Il governo Gyurcsány II è stato il 69º esecutivo dell'Ungheria, in carica dal 9 giugno 2006 al 16 aprile 2009, per un totale di 2 anni, 10 mesi e 7 giorni. Si trattava di un governo di coalizione sostenuto dal Partito Socialista Ungherese (MSZP), vincitore delle elezioni del 2006, e dall'Alleanza dei Liberi Democratici (SzDSz) fino al 30 aprile 2008, data in cui l'SzDSz ha ritirato i propri ministri e ha lasciato la coalizione.
Logorato fin dall'inizio dalle ripercussioni del famigerato "discorso di Őszöd" e dalla successiva ondata di proteste, il 14 aprile 2009 il Ministro presidente Ferenc Gyurcsány fu costretto a dimettersi, in seguito al voto di sfiducia contro di lui. A minare ulteriormente il presitigio del Governo contribuirono anche il tentativo di riprendere il controllo sedando le manifestazioni con l'impiego di agenti di polizia privi di numero identificativo, un evento che da allora l'area nazionalista definisce come il "terrore poliziesco del 2006", così come l'impennata del debito pubblico in rapporto al PIL e il prestito contratto con il Fondo Monetario Internazionale.
Storia Con la formazione del nuovo governo, Gyurcsány cercò di accorpare le funzioni dei vari ministeri per snellire la macchina statale:
il Ministero degli affari interni fu trasformato nel Ministero degli enti locali e dello sviluppo regionale (in ungherese Önkormányzati és területfejlesztési minisztérium), poi solo Ministero degli enti locali (Önkormányzati minisztérium) dal 30 aprile 2008, mentre le funzioni di pubblica sicurezza e polizia furono trasferite al Ministero della giustizia, rinominato Ministero della giustizia e dell'ordine pubblico (Igazságügyi és rendészeti minisztérium); il Ministero dell'istruzione e quello del patrimonio culturale nazionale furono accorpati nel nuovo Ministero dell'istruzione e della cultura (Oktatási és kulturális minisztérium); il Ministero dell'informatica e delle comunicazioni fu soppresso e le sue competenze confluirono nel Ministero dell'economia e dei trasporti (Gazdasági és közlekedési minisztérium), poi nuovamente scorporato in due dicasteri differenti il 30 aprile 2008, il Ministero dello sviluppo nazionale e dell'economia (Nemzeti fejlesztési és gazdasági minisztérium) e il Ministero dei trasporti, delle comunicazioni e dell'energia (Közlekedési, hírközlési és energiaügyi minisztérium); Sotto la diretta dipendenza del Ministro presidente, vennero creati tre organi strategici guidati da commissari governativi: la Commissione per la riforma dello Stato, guidata da Tibor Draskovics, con il compito di coordinare le riforme della pubblica amministrazione e del bilancio, l'Agenzia nazionale per lo sviluppo, gestita da Gordon Bajnai, responsabile della direzione e del controllo dei fondi strutturali dell'Unione Europea, e la Direzione centrale dei servizi (KSZF), guidata da István Schäffer per gestire il back-office dei ministeri (risorse umane, informatica, contabilità).
Dopo la sua elezione a presidente dell'MSZP alla fine di giugno 2007, Gyurcsány effettuò un primo significativo rimpasto: innanzitutto decise di ripristinatre la carica di ministro senza portafoglio per la supervisione dei servizi di sicurezza nazionale, affidandola a György Szilvásy. Alla guida dell'Ufficio del Ministro presidente fu nominato Péter Kiss, mentre Mónika Lamperth è diventata ministra del lavoro e degli affari sociali, venendo sostituita a sua volta da Gordon Bajnai.
Dopo la pesante sconfitta al referendum del 2008, durante il congresso dell'MSZP di fine marzo Gyurcsány propose di destituire la ministra della salute Ágnes Horváth, membro dell'SzDSz, e di sostituirla con un altro nome condiviso da entrambi i partiti; l'SzDSz rifiutò categoricamente la proposta del Ministro presidente e, quando questi decise comunque di licenziare Horváth, ritirò la propria partecipazione all'esecutivo dal 30 aprile, portando l'esecutivo a diventare un governo monocolore MSZP di minoranza. A partire da questa data, oltrei ai cambiamenti nei ministeri sopracitati, Gyurcsány sostituì i vari ministri dell'SzDSz con uomini e donne di fiducia.
