La finale della 71ª edizione della UEFA Champions League si è disputata il 30 maggio 2026 alla Puskás Aréna di Budapest, in Ungheria, tra i francesi del e gli inglesi dell'. Essa è stata vinta per la seconda volta consecutiva dal Paris-Saint Germain con il punteggio di 4-3 ai tiri di rigore dopo l'1-1 dei tempi supplementari.

La formazione vincitrice ha ottenuto la qualificazione di diritto alla Coppa Intercontinentale FIFA 2026, il diritto di partecipare alla Supercoppa UEFA 2026 contro i campioni della UEFA Europa League 2025-2026, gli inglesi dell', e alla Coppa del mondo per club FIFA 2029, oltreché alla fase campionato della UEFA Champions League 2026-2027, nonostante le due squadre si siano già qualificate tramite i rispettivi campionati nazionali.

Le squadre SquadrePartecipazioni precedenti (il grassetto indica la vittoria) 2 (2020, 2025) 1 (2006)

Antefatti Paris Saint-Germain e Arsenal si affrontano in una competizione UEFA per l'ottava volta complessiva, dopo il più recente confronto avvenuto nelle semifinali della precedente edizione della Champions League e terminato con un doppio successo dei francesi. I parigini campioni uscenti si apprestano a giocare la terza finale di Champions League della loro storia, nonché seconda consecutiva dopo la schiacciante vittoria per 5-0 contro l'Inter a Monaco di Baviera, a cui si aggiunge quella persa nel 2020 contro il Bayern Monaco per 1-0 a Lisbona. Per il tecnico Luis Enrique si tratta lo stesso della terza apparizione, dopo il sopracitato trionfo nella passata stagione con i transalpini e quello del 2015 ottenuto per 3-1 contro la Juventus a Berlino da allenatore del Barcellona. Gli inglesi invece sono alla seconda partecipazione assoluta, a distanza di venti anni dalla primordiale sconfitta per 2-1 contro il Barcellona a Parigi nel 2006. Per il tecnico Mikel Arteta si tratta della prima presenza in un atto conclusivo continentale.

Questa è inoltre la prima finale del torneo a vedere sfidarsi una squadra francese e una inglese; con il Paris Saint-Germain che diviene il dodicesimo club europeo a prendere parte a due finali consecutive di Coppa dei Campioni/Champions League, oltre che il primo transalpino a riuscirvi nell'impresa. L'Arsenal ha concluso la competizione senza vincere il trofeo, pur non avendo subito alcuna sconfitta tra tempi regolamentari e supplementari, eguagliando il risultato dell'Espanyol nella Coppa UEFA 2006-2007, e della Juventus nella Coppa delle Fiere 1970-1971, ultima edizione dell'antenata de facto dell'attuale Europa League.

Sede La Puskás Aréna di Budapest, inaugurata nel 2019, ospita la sua terza finale europea, dopo la Supercoppa UEFA 2020, vinta dai tedeschi del contro gli spagnoli del ai tempi supplementari, e la finale della UEFA Europa League 2022-2023, quando gli stessi andalusi sconfissero gli italiani della ai tiri di rigore. È stata altresì teatro di quattro incontri del campionato europeo itinerante del 2020, di cui due della selezione magiara.

Selezione della sede Lo stadio venne indicato il 22 maggio 2024, a seguito dell'assemblea del Comitato Esecutivo UEFA che annunciò di aver preferito l'impianto ungherese alla candidatura avanzata dallo stadio Giuseppe Meazza di Milano.

Il cammino verso la finale Paris Saint-Germain Il Paris Saint-Germain di Luis Enrique, detentore del trofeo, affronta la fase campionato contro Bayern Monaco, Barcellona, Atalanta, Bayer Leverkusen, Tottenham, Sporting Lisbona, Newcastle Utd e Athletic Bilbao. All'esordio i parigini vincono largamente in casa per 4-0 contro l'Atalanta, per poi inanellare altre due vittorie consecutive in trasferta: un 2-1 allo stadio olimpico Lluís Companys ai danni del Barcellona ed un clamoroso 7-2 alla BayArena rifilato al Bayer Leverkusen. Alla quarta giornata i francesi incappano invece nel primo stop stagionale a livello europeo, venendo sconfitti per 2-1 a Parigi dal Bayern Monaco, che riesce ad imporsi di misura nonostante l'inferiorità numerica. Dopo aver agevolmente battuto il Tottenham per 5-3 al Parco dei Principi, i transalpini raccolgono tuttavia solamente due punti nelle ultime tre partite, frutto dei rispettivi pareggi in Spagna contro l'Athletic Bilbao (0-0) ed in casa con il Newcastle Utd (1-1), coadiuvati all'inaspettata sconfitta per 2-1 in Portogallo sul campo dello Sporting Lisbona; risultati che comportano l'arrivo all'undicesimo posto in graduatoria con 14 punti e che obbligano oltretutto i campioni in carica all'accesso agli spareggi.

