I Gardella sono stati una famiglia di architetti e ingegneri originaria della Liguria, legati professionalmente in particolare al Basso Piemonte e ad Alessandria. Storia Le origini della famiglia Gardella sono documentate a Genova tra la fine del Settecento e i primi dell'Ottocento, in un ambiente di solida borghesia mercantile: tra i primi membri attestati vi è Antonio Maria Gardella, negoziante di stoffe - in particolare panni inglesi - che con la sua attività assicurò alla famiglia una buona base economica oltre a inserirla nei circuiti commerciali tra l'Italia e l'estero. Oltre all'attività imprenditoriale i Gardella possedevano anche vari terreni tra la valle del Bisagno e la valle Scrivia, territori che sarebbero tornati più volte nella storia professionale della famiglia.
Nel corso dell'Ottocento il commercio venne progressivamente abbandonato con la famiglia che spostò i propri interessi verso le professioni tecniche. Il primo esponente di rilievo di questo cambio d'attività fu Ignazio Gardella senior (1803-1867) che, allievo di Carlo Barabino nella prima metà del XIX secolo, operò come architetto a Genova, giovando del clima di rinnovamento urbano seguito all'annessione della città al Regno di Sardegna.
A Ignazio senior nelle proprie attività progettuali succedette il figlio Jacopo Gardella (1845-1923), diplomato architetto civile a Milano nel 1873, che affiancò all'attività professionale quella amministrativa, arrivando a ricoprire la carica di sindaco di Arquata Scrivia e a possedere il castello della vicina Varinella, località nella quale Jacopo fece costruire un ponte di legno sullo Scrivia per unire il centro abitato con quello di Arquata, ponte che verrà successivamente sostituito da uno in muratura negli anni 1912-1914 su progetto del figlio Arnaldo. A Jacopo è dovuta una prima ricostruzione della storia di famiglia: nel 1919, dopo avere raccolto documenti e testimonianze, fu autore di una biografia del padre che contribuì a rendere consapevole la famiglia di essere depositaria di una tradizione nel campo architettonico-progettuale.
Con Arnaldo Gardella (1873-1928), figlio di Jacopo e laureato in ingegneria civile a Milano, la presenza della famiglia si consolidò tra Lombardia e Piemonte, soprattutto ad Alessandria e nella valle Scrivia. Si trattava ormai di una continuità operativa che attraversava più generazioni di tecnici, impegnati nell'edilizia civile, sanitaria e assistenziale, spesso in rapporto con committenti industriali del territorio. Tra questi, la famiglia Borsalino avrebbe avuto un ruolo che si sarebbe prolungato nelle vicende della generazione successiva.
Ignazio Gardella nacque a Milano il 30 marzo 1905 da Arnaldo e Rosa Balsari, primo di tre figli, seguito dalle sorelle Laura (1906-1990) e Camilla (1914-2000). Cresciuto sotto la diretta influenza del nonno e del padre, fin da giovanissimo ebbe accesso alla biblioteca di trattati e documenti tecnici di famiglia che ebbe su di lui una importante funzione formativa e che oggi è conservata nella casa degli antenati materni a Oleggio.
Intorno ai diciotto anni decise di abbandonare il proprio nome di battesimo, Mario, per adottare quello di Ignazio, in riferimento esplicito al bisnonno in segno di rispetto per la tradizione familiare. Dopo essersi diplomato al liceo classico Berchet di Milano, nel 1924 si iscrisse a ingegneria civile al Politecnico di Milano, in continuità con la tradizione famigliare e in un contesto professionale in cui la figura dell'architetto non era ancora del tutto distinta da quella dell'ingegnere.
Nel 1933 sposò Aura Usuelli, figlia di Celestino Usuelli e Giulia Strada Borsalino, nipote dell'industriale Teresio Borsalino: un matrimonio che stringeva ulteriormente i legami tra i Gardella e l'ambiente imprenditoriale alessandrino. Dalla coppia nacquero quattro figli: Jacopo, anch'egli architetto, Costanza, Maria Teresa e Giovanna.
Jacopo Gardella (1935-2021) avrebbe poi continuato la tradizione di famiglia, portando la linea professionale fino alla seconda metà del Novecento.
Discendenza
Note
Bibliografia