Compagine di governo
Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione era la seguente: PartitoMinistro presidenteMinistriTotalePartito Socialista Ungherese 178Indipendenti di area MSZP -22Indipendenti di area SzDSz -22Alleanza dei Liberi Democratici -11Totale11213 L'appartenenza politica dei membri del Governo al momento delle dimissioni era la seguente: PartitoMinistro presidenteMinistriTotalePartito Socialista Ungherese189Indipendenti -33Indipendenti di area MSZP -33Associazione per Somogy -11Totale11516
Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Governo alla sua formazione si può così riassumere: ConteaMinistro presidenteMinistriTotale Veszprém1 -1 Budapest -44 Baranya -22 Szabolcs-Szatmár-Bereg -22 Bács-Kiskun -11 Győr-Moson-Sopron -11 Jász-Nagykun-Szolnok -11 Vas -11
Composizione Il Governo era inizialmente composto da 12 ministri (escluso il Ministro presidente), poi saliti a 15. Ufficio del Ministro presidenteCaricaTitolarePartitoMinistro presidenteFerenc GyurcsányMSZPCapo dell'Ufficio del Ministro presidenteGyörgy Szilvásy Fino al 30/06/2007IndipendentePéter Kiss Dal 01/07/2007MSZPMinistri senza portafoglioServizi segretiGyörgy Szilvásy Dal 01/07/2007IndipendentePolitica scientifica, ricerca-sviluppo e innovazione tecnologicaKároly Molnár Dal 05/05/2008IndipendenteMinisteriMinistriPartitoAffari sociali e lavoroPéter Kiss Fino al 30/06/2007MSZPMónika Lamperth Dal 01/07/2007 al 30/04/2008MSZPErika Szűcs Dal 01/05/2008MSZPEnti localiMónika Lamperth Fino al 30/06/2007MSZPGordon Bajnai Dal 01/07/2007 al 14/05/2008IndipendenteIstván Gyenesei Dal 15/05/2008SomogyAffari esteriKinga GönczIndipendenteFinanzeJános VeresMSZPAgricoltura e sviluppo ruraleJózsef GráfMSZPGiustizia e ordine pubblicoJózsef Petrétei Fino al 31/05/2007MSZPAlbert Takács Dal 01/06/2007 al 19/02/2008IndipendenteTibor Draskovics Dal 19/02/2008IndipendenteSaluteLajos Molnár Fino al 06/04/2007Indipendentead interim János Kóka Dal 06/04/2007 al 22/04/2007SzDSzÁgnes Horváth Dal 23/04/2007 al 30/04/2008SzDSzTamás Székely Dal 01/05/2008IndipendenteIstruzione e culturaIstván HillerMSZPDifesaImre SzekeresMSZPAmbiente e acqueMiklós Persányi Fino al 06/05/2007IndipendenteGábor Fodor Dal 07/05/2007 al 30/04/2008SzDSzImre Szabó Dal 01/05/2008MSZPTrasporti, comunicazioni ed energiaPál Szabó Dal 01/05/2008 al 30/11/2008IndipendenteCsaba Molnár Dal 01/12/2008MSZPSviluppo nazionale ed economiaGordon Bajnai Dal 01/05/2008Indipendente
Ministeri soppressi Ufficio del Ministro presidenteCaricaTitolarePartitoMinistri senza portafoglioCoordinamento dell'amministrazione governativaTibor Draskovics Dal 01/07/2007 al 19/02/2008IndipendenteMinisteriMinistriPartitoEconomia e trasportiJános Kóka Fino al 04/12/2007SzDSzCsaba Kákosy Dal 05/12/2007 al 30/04/2008Indipendente
Politiche e provvedimenti principali
Politiche economiche A partire dal giugno 2006, l'esecutivo ha intrapreso un ambizioso quanto controverso percorso di risanamento economico attraverso il programma Nuovo Equilibrio, comunemente noto come "pacchetto Gyurcsány" (in ungherese Gyurcsány-csomag): questa manovra si è concentrata principalmente sull'aumento delle entrate statali tramite l'innalzamento dell'IVA e l'introduzione di nuove imposte, come quella sulle rendite finanziarie, mentre sul fronte delle uscite ha operato uno snellimento della macchina burocratica e pesanti tagli nel settore dei servizi pubblici. Tra i provvedimenti più divisivi figurano la riforma dei sussidi energetici e il drastico ridimensionamento della sanità, che ha visto la chiusura di numerosi reparti ospedalieri e l'introduzione di ticket per le visite mediche e di diarie per i ricoveri.
