Palazzo Cekin è un castello tardo barocco situato al numero 23 di via Celovec, all'interno del Parco Tivoli di Lubiana. Attualmente ospita il Museo Nazionale di Storia Contemporanea di Slovenia.

Storia

Nel XVII secolo, sul loco dell'attuale edificio sorgeva una casa padronale in mattoni. I proprietari di quest'ultima erano cittadini facoltosi: Sigmund Staer (sino al 1739), Luka Ravnikar (sino al 1742) e Jurij Marn (sino al 1752).

Nella prima metà del XVIII secolo, il sito fu acquistato da Leopold Karl Lamberg, il quale dopo la compravendita vi fece subito costruire un castello barocco, presumibilmente secondo i progetti di Johann George Schmidt, che fu completato nel 1755. Dopo la morte del proprietario e quella del figlio, il castello fu ereditato nel 1787 da Ivana Lamberg, moglie del figlio di Leopold, che in seguito si risposò con l'ufficiale di cavalleria ungherese e maestro di equitazione Lovro Szőgeny, il quale fu possidente della magione dal 1793 in poi. Gli abitanti di Lubiana slovenizzarono il suo cognome (Szőgenov - Cegénov grad) e da allora il castello è conosciuto come Cekinov grad. Quest'ultimo proprietario ampliò anche la tenuta, incorporando quella di Bokalce e il più piccolo maniero di Schönau a Šiška.

Dal 1798 al 1809, il castello fu di proprietà del governatore di Trieste Pompeo, conte Brigido. Dopo di lui, l'edificio fu acquistato da Sigismund Pagliaruzzi, uno dei primi massoni in Slovenia, e nel 1865 dal mercante e industriale di Lubiana Peter Kozler, anche autore della mappa Zemljovid Slovenske dežele in pokrajin del 1853. La famiglia Kozler rimase proprietaria, con piccoli problemi, fino alla fine della seconda guerra mondiale. Anche France Prešeren visse per un periodo con i Pagliaruzzi come precettore privato.

Dopo il conflitto, il castello fu nazionalizzato e convertito in appartamenti, venendo utilizzato dal 1955 come museo. Fu inoltre ristrutturato su progetto di Ed Mihevac per il Museo della Liberazione Nazionale. Nel 1962, l'istituzione fu ribattezzata Museo della Rivoluzione Popolare della Slovenia, e trent'anni dopo, Museo di Storia Recente.

Tra il 1990 e il 1992, la dimora fu nuovamente rinnovata. Contemporaneamente, sul retro fu costruita un'estensione in acciaio con ascensore e scala, che collegava i locali inferiori con la mansarda, ove si trovano gli uffici dei curatori del museo e un deposito per parte delle collezioni. Il progetto fu coordinato dai restauratori Gojko Zupan e Modest Erbežnik, e l'investimento fu guidato da Stane Mrvič. L'autore del progetto, l'architetto Jurij Kobe, ricevette il Premio Plečnik al termine dei lavori per il loro eccellente svolgimento.

Dieci anni dopo, nel 2002, il castello è stato dichiarato monumento culturale di importanza nazionale.

Descrizione Palazzo Cekin è una dimora signorile dall'architettura semplice, simile ad altre residenze dell'inizio del XVIII secolo, apparendo dall'esterno aperto e arioso. Gli edifici si estendono su una terrazza ai margini di un pendio, accessibile tramite una scalinata che parte dal Parco Tivoli o da un sentiero che si dirama da Via Celovška, e la pianta è rettangolare allungata, con una scala aggiunta in fondo. La facciata d'ingresso presenta una sporgenza prominente, sormontata da un attico triangolare, ed è riccamente decorata in uno stile razionale, oltre ad avere delle lesene per accentuare le proprie linee verticali. Al piano padronale, sopra l'ingresso, per aumentare ulteriormente la maestosità dell'atrio, vi è un balcone, che si estende fino all'altezza di entrambi i piani inferiori. L'ingresso è semicircolare e realizzato in pietra scolpita, con finestre identiche su entrambi i lati, e le restanti al piano terra e al mezzanino sono rettangolari longitudinalmente, mentre al piano padronale sono verticali e ancora più alte.

Dall'atrio d'ingresso, ad arco e sorretto da quattro colonne, si aprono dei passaggi che conducono agli altri ambienti. Una scala a doppia rampa con una nuova balaustra porta al mezzanino e al primo piano. Ivi si trova una sala cerimoniale centrale, che si affaccia sul parco tramite un balcone. Al soffitto è stato aggiunto in un secondo momento un dipinto illusionistico, ridipinto più volte (nel 1905 e nel 1954-1955) e completamente restaurato nel 1966.

L'ultimo intervento edilizio ha portato a una nuova disposizione dell'atrio d'ingresso, a spazi più moderni al piano terra arretrato, ad elementi adattati alla funzione originaria ed ad una mansarda arredata adibita a museo. Gli interni avevano già perso parte del loro aspetto storico. L'elemento più dannoso per l'immagine del palazzo è il palazzetto dello sport costruito nelle immediate vicinanze, la Tivoli Hall.

Note

Bibliografia

Voci correlate Museo Nazionale di Storia Contemporanea di Slovenia Lubiana Monumento ai pionieri (Lubiana) Monumento al maresciallo Tito (Augustinčić) Parco Tivoli (Lubiana)

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