L'etnoarcheologia è una disciplina etnografica che studia la cultura materiale (cioè tutti i prodotti materiali dell'attività umana) delle popolazioni contemporanee utilizzando una metodologia archeologicaStefano Biagetti, Etnoarcheologia: pensieri e prospettive dal Sahara centrale, in AA.VV., Origini: preistoria e protostoria delle civiltà antiche, XXX nuova serie, Università Sapienza di Roma, Gangemi, 2008, pp.285-286. ISBN 978-88-492-1611-0.
La maggior parte degli studi è limitata a popoli i cui mezzi di produzione e i cui rapporti sociali sono "tradizionali", ma alcune ricerche sono state compiute anche sulla società industriale occidentale. Il fine di queste ricerche è quello di creare modelli attraverso cui interpretare i reperti archeologici antichi, secondo il principio dell'analogia etnografica (ad esempio, già nell'Ottocento si era notato che le palafitte costruite da alcune popolazioni africane erano molto simili a quelle edificate in Europa durante la protostoria: è il caso delle civiltà delle Terramare).
Si ritiene infatti che simili atti diano vita a simili oggetti e/o contesti, nonché che gli uomini abbiano operato spesso scelte analoghe per risolvere medesimi problemi. Al di là delle numerosissime discussioni metodologiche che stanno fiorendo in questi ultimi anni, l'etnoarcheologia rimane un importante mezzo per cercare di ridare vita e significato a molti reperti e contesti. Tra gli etnoarcheologi si ricordano almeno: L. Binford, I. Hodder, R.A. Gould, A. Gallay, P. Pétrequin, N. David, W.L. Rathje.
Note
Bibliografia N. David, C. Kramer, Ethnoarchaeology in Action, Cambridge University Press, Cambridge, 2001. ISBN 0521661056 J. J. Cunningham, Transcending the "Obnoxious Spectator": A case for processual pluralism in ethnoarchaeology, "Journal of Anthropological Archaeology", 2003, nº 22, pp. 389-410.
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