Sebbene questi sforzi abbiano inizialmente prodotto una riduzione del deficit e un miglioramento del rating internazionale del Paese nel rapporto Doing Business della Banca Mondiale, gli effetti sull'economia reale sono stati pesanti. L'Ungheria ha dovuto affrontare un brusco innalzamento dell'inflazione, arrivata all'8%, e un rallentamento della crescita del PIL, scivolata sotto l'1%, un dato molto più basso rispetto alle aspettative degli esperti. Questa stagnazione, unita alla diminuzione dei salari reali e all'aumento della pressione fiscale sulle imprese, ha progressivamente minato la competitività del Paese rispetto ai vicini regionali, nonostante i parziali successi ottenuti nelle politiche di emersione dell'economia sommersa.
Il deterioramento del consenso popolare è culminato nella sconfitta del referendum del 2008, che ha bocciato le riforme chiave e ha innescato una crisi politica senza precedenti tra i socialisti (MSZP) e i liberali (SzDSz). Lo scontro sulla rimozione della Ministra della salute, Ágnes Horváth, ha portato alla rottura definitiva della coalizione e alla nascita di un governo di minoranza. In questo scenario di fragilità istituzionale, l'esecutivo ha raggruppato le competenze economiche e di sviluppo sotto la guida di Gordon Bajnai, cercando di centralizzare la gestione dei fondi europei e di rispondere con maggiore agilità alle sfide strutturali, mentre la data per l'adozione dell'euro veniva sistematicamente posticipata per mancanza di requisiti.
L'instabilità è diventata emergenza totale con lo scoppio della crisi finanziaria globale del 2008, che ha travolto i mercati ungheresi provocando il dimezzamento del valore della borsa di Budapest e un crollo verticale del fiorino. Per scongiurare il fallimento sistemico, la Banca centrale è intervenuta con un drastico rialzo dei tassi di interesse, mentre Gyurcsány ha proposto un nuovo piano di austerità estrema basato sul congelamento dei salari del settore pubblico e sulla cancellazione delle tredicesime mensilità. Queste misure, pur necessarie per ottenere un massiccio prestito di salvataggio di oltre 25 miliardi di dollari da parte di FMI, Unione Europea e Banca Mondiale, hanno segnato profondamente la fase finale della sua amministrazione, vincolando il bilancio dello Stato a rigide garanzie di rimborso e alla creazione di fondi speciali per il salvataggio degli istituti bancari nazionali.
Politiche sanitarie Il governo tentò di risanare il cronico deficit del sistema sanitario ungherese attraverso una strategia basata sulla responsabilizzazione finanziaria dell'utente e sulla liberalizzazione del mercato: il cuore della riforma fu l'introduzione di ticket moderatori per visite e ricoveri, accompagnata da tagli strutturali ai posti letto ospedalieri e ai sussidi per i medici di base. L'obiettivo era duplice: ridurre gli sprechi e aumentare le entrate dirette delle strutture sanitarie, cercando al contempo di eliminare la pratica dei pagamenti informali tra paziente e medico.
Un altro pilastro fondamentale fu la riforma del settore farmaceutico, che spinse verso l'uso di farmaci generici meno costosi e aprì la vendita di prodotti da banco alla grande distribuzione per stimolare la concorrenza sui prezzi. Nonostante alcuni dati indicassero un aumento degli iscritti regolari alla previdenza sociale e una riduzione dei prezzi di alcuni farmaci, le riforme incontrarono una fortissima resistenza sociale e politica e il processo di trasformazione si interruppe bruscamente nel 2008: il voto popolare del referendum cancellò i ticket, mentre la crisi della coalizione tra socialisti e liberali portò all'abbandono del progetto di privatizzazione parziale delle casse mutue.
Politiche scolastiche