Famiglia Nasce in una famiglia di ferventi liberali. Il nonno materno, Demetrio Corgialegno (1785- Pistoia, 1861), proviene da un'antica e ricca famiglia nobiliare bizantina . Ha Combattuto al fianco di George Byron durante la guerra d'indipendenza greca e fondato un organizzazione segreta con l'obiettivo di rovesciare il dominio ottomano. Anche il figlio Torello, padre di Beatrice, si impegna in guerre di indipendenza; nel 1859, assieme all'amico Carlo Gorgialegno, si unisce a Giuseppe Garibaldi durante la Terza Guerra d'Indipendenza italiana; al termine viene decorato con una medaglia d'argento al valore.
Nel 1871 sposa Marianna Corgialegno, sorella dell'amico Carlo; hanno tre figli Luisa, morta a nove anni, Demetrio e Beatrice. Avendo studiato sia all'Accademia di Belle Arti di Firenze che a quella di Siena, ama la pittura fortemente influenzato dai Macchiaioli; tiene mostre a Genova e a Torino nel 1876 e nel 1877.
Successivamente Torello lascia la famiglia a Firenze e si trasferisce a Rouen, in Francia . Qui ha una relazione con la contessa di Barr, ed inizia un intenso periodo di attività artistica come pittore, acquerellista e scultore. Si trasferisce nel 1886 a Parigi con la famiglia dove avrà una intensa attività fino al 1993 quando rientrerà a Firenze proseguendo ad esporre. Muore nel 1899.
Rapporto con il pittore Giovanni Costetti Sulle orme del padre, Beatrice frequenta l'Accademia di Belle Arti di Firenze prima di seguire corsi avanzati presso la Libera Scuola del Nudo di Giovanni Fattori . Lì probabilmente inizia una relazione con il collega e artista Giovanni Costetti (1878–1949). Lui le dipinge un ritratto, intitolato Il Buon Sorriso anche lei dipinge un suo ritratto; entrambi sono conservati conservato nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze.
Nel 1901, entrambi gli artisti parteciparono al Concorso Alinari per la Divina Commedia, che prevedeva la realizzazione di nuove illustrazioni per la Divina Commedia .
Eredità artistica Dopo la sua partenza da Firenze, si stabilisce a Stellata, in provincia di Ferrara . Qui conosce e poi sposa Andrea Goretti il 22 febbraio 1904. In quell'anno dipinge il suo Autoritratto che è tra i 170 acquerelli, pastelli e disegni a matita lasciati in eredità dalla figlia, Maria Sara Goretti, assieme a molte opere del nonno Torello,Goretti , comune.bologna.it, Retrieved 2016 alla Collezione di Arte Moderna a Palazzo Pitti.
Altre attività
Durante la prima guerra mondiale, lavora come infermiera, assistendo i feriti e i moribondi. Nel 1925, diviene quacchera, entrando a far parte della Società degli Amici di Londra; nel 1932, si iscrive al Sindacato Italiano delle Artiste Professioniste.
Note
Bibliografia
Patrizia Busi, Le carte di Maria Sara Goretti, «L'Archiginnasio», C (2005), pp. 541–566. Giovanna Delcorno e Patrizia Busi, Aeropoesia futurista e pedagogia : i libri e le carte di Maria Sara Goretti alla Biblioteca dell'Archiginnasio, [Sl: sn, 2005?], pp. 520–566 : ill.; 24 cm. Estr. da: L'Archiginnsio, 100 (2005)
Maddalena Paola Winspeare, Donne & Colori: Artiste Nei Musei Statali Fiorentini – Women & Colors Donne Artiste nei Musei Statali Fiorentini, 2002, Sillabe, 2002, 0
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