: è annoverata tra le pianiste e intellettuali musicali più rilevanti del suo tempo nell’area slovena e nel contesto centroeuropeo austriaco. Il suo lavoro contribuì in modo significativo allo sviluppo della vita concertistica, della pedagogia musicale e alla riflessione sul ruolo della musica nazionale nella cultura slovena tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Ebbe un impatto rilevante sulla vita musicale di Gorizia, Trieste, Lubiana e Vienna.
Biografia Nacque a Vienna da Vincenc Hyazint Januarius Tolomei, discendente di una famiglia nobile italiana di Cavalese, e da Terezija Pertolas, viennese e appartenente a una famiglia di industriali della seta. Studiò pianoforte al Conservatorio di Vienna con i professori Hans Schmitt e Julius Epstein. Durante gli studi si distinse come allieva eccezionale, ottenendo numerosi premi, tra cui tre medaglie d’oro e una d’argento nei concorsi del conservatorio. A diciotto anni debuttò con grande successo (“mit durchschlagendem Erfolg”) a Salisburgo, eseguendo il Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 in re minore, K. 466, di Mozart.
Il 4 novembre 1879 sposò a Vienna il giornalista e politico sloveno Fran Podgornik. Il matrimonio influenzò profondamente il suo legame con il contesto culturale e politico sloveno. Ebbero cinque figli, due figlie e tre figli, tra cui la pianista Friderika Podgornik e Pavel Podgornik (poi Paul Hermuth), progettista aeronautico. Nel settembre 1890 si trasferirono con la famiglia a Trieste, tornando poi a Vienna nel 1895. A Gorizia (1880–1890), Trieste (1890–1895) e Vienna operò come pianista affermata e stimata insegnante di pianoforte.
Dopo la morte del marito nel 1904 proseguì la propria attività artistica e pedagogica soprattutto a Vienna. Tra il 1915 e il 1922 visse a Vienna in Boltzmanngasse 19/III/22 ed era talvolta indicata anche come Lucilla Tolmei. Nel 1914 si ritirò dalla vita pubblica. Nel 1922 progettò con la figlia Friderika di trasferirsi a Berlino dal figlio Pavel; per facilitare l’integrazione germanizzarono il cognome in Hermuth, come aveva fatto Pavel già nel 1912, tuttavia, il trasferimento non avvenne e rimasero a Vienna. Trascorse la vecchiaia con la figlia Friderika, anch’essa pianista e insegnante. Morì il 16 agosto 1937 a Vienna, dove fu anche sepolta.
Carriera musicale Lucilla Tolomei Podgornik si affermò già durante gli studi, per poi operare come pianista concertista e insegnante di pianoforte a Gorizia, Trieste e Vienna. Si esibì in numerosi concerti collaborando con musicisti e istituzioni di rilievo, tra cui la Società Filarmonica di Lubiana.
Particolarmente significativo fu il suo concerto del 1882 a Lubiana, in cui eseguì il Concerto per pianoforte in sol maggiore di Beethoven. La critica la descrisse come pianista tecnicamente sicura e musicalmente matura. Il suo repertorio comprendeva frequentemente opere di Beethoven, Bach, Liszt, Chopin, Rubinstein e altri compositori classici e romantici. Si dedicò anche a numerosi compositori slavi, tra cui Slavka Atanasijević, Antonín Dvořák, Ignacy Jan Paderewski, Frédéric Chopin e Anton Foerster.
Nel gennaio 1883 organizzò un concerto a Gorizia. Tornò a esibirsi a Lubiana nel febbraio 1887 con la Società Filarmonica, e nello stesso anno, in maggio, organizzò un altro concerto a Gorizia nella sala Concordia.
Dopo il trasferimento a Trieste nel 1890, instaurò una stretta collaborazione artistica con il violinista Julius Heller: insieme organizzarono concerti dedicati allo sviluppo della sonata per violino dal Barocco al tardo Romanticismo. A Gorizia e Trieste fu una delle pianiste più in vista del suo tempo, esibendosi anche in concerti da camera e partecipando a serate musicali tematiche, in particolare dedicate a Bach e alla musica antica. Stampava gli inviti ai concerti in italiano, tedesco e sloveno.
A Vienna rimase attiva anche dopo il 1900, collaborando con cantanti e strumentisti di rilievo ed esibendosi nella sala Bösendorfer. Interpretò, tra gli altri, opere di Kitty Haus von Escherich, che aveva studiato a Lubiana. Tra il 1903 e il 1906 si esibì a Vienna con la figlia Friderika nel primo quartetto danese austriaco, composto dalle cantanti Fani Čampa, Marija Čampa, Frieda Perner e Amalija Čampa.
Nel 1887 compose la Parafrasi da concerto su melodie slave meridionali, nella quale elaborò tre canti popolari tratti dalla raccolta Južno-slovjenske narodne popievke, curata nel 1878 dal pedagogo e etnomusicologo croato Franjo Ksaver Kuhač. L’opera fu ben accolta ed eseguita più volte, ma nel tempo è andata perduta e non è ancora stata ritrovata. Nel 1897 contribuì con tre composizioni per principianti (Zadirkivanje, Tužan i veseo drug, Etida) al manuale didattico di Kuhač Druga hrvatska uputa u glasoviranje: numerosi compositori slavi e italiani le inviavano le proprie opere per una valutazione.
Attività pedagogica Accanto all’attività concertistica, fu una stimata insegnante di pianoforte. A Gorizia teneva lezioni private e i suoi allievi si esibivano regolarmente in pubblico; la critica sottolineava la sua eccellenza didattica e l’influenza artistica. Diversi suoi allievi intrapresero carriere artistiche di successo, tra cui la pianista e musicologa Lucilla Bolla Parisini, la docente di pianoforte Alice Andrich Florio ed Emilio Russi, fondatore nel 1903 del Liceo musicale Giuseppe Tartini. Tra gli allievi figurava anche la figlia Friderika Podgornik.
Attività pubblicistica Lucilla Tolomei Podgornik scrisse anche articoli musicologici, pubblicati principalmente nelle riviste Slovanski svet e Ljubljanski zvon. Nel 1885 pubblicò il ciclo di saggi Glasbena vzgoja v Slovencih (“Educazione musicale tra gli Sloveni”), in cui analizzava il ruolo della canzone popolare, dell’educazione musicale e della cultura musicale nazionale.
Sostenne la necessità di una raccolta sistematica dei canti popolari sloveni, di un maggiore spazio per l’educazione musicale nelle scuole e di un rafforzamento dell’attività della Glasbena matica. Riteneva che la musica avesse, oltre a una funzione estetica, anche un rilevante ruolo culturale e identitario. Sottolineò come gli Sloveni non fossero ancora pienamente consapevoli del valore dell’educazione musicale, dedicando particolare attenzione alla musica sacra e alla dimensione nazionale dell’espressione musicale. Si occupò inoltre delle canzoni slave pubblicate da Ludvik Kuba.
Note