Lazione del 17 marzo 1917 fu uno scontro notturno che contrappose, nelle acque dello stretto di Dover, delle flottiglie di cacciatorpediniere della Kaiserliche Marine tedesca e della Royal Navy britannica, nell'ambito dei più ampi eventi del teatro del Mare del Nord della prima guerra mondiale.
Due flottiglie di cacciatorpediniere tedesche, sotto la guida del comandante Heinrich Tillessen, sferrarono nelle ultime ore del 17 marzo un raid contro le navi britanniche della Dover Patrol dell'ammiraglio Reginald Bacon, intente a pattugliare lo sbarramento di reti e mine steso lungo lo stretto di Dover per impedire ai sommergibili tedeschi l'accesso alla Manica. L'attacco colse di sorpresa i britannici, che subirono diverse perdite: un cacciatorpediniere venne affondato e un altro danneggiato senza perdite tra i tedeschi. Contemporaneamente, un'altra unità tedesca attaccò la rada de "Le Dune" lungo la costa del Kent, affondando un mercantile e bombardando i porti di Ramsgate e Broadstairs per poi ritirarsi prima che i britannici potessero reagire.
Antefatti Fin dall'aprile 1915 la Royal Navy aveva impiegato notevoli risorse per allestire uno sbarramento che impedisse ai sommergibili tedeschi (U-Boot) il transito attraverso lo stretto di Dover, in modo da proteggere dagli attacchi subacquei i vitali collegamenti navali tra il Regno Unito e la Francia attraverso il canale della Manica. Il cosiddetto "Dover Barrage" era costituito da un misto di campi di mine navali e sbarramenti di reti trainati da pescherecci (drifter) o fissati a delle boe, il tutto protetto dai cacciatorpediniere della Dover Patrol del viceammiraglio Reginald Bacon dislocati nei porti del Kent; nell'aprile 1916 la barriera venne rinforzata tramite la posa di nuovi campi minati al largo della costa del Belgio, seguita in settembre dall'adozione di nuovi sbarramenti retali posati poso più a est della linea congiungente Dover e Calais.
Per quanto pochi U-Boot fossero caduti vittime del "Dover Barrage", la presenza dello sbarramento condizionava e intralciava le operazioni delle forze subacquee tedesche, e il comando della Kaiserliche Marine decise quindi di intraprendere contro di esso una campagna di attacchi con forze navali leggere di superficie. Dopo l'occupazione del Belgio i tedeschi avevano stabilito un comando navale responsabile delle operazioni lungo la costa belga, il Marinekorps Flandern dell'ammiraglio Ludwig von Schröder; il comando disponeva ai suoi ordini di una flottiglia di torpediniere, ma questa era composta principalmente da unità costiere e di piccolo tonnellaggio non in grado di misurarsi adeguatamente con i più grandi cacciatorpediniere britannici, e di conseguenza le sue sorite contro lo sbarramento non avevano prodotto risultati. La situazione iniziò a mutare verso la fine del 1916: l'adozione da parte della Germania di una strategia di guerra sottomarina indiscriminata rese più che necessario neutralizzare lo sbarramento britannico dello stretto di Dover, e nelle basi in Belgio furono quindi distaccate flottiglie di moderni cacciatorpediniere d'altura tratti dai ranghi della flotta d'alto mare (Hochseeflotte)..
La presenza delle nuove unità agli ordini di von Schröder venne subito messa in luce nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 1916, quando i tedeschi condussero una vittoriosa incursione nello stretto di Dover affondando diverse unità britanniche. Nonostante una certa difficoltà a utilizzare i porti belgi (esposti oltretutto alla ricognizione aerea degli Alleati), i tedeschi continuarono a condurre una guerriglia navale contro il Dover Barrage anche nei primi mesi del 1917, organizzando delle sortite mordi-e-fuggi nelle notti senza Luna: una violenta azione nella notte tra il 22 e il 23 gennaio portò all'affondamento di un cacciatorpediniere britannico ma anche al danneggiamento di due unità tedesche, mentre una successiva azione nella notte tra il 25 e il 26 febbraio vide i tedeschi ritirarsi senza aver inflitto danni significativi alle forze britanniche.
