Il Museo Nazionale di Storia Contemporanea di Slovenia (, abbreviato MNSZS) è la principale istituzione statale dedicata allo studio della storia slovena dal XX secolo in poi: la sua missione consiste nella tutela del patrimonio storico-culturale e nell’analisi delle dinamiche politiche, sociali, economiche e culturali che interessano l’intero spazio etnico sloveno e contesti più ampi.
È costituito dalla mostra permanente Gli Sloveni nel XX secolo, affiancata da esposizioni temporanee che approfondiscono specifici temi e periodi storici con maggiore dettaglio: pone particolare attenzione agli eventi chiave, alla quotidianità, alle trasformazioni sociali e ai processi culturali e artistici che hanno contribuito a definire l’identità del Paese e della sua popolazione.
Ha sede nel palazzo Cekin, situato nel Parco Tivoli, che fu edificato tra il 1752 e il 1755 per volontà del conte Leopold Lamberg, come elegante padiglione a due piani situato ai margini del parco.
Storia Il MNSZS è l’erede dell’Istituto scientifico del Comitato esecutivo del Fronte di liberazione, fondato nel 1944. Nel dopoguerra, nel 1948, l’istituto fu riorganizzato e suddiviso in due nuove istituzioni: l’Istituto per le questioni nazionali e il Museo della Liberazione Nazionale: quest’ultimo, nel 1951, si trasferì nel castello di Cekin e nel 1958 assunse la denominazione di Museo della Rivoluzione Popolare.
Nel 1959 il museo venne integrato come unità organizzativa nell’Istituto per la storia del movimento operaio; pochi anni dopo, nel 1962, riacquistò la propria autonomia, diventando un ente indipendente. Nel 1994 il Governo della Repubblica di Slovenia ne modificò il nome in Museo di storia contemporanea, e nel 2001 in Museo di storia contemporanea della Slovenia, sottolineandone il ruolo a livello nazionale.
Nel 2023 si è realizzata la fusione tra il Museo di storia contemporanea della Slovenia e il Museo dell’Indipendenza slovena. Dalla loro integrazione è nato il Museo di storia contemporanea e moderna della Slovenia, denominazione con cui l’istituzione opera oggi.
Collezione Il percorso espositivo permanente si focalizza sulla storia della Slovenia nel XX secolo, una fase cruciale e profondamente instabile, durante la quale il territorio fu incluso in diversi Stati e la popolazione visse sotto sistemi politici differenti, attraversando due guerre mondiali, i processi di modernizzazione tecnologica e il cammino che portò all’indipendenza con la Guerra d’Indipendenza.
L’esposizione ricostruisce queste trasformazioni accompagnando il visitatore dalla trincea della prima guerra mondiale al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, fino alle esperienze individuali e collettive della seconda guerra mondiale. La narrazione prosegue con la ricostruzione del dopoguerra, lo sviluppo del socialismo, l’industrializzazione, l’elettrificazione e l’affermazione di un’economia pianificata.
Il percorso si sviluppa attraverso la definizione del modello jugoslavo di socialismo e gli anni dell'autogestione, fino alle trasformazioni democratiche degli anni Ottanta, che culminarono nell’indipendenza del 1991. Si conclude con l’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea nel 2004 e con la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea nel 2008.
Note
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