L'urna riserva dunque al Paris Saint-Germain un derby contro i connazionali del Monaco. All'andata allo stadio Louis II, i pluricampioni di Francia riescono a rimontare un doppio passivo iniziale con le reti di Hakimi e Doué, affermandosi a fatica per 3-2 nel finale. Al Parco dei Principi, una settimana più tardi, l'incontro si rivela nuovamente equilibrato, coi parigini che impattano 2-2 grazie ai gol di Marquinhos e K'varatskhelia, i quali consentono il passaggio alla fase ad eliminazione diretta. Agli ottavi di finale i rossoblù vengono accoppiati al Chelsea, vincitore della precedente Conference League. La formazione francese supera il doppio confronto con manifesta superiorità, prevalendo per 5-2 a Parigi e per 3-0 a Londra. I quarti di finale vedono il Paris Saint-Germain impegnato contro il Liverpool, che con un doppio 2-0 tra andata e ritorno viene eliminato per il secondo anno di fila dai transalpini. In semifinale i Parisiens ritrovano il Bayern Monaco, già affrontato nella fase campionato e da poco riconfermatosi campione di Germania. Il match d'andata al Parco dei Principi termina con un pirotecnico 5-4 a favore dei parigini, tanto da venire considerato come uno dei migliori incontri mai disputati nell'era moderna della Champions League. Nel ritorno all'Allianz Arena, una rete nei primi minuti di Dembélé permette alla squadra di Luis Enrique di strappare un fondamentale 1-1, che garantisce l'accesso alla seconda finale consecutiva nella manifestazione.

Arsenal L'Arsenal di Mikel Arteta viene estratto nella fase campionato con Bayern Monaco, Inter, Atlético Madrid, Club Bruges, Olympiakos, Slavia Praga, Qairat e Athletic Bilbao. All'esordio a Bilbao, gli inglesi vincono allo stadio San Mamés per 2-0 contro i baschi, per poi conquistare altri due successi consecutivi tra le mura amiche dell'Emirates Stadium: un 2-0 sull'Olympiakos ed un largo 4-0 a discapito dell'Atlético Madrid. Seguono la trasferta in Repubblica Ceca, dove i londinesi si impongono per 3-0 sul campo dello Slavia Praga, e l'autoritaria vittoria casalinga per 3-1 contro il Bayern Monaco, che proietta i britannici in vetta alla classifica generale. Le ultime tre gare si convertono in altrettanti successi: un netto 3-0 in Belgio ai danni del Club Bruges; un 3-1 a Milano rifilato all'Inter, finalista della precedente edizione, e un 3-2 a Londra contro l'esordiente Qairat. Complessivamente, i Gunners chiudono il girone unico al primo posto della graduatoria a punteggio pieno con 24 punti, avendo incassato solamente quattro reti in totale e risultando essere la prima squadra europea ad effettuare un percorso di sole vittorie nella fase campionato di Champions League dal cambio di formato della scorsa stagione.

Il sorteggio accoppia l'Arsenal agli ottavi di finale con il Bayer Leverkusen, contro cui la formazione inglese esce vincente: alla BayArena la gara d'andata termina 1-1 grazie al calcio di rigore trasformato da Havertz nel finale, mentre al ritorno il risultato si attesta sul 2-0 per i padroni di casa, che vincono con le reti di Eze e Rice e si qualificano al turno successivo. Ai quarti di finale i londinesi incontrano lo Sporting Lisbona, che battono prima allo stadio José Alvalade per 1-0 grazie al gol in extremis di Havertz, e con cui pareggiano all'Emirates Stadium per 0-0. In semifinale i Gunners ritrovano l'Atlético Madrid, già affrontato nella fase campionato. Il match d'andata allo stadio Metropolitano termina 1-1, con il rigore di Gyökeres che risponde a quello del madrileno Alvarez. Nel ritorno, giocato a Londra, la formazione di Arteta prevale invece 1-0 con la decisiva rete di Saka, che consente l'accesso alla seconda finale assoluta nel torneo, a distanza di venti anni dall'ultima disputata.

