Il Tribunale speciale per la repressione della massoneria e del comunismo (in Spagnolo: Tribunal Especial para la Represión de la Masonería y el Comunismo) fu un organo giudiziario speciale che operò in Spagna tra il 1940 e il 1963, durante il regime franchista. Fu istituito il 1° marzo 1940 con la promulgazione della Legge per la repressione della massoneria e del comunismo, la quale rispondeva all'idea del generale Franco secondo cui la massoneria era responsabile dei mali del Paese fin dal XVIII secolo.
Storia In Spagna, la Legge sulla repressione della massoneria e del comunismo del 1940 fu emanata il 1° marzo. «Il primo articolo della legge è sufficientemente indicativo della straordinaria portata punitiva attribuita alla sua applicazione», poiché «praticamente qualsiasi comportamento eterodosso poteva rientrare nell'ambito di una politica repressiva»:
All'articolo 12, prevede l'istituzione di un «Tribunale speciale per la repressione della massoneria e del comunismo».Andreu Mayayo (2010), La dictadura franquista: la institucionalització d'un règim, p. 78 Le pene andavano dalla confisca dei beni alla reclusione maggiore. Oltre alle sanzioni economiche, i massoni venivano automaticamente interdetti da qualsiasi impiego o carica pubblica. Per i gradi superiori furono stabilite pene detentive da venti a trent'anni, mentre per i collaboratori da dodici a venti anni. La norma fu soppressa l'8 febbraio 1964, dopoché, un anno prima, gran parte delle sue funzioni erano state trasferite al Tribunale dell'ordine pubblico.
Lo stesso articolo 12 della suddetta legge ne stabiliva la composizione: un presidente, un generale dell'Esercito, un capo della Falange e due avvocati, tutti nominati dal Capo dello Stato. Il Tribunale, con sede provvisoria a Salamanca, dove era stata raccolta tutta la documentazione sequestrata alle logge massoniche, fu costituito il 2 giugno 1940 sotto la presidenza del militare carlista Marcelino Ulibarri Eguilaz; uno dei suoi segretari era il capitano di vascello Luis Carrero Blanco. Un anno dopo fu sostituito dal tenente generale Andrés Saliquet. Il tribunale avviò procedimenti contro circa 80.000 persone, sebbene il numero di massoni in Spagna non raggiungesse i 5.000. Furono accusate di «difendere idee contrarie alla religione, alla patria e alle sue istituzioni fondamentali»; ciò riguardò persino alcuni membri del regime, come il delegato nazionale per i sindacati, Gerardo Salvador Merino, quando venne scoperto il suo passato massonico. I primi condannati furono importanti politici repubblicani in esilio, come il presidente del governo Juan Negrín o il presidente delle Corti repubblicane Diego Martínez Barrio.
Dopo aver esaminato tutti i documenti pervenuti, il tribunale decideva, di norma, di avviare il procedimento istruttorio. I giudici istruttori si occupavano dell'avvio del procedimento e del suo svolgimento. Inizialmente, la giurisdizione disponeva di due giudici istruttori speciali che si recavano in tutte le province dai loro uffici centrali di Madrid, ma alla fine del 1941 fu necessario aggiungerne un terzo. L'imputato veniva citato in giudizio presso un tribunale designato a tale scopo, che poteva appartenere indifferentemente alla giurisdizione ordinaria o a quella militare, dove gli veniva notificata l'apertura del procedimento e comunicata la sua imminente convocazione a processo.
L'istruttoria non veniva redatta dopo l'atto di accusa, ma era il risultato della raccolta di tutte le informazioni precedenti provenienti da fascicoli redatti dalla Delegazione per gli Affari Speciali, dalla Delegazione di Stato per il Recupero dei Documenti, da denunce, dai servizi di informazione provinciali della Falange, dalle delegazioni dell'ordine pubblico, dalla Commissariato Generale Politico-Sociale della Direzione Generale della Sicurezza, dall'Archivio Massonico del Commissariato Generale di Informazione e dalla Sezione Massonica del Servizio Nazionale di Sicurezza.
Tra il 1941 e il 1953, furono avviati 27.085 procedimenti e il Tribunale condannò 8.918 persone in 940 udienze a porte chiuse. Il tribunale rimase in funzione fino a quando non fu soppresso dalla legge 154/1963 del 2 dicembre, sebbene la Commissione di liquidazione, incaricata di portare a termine i suoi compiti dal punto di vista giuridico, continuasse a operare fino al 1971.
Archivi Attualmente, gli archivi del Tribunale fanno parte dell' Archivio Generale della Guerra Civile Spagnola, con sede a Salamanca. Questi archivi contengono le condanne per il «delitto di massoneria». Le informazioni in essi contenute sono accessibili al pubblico.
Note
Bibliografia Ferrer Benimeli, José Antonio (coord.), Masonería, política y sociedad. Zaragoza: Centro de Estudios Históricos de la Masonería Española, 1989. Gómez Molleda, Mª Dolores, La masonería en la crisis española del siglo XX. Madrid: Editorial Universitas, 1998. Hidalgo Nieto, Victoria. «La represión masónica en Asturias». Ferrer Benimeli, José Antonio (coord.). La masonería en la historia de España. Zaragoza: Diputación General de Aragón, 1989. Martínez Pereda, Lucio. Medo político e control social na retagarda franquista. Vigo. Edicións Xerais. 2015.
Valín Fernández, Alberto. Laicismo, Educación y Represión en la España del Siglo XX. Sada (A Coruña): Ediciós do Castro, 1993.
Altri progetti
Collegamenti esterni Ley para la Represión de la Masonería y el Comunismo de 1940, Boletín Oficial del Estado. Ley para la Represión de la Masonería y el Comunismo de 1940, versione OCR.
Categoria:Franchismo Categoria:Storia della massoneria Categoria:Antimassoneria