Forze in campo Per la notte tra il 17 e il 18 marzo 1917, l'ammiraglio von Schröder progettò un'azione di più vasta portata e più concentrata rispetto all'incursione del febbraio precedente. La 6ª Flottiglia del comandante Heinrich Tillessen, forte di sette cacciatorpediniere (S 49, G 86, G 87, V 43, V 45, G 37 e V 46) avrebbe colpito direttamente al centro della linea di sbarramento dei britannici, appoggiata più a est dalla 1ª Mezza flottiglia di Zeebrugge del comandante Konrad Albrecht forte di cinque cacciatorpediniere (V 47, V 67, V 68, G 95 e G 96); la 2ª Mezza flottiglia di Zeebrugge del tenente comandante Zander, forte di altri quattro cacciatorpediniere (S 15, S 18, S 20 e S 24), avrebbe nel frattempo compiuto un'incursione nella rada de "Le Dune" lungo la costa del Kent alla ricerca di bastimenti nemici..
Le attività di decrittazione del traffico radio tedesco portate avanti dagli analisti della Room 40 misero sull'avviso i britannici circa i preparativi dei tedeschi, e il 17 marzo l'Ammiragliato di Londra emise un avviso mettendo in guardia i comandi locali circa un'imminente operazione nemica nelle acque meridionali del Mare del Nord; nonostante l'avviso, il comandante della Dover Patrol decise tuttavia di non alterare il normale schieramento delle sue forze previsto per quella notte. Quattro cacciatorpediniere britannici (Laertes, Laforey, Llewellyn e Paragon) erano incaricati di pattugliare direttamente lo sbarramento nello stretto di Dover; nel porto di Deal, nella parte sud della rada de Le Dune, stazionavano l'incrociatore leggero e altri cinque cacciatorpediniere (Faulknor, Saracen, Viking, Mentor e Ambuscade), pronti a intervenire in caso di incursioni dei tedeschi nello stretto; i monitori e erano invece ancorati fuori Ramsgate, davanti all'entrata settentrionale a Le Dune. A Dover infine vi erano altri sei cacciatorpediniere (Broke, Myngs, Lucifer, Linnet, Lochinvar e Morris) tenuti in riserva.
La battaglia
Le unità tedesche lasciarono Zeebrugge tra le 18:00 e le 20:00 del 17 marzo, facendo rotta verso ovest in piena oscurità. Alla guida generale dell'operazione, il comandante Tillessen prese diverse precauzioni per evitare che le formazioni tedesche potessero scambiarsi reciprocamente per unità nemiche e quindi spararsi contro facendo fallire l'effetto sorpresa dell'attacco: a ogni raggruppamento delle forze tedesche vennero assegnati non solo un'area di operazione strettamente definita, ma anche una rotta di avvicinamento ben distanziata da quella degli altri gruppi; in questo modo, ogni nave incontrata dalle flottiglie tedesche sarebbe stata immediatamente identificata come nemica e subito attaccata senza pericolo di incidenti di fuoco amico..
La 6ª Flottiglia di Tillessen raggiunse quindi il Dover Barrage verso le 22:35, seguita un quarto d'ora più tardi dalla mezza flottiglia del comandante Albrecht; la rotta scelta da Tillessen portò la sua flottiglia a incrociare il tragitto del più meridionale dei cacciatorpediniere britannici di guardia allo sbarramento, il Paragon: poco dopo aver invertito la rotta per dirigere verso nord-ovest, intorno alle 22:50 l'unità britannica avvistò proprio davanti alla sua prua la prima unità della flottiglia tedesca. Non capendo di avere davanti dei nemici, il Paragon iniziò a inviare dei segnali luminosi di riconoscimento, a cui i tedeschi risposero aprendo il fuoco con i cannoni e lanciando siluri: senza avere praticamente modo di reagire, il Paragon venne immobilizzato da un siluro che colpì il locale caldaie; una grandinata di colpi di cannone fece detonare le bombe di profondità tenute pronte all'uso sul ponte, e il cacciatorpediniere esplose fragorosamente, si spezzò in due tronconi e affondò rapidamente. Solo dieci uomini del suo equipaggio riuscirono a salvarsi.
