un disastro per le truppe italiane contro quelle di Menelik II. Mentre la colonna di Arimondi soccombeva, compreso il generale, Dabormida corse in suo aiuto ma si trovò sotto il fuoco nemico nel vallone Mariam Sciauitù mentre Ledru si era posizionato sulle alture del Monte Rajo con le sue attrezzature onde fotografare i momenti della Battaglia di Adua. Quando vide che gli abissini dopo aver travolto gli italiani e ucciso anche Dabormida si dette alla fuga tanto che le sue lastre e le attrezzature andarono perdute.
Occorre ricordare che fu anche editore di varie cartoline con immagini siciliane.
Galleria d'immagini
Note
Bibliografia Carmelo Antonino Micalizzi, Storia di Ledru Mauro il più celebre fotografo messinese dell'Ottocento, in Gazzetta del Sud, XXXVIII, nn. 232/234, 25 agosto 1989, Messina Carmelo Antonino Micalizzi, Colonialismo e Fotografia, il caso Ledru Mauro, in "Messenion d’Oro", II, n. 2/3, pp. 131-168, Messina, 1995
Voci correlate Angelo Maltese Gaetano D'Agata Taormina
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