È noto per essere stata l'ultima persona giustiziata in Spagna per il reato di eresia, nello specifico per aver insegnato i principi del deismo ai suoi studenti. Biografia Ripoll prestò servizio come soldato nell'esercito spagnolo durante la Guerra d'indipendenza spagnola (1807–1814). Catturato dalle forze francesi, fu tenuto come prigioniero di guerra. Durante la prigionia, entrò in contatto con un gruppo di Quaccheri e si avvicinò al deismo, di cui divenne presto un sostenitore. Al suo ritorno in Spagna, ottenne un posto come maestro di scuola nel quartiere di Russafa a Valencia. Utilizzò la sua posizione per trasmettere i principi deisti. La locale "Giunta di Fede" (), un organismo creato dopo l'abolizione dell'Inquisizione spagnola per perseguire le deviazioni dottrinali, lo accusò di eresia. Fu arrestato e rimase in carcere per quasi due anni in attesa della sentenza. Le accuse Il presidente della Giunta di Fede della diocesi di Valencia, Miguel Toranzo — un ex inquisitore del soppresso tribunale dell'Inquisizione — inviò al nunzio di Valencia un rapporto in cui si affermava che Ripoll non credeva in Gesù Cristo, nel mistero della Trinità, nell'Incarnazione, nell'Eucaristia, nella Vergine Maria, nei Vangeli, nell'Infallibilità della Chiesa o nell'autorità della Chiesa cattolica romana. Le accuse specifiche includevano: Il mancato adempimento del precetto pasquale. Il fatto di scoraggiare i bambini dal recitare l'Ave Maria (sostituendola con la frase "Sia lodato Dio"). Il suggerimento che non fosse necessario fare il Segno della croce. L'affermazione che non fosse necessario ascoltare la Messa per salvare la propria anima. La mancanza di riverenza verso i Sacramenti e il Viatico. Il processo contro Ripoll si svolse senza una solida base legale, poiché l'Inquisizione era stata formalmente abolita nel 1820. La determinazione dei reazionari locali nel voler restaurare il vecchio sistema portò a una condanna basata sulla volontà politica delle autorità ultraconservatrici dell'epoca. La condanna e l'esecuzione A causa della sua negazione del catechismo cattolico, i teologi della Giunta di Fede richiesero che Ripoll fosse arso vivo sul rogo. Tuttavia, l'autorità civile optò per l'impiccagione, giudicata una pena più "moderna". Secondo le cronache dell'epoca, le autorità ecclesiastiche, insoddisfatte del fatto che non fosse stato bruciato vivo, misero il suo corpo in un barile su cui erano state dipinte delle fiamme e lo seppellirono in terra non consacrata (alcuni resoconti affermano invece che il barile fu bruciato simbolicamente e le ceneri gettate nel fiume Turia). Ripoll è considerato l'ultima persona giustiziata per eresia in Spagna. Le sue ultime parole prima dell'esecuzione furono: "Muoio riconciliato con Dio e con gli uomini".
Note
Voci correlate Deismo Inquisizione spagnola Libertà religiosa
Categoria:Nati nel 1778 Categoria:Morti nel 1826 Categoria:Insegnanti spagnoli Categoria:Persone giustiziate per eresia Categoria:Persone giustiziate per impiccagione Categoria:Deisti