Tabella riassuntiva del percorso Note: In ogni risultato sottostante, il punteggio della finalista è menzionato per primo. (C: Casa; T: Trasferta) Turno AvversarioRisultatoFase campionatoAvversarioRisultato 4–0 (C)Giornata 1 2–0 (T) 2–1 (T)Giornata 2 2–0 (C) 7–2 (T)Giornata 3 4–0 (C) 1–2 (C)Giornata 4 3–0 (T) 5–3 (C)Giornata 5 3–1 (C) 0–0 (T)Giornata 6 3–0 (T) 1–2 (T)Giornata 7 3–1 (T) 1–1 (C)Giornata 8 3–2 (C)11ª classificato nella fase campionato Squadra 158 158 148 148 138Piazzamenti finali1ª classificato nella fase campionato Squadra 248 218 188 178 168AvversarioTot.AndataRitornoFase a eliminazione direttaAvversarioTot.AndataRitorno 5–4 3–2 (T) 2–2 (C)SpareggiQualificato direttamente agli ottavi di finale 8–2 5–2 (C) 3–0 (T)Ottavi di finale 3–1 1–1 (T) 2–0 (C) 4–0 2–0 (C) 2–0 (T)Quarti di finale 1–0 1–0 (T) 0–0 (C) 6–5 5–4 (C) 1–1 (T)Semifinale 2–1 1–1 (T) 1–0 (C)

Contesto

La partita

Tabellino La squadra "di casa" (ai fini amministrativi) è stata predeterminata come la vincente della prima semifinale ().

P 39 Matvej SafonovD 2 Achraf HakimiD 5 Marquinhos D 51 Willian PachoD 25 Nuno Mendes C 87 João Neves C 17 Vitinha C 8 Fabián Ruiz A 14 Désiré DouéA 10 Ousmane Dembélé A 7 Khvicha K'varatskhelia A disposizione:P 30 Lucas ChevalierP 89 Renato MarinD 4 Lucas Beraldo D 6 Illja Zabarnyj D 21 Lucas HernandezC 19 Lee Kang-inC 24 Senny MayuluC 27 Dro FernándezC 33 Warren Zaïre-Emery A 9 Gonçalo Ramos A 29 Bradley Barcola A 49 Ibrahim MbayeAllenatore: Luis Enrique P 1 David RayaD 3 Cristhian Mosquera D 2 William SalibaD 6 Gabriel MagalhãesD 5 Piero HincapiéC 41 Declan Rice C 49 Myles Lewis-Skelly C 7 Bukayo Saka C 8 Martin Ødegaard C 19 Leandro Trossard A 29 Kai Havertz A disposizione:P 13 Kepa ArrizabalagaD 12 Jurriën Timber D 33 Riccardo CalafioriC 10 Eberechi Eze C 16 Christian NørgaardC 20 Noni Madueke C 23 Mikel MerinoC 36 Martín Zubimendi C 56 Max DowmanA 9 Gabriel JesusA 11 Gabriel Martinelli A 14 Viktor Gyökeres Allenatore: Mikel Arteta

Assistenti arbitrali: Jan Seidel (Germania) Rafael Foltyn (Germania) Quarto ufficiale: Sandro Schärer (Svizzera) Assistente di riserva: Guadalupe Porras Ayuso (Spagna) VAR: Bastian Dankert (Germania) Assistente al VAR: Robert Schröder (Germania) Supporto al VAR: Carlos Del Cerro Grande (Spagna) Regole dell'incontro due tempi regolamentari da 45 minuti ciascuno; due tempi supplementari da 15 minuti ciascuno in caso di parità; tiri di rigore in caso di ulteriore parità; inizialmente cinque per squadra, e a oltranza fino a spareggio in caso di ulteriore parità; numero massimo di 23 giocatori per squadra a referto (11 in campo e 12 come potenziali sostituti); cinque sostituzioni permesse nei tempi regolamentari; una sesta permessa nei tempi supplementari.

Statistiche

+Primo tempoStatistiche Paris Saint-Germain ArsenalReti segnate 0 1Tiri totali 6 3Tiri in porta 1 1Parate 0 1Possesso palla 74% 26%Calci d'angolo 4 0Falli commessi 4 4Fuorigioco 0 1Cartellini gialli 0 0Cartellini rossi 0 0

+Secondo tempoStatistiche Paris Saint-Germain ArsenalReti segnate 1 0Tiri totali 12 1Tiri in porta 2 0Parate 0 1Possesso palla 71% 29%Calci d'angolo 6 0Falli commessi 5 8Fuorigioco 0 2Cartellini gialli 1 2Cartellini rossi 0 0

+Tempi supplementariStatistiche Paris Saint-Germain ArsenalReti segnate 0 0Tiri totali 3 4Tiri in porta 1 0Parate 0 1Possesso palla 70% 30%Calci d'angolo 1 3Falli commessi 2 5Fuorigioco 0 0Cartellini gialli 1 3Cartellini rossi 0 0

+TotaliStatistiche Paris Saint-Germain ArsenalReti segnate 1 1Tiri totali 21 8Tiri in porta 4 1Parate 0 3Possesso palla 72% 28%Calci d'angolo 11 3Falli commessi 11 17Fuorigioco 0 3Cartellini gialli 2 5Cartellini rossi 0 0

Note

Voci correlate