La Torre dei Dotto, appartenuta all'omonima famiglia con capostipite Dotto dei Dauli, è un edificio storico medievale di Padova. La struttura si affaccia su Via Dante, all'incrocio con Vicolo dei Dotto, nei pressi dell'attuale corso Milano e a poca distanza da Ponte Molino, uno degli antichi punti di accesso al centro cittadino dal lato del fiume Bacchiglione.

Storia La storia medievale di questo edificio rimane poco nota, grazie anche al fatto che la Torre non subì stravolgimenti strutturali significativi; tant'è che in epoche successive la Torre rimase invariata: come appare dai catasti di epoca Napoleonica, in cui l'edificio conserva ancora la sua forma. Quindi, se la Torre dei Dotto non venne interessata da significativi cambiamenti, per quanto riguarda il paesaggio attorno ad essa, non si può dire lo stesso. Per esempio, quella che oggi chiamiamo Via Dante, che conduce da Porta Molino al Duomo di Padova, fino al XX secolo era nota come Strà Maggiore, a testimonianza dell'importanza che questa via rivestiva, già solo per mettere in comunicazione la Porta col Duomo, oltre alle svariate attività che si affacciavano su di essa, come abitazioni, botteghe, o albergherie (hospitia, che forniva il vecchio nome che Corso dei Dotto possedeva precedentemente).

Citazioni storiche

La Torre dei Dotto appare inoltre citata in diverse opere del passato:

Fasi costruttive L'edificio presenta quattro possibili fasi costruttive relative allo studio e comprensione degli elementi architettonici che compongono i vari segmenti della torre, che si verificano in diversi momenti cronologici:

I Fase: datata probabilmente al XIII secolo d.C. per la forma dei laterizi medievali e per la presenza di finestre monofore a tutto sesto. Finestre che oggi risultano tamponate da muratura, tuttavia si riesce a riconoscere ancora l'arcata, in mattoni, e il davanzale in pietra. II Fase: da collocarsi, indicativamente, tra XIII e XV secolo d.C. dove si osserva il tamponamento delle finestre monofore della Fase precedente. III Fase: rintracciabile tra XV e XVI secolo d.C. Risulta evidente l'aggiunta delle quattro finestre di forma rettangolare, i cui stipiti sono realizzati in pietra di Nanto, un tipo di roccia calcarea vicentina che vide ampissimo uso durante il Quattrocento nella città di Padova. Un altro elemento che possiamo inserire in questa Fase è il balcone sulla facciata ovest che presenta delle somiglianze con quello presente a Palazzo Zabarella. IV Fase: datata al XVIII secolo d.C. vede il compiersi di una serie di interventi di modifica e restauro della Torre, quali: l'inserimento della quinta finestra rettangolare; perché, la realizzazione di questa aperture, si pone a cavallo di due elementi architettonici della II Fase e inoltre la cornice della finestra non è in pietra di Nanto, ma realizzata con una pietra bianca (forse Biancone di Vicenza). Sempre di questa Fase, sono gli interventi di consolidamento effettuati agli angoli dell'edificio: sono presenti dei mattoni con forme e colori non somiglianti a quelli originali di I Fase. Infine, sempre in questa Fase, si notano segni di intonacatura.

È noto, inoltre, che la famiglia da Rio unì il proprio palazzo alla Torre dei Dotto; tuttavia, non è noto il momento esatto di quando questo avvenne.

Rapporto tra i Dotto e i da Rio Non si conoscono neppure le ragioni specifiche che portarono all'unione della Torre dei Dotto, con il Palazzo da Rio. Dai catasti del comune risulta evidente che le due famiglie convissero a Padova per diversi secoli, conservando intatto il loro status nobiliare. Sono interessanti, tuttavia, le fonti che parlano delle proprietà terriere dei Dotto nella campagna veneta, e in particolar modo nel comune di Dolo, dove dal Quattrocento si trova appunto la splendida Villa Dotti. Nel 1725 queste proprietà, compresa la Villa, passarono in mano alla famiglia da Rio, mediante il matrimonio tra Angela Dotto de Dauli e Girolamo da Rio. La Villa Dotti, nello specifico, rimase tra i possedimenti della famiglia da Rio fino almeno al 1827 e fu un importante polo scientifico e culturale, sotto la direzione del celebre geologo e naturalista, Nicolò da Rio.

Descrizione

Larga 4,10m per 5,0m di lunghezza e alta 22m, la struttura della Torre oggi appare non troppo diversa da com'era in origine: con un aspetto tendenzialmente omogeneo anche se sono frequenti le tamponature sui lati dell'edificio. Fu realizzata in laterizi e malta, con inserti lapidei per gli stipiti e le cornici delle finestre e con un balconcino cinto da un parapetto, che si affaccia su Via Dante. È perfettamente osservabile il lato ovest della Torre (con le sue cinque finestre), dov'è presente al pian terreno l'ingresso ad un'attività commerciale coronato da un arco in mattoni, mentre gli atri tre sono osservabili solo in parte: sia a causa dei vari edifici addossati alla struttura, sia perché questi lati danno su proprietà private non osservabili dalla strada.

Note

Bibliografia

Voci correlate

Casatorre Catasto Napoleonico Dotto de Dauli Ponte Molino

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Torri della provincia di Padova Categoria:Architetture di Padova