È il co-fondatore del collettivo Droog Design e del progetto chp...? (Chi ha paura...?).
Biografia e formazione Si è formato come orafo presso la Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam e successivamente alla Konstfack di Stoccolma. La sua ricerca si orienta verso il superamento dei confini tradizionali del gioiello, inteso come estensione del corpo e concetto di design.
Il contributo al design del gioiello Insieme a Emmy van Leersum, tra gli anni sessanta e settanta, ha introdotto l'uso di materiali non convenzionali come l'alluminio, l'acciaio e il PVC. La loro ricerca sulla relazione tra gioiello e corpo è stata presentata nell'evento del 1967, dove i gioielli vennero proposti come strutture che integravano moda e arte. Tra le sue opere, il bracciale Dewdrop (1982) è incluso nelle collezioni del MoMA di New York e dello Stedelijk Museum di Amsterdam.
L'attività a Padova e "chp...?" Nel 1996, a Padova, fonda con Marijke Vallanzasca il collettivo chp...? (Chi ha paura del gioiello contemporaneo?). Il progetto si pone l'obiettivo di produrre gioielli d'autore in serie, privilegiando il valore concettuale del design rispetto a quello dei metalli preziosi.
A Padova è stata dedicata al suo lavoro la mostra antologica Gijs Bakker e il gioiello, tenutasi nel 2006 presso l'Oratorio di San Rocco.
Carriera accademica Dal 1987 al 2012 è stato docente e direttore dei programmi di master presso la Design Academy Eindhoven.
Note
Bibliografia De show van Gijs + Emmy. The Gijs + Emmy spectacle, Rotterdam, nai010 publishers, 2014. ISBN 978-94-6208-123-9. Roberto Zanon, Gijs Bakker, in