Subito dopo questo scontro, la 6ª Flottiglia di Tillessen si divise: le prime tre unità della formazione, costituenti l'11ª Mezza flottiglia del tenente comandante Rümann, proseguirono nella loro rotta verso ovest, ma le altre quattro unità, costituenti la 12ª Mezza flottiglia del tenente comandante Lahs, virarono verso dritta, apparentemente perché il loro comandate aveva creduto di vedere un'analoga virata da parte delle unità che lo precedevano. Resosi conto dell'errore, che lo aveva portato ben presto a separarsi dal resto delle navi tedesche, Lahs decise di non proseguire con l'operazione: i rigidi ordini di Tillessen imponevano alle unità tedesche di trattare come nemica qualunque nave si fosse approcciata loro quale che fosse la direzione di provenienza, e se Lahs avesse cercato di riaccodarsi all'11ª Mezza flottiglia era sicuro che sarebbe stato preso a cannonate da quest'ultima. La 12ª Mezza flottiglia quindi invertì la rotta e fece ritorno verso le basi sulla costa belga..
L'esplosione del Paragon era stata nel frattempo notata anche dagli altri cacciatorpediniere della linea di sorveglianza britannica: l'unità più vicina, il Llewellyn, segnalò via radio al comando di Dover che rumori di un combattimento erano stati uditi nella direzione di Calais, ma il comandante della successiva unità britannica, il Laforey, giunse invece alla conclusione che uno degli altri cacciatorpediniere della pattuglia britannica fosse caduto vittima di una mina navale. Lasciata la sua posizione, il Laforey diresse verso il luogo dell'esplosione e, intorno alle 23:00, avvistò alcuni relitti che galleggiavano sulla superficie dell'acqua; acceso il proprio proiettore da ricerca, il Laforey inviò segnali visivi al Llewellyn chiedendogli di avvicinarsi per aiutarlo nella ricerca dei naufraghi. Tillessen aveva nel frattempo continuato a condurre i tre cacciatorpediniere dell'11ª Mezza flottiglia verso sud-ovest, per poi decidere di invertire la rotta e tornare sui suoi passi. Ritornati sul luogo dell'affondamento del Paragon, verso le 23:10 i tedeschi avvistarono tanto le luci di ricerca del Laforey quanto la sagoma del Llewellyn che si stava avvicinando. Tillessen ordinò di tenere i cannoni muti, e tanto il G 87 che lS 49 si limitarono a lanciare un siluro a testa in direzione delle navi nemiche: uno degli ordigni colpì quindi il Llewellyn, asportandogli di netto l'intera sezione di prua dello scafo. Senza essere stato avvistato, Tillessen diresse quindi verso sud-ovest e, cinque minuti dopo, entrò in contatto con la 1ª Mezza flottiglia del comandante Albrecht, il quale aveva lasciato la posizione assegnata per dirigere verso le esplosioni avvistate sull'orizzonte; le due formazioni tedesche si raggrupparono e, verso le 23:30, diressero verso nord-est per iniziare il rientro alla base.
Informato degli attacchi al Paragon e al Llewellyn, il comando di Dover aveva nel frattempo ordinato alla forza di cacciatorpediniere di riserva che stazionava nel porto di salpare e dirigere verso il luogo degli scontri. Non avendo visto alcuna vampata di cannoni, il comandante del Laforey ritenne tuttavia che i due cacciatorpediniere fossero caduti vittima di un siluramento da parte di uno o più sommergibili tedeschi, e intorno alle 23:20 comunicò le sue deduzioni al comando di Dover. L'ammiraglio Bacon cancellò quindi la sortita dei cacciatorpediniere di Dover, non volendo inviare le sue preziose unità in una possibile zona di agguato di U-Boot, e alle 23:50 ordinò tanto al Laforey quanto al Laertes (accorso con ritardo sul luogo dello scontro) di ritirarsi in direzione ovest; al loro posto Bacon inviò una coppia di più spendibili pattugliatori per dare la caccia ai supposti sommergibili tedeschi. Navigando con la poppa in avanti, anche il Llewellyn riuscì a ritirarsi e a rientrare a Dover con i propri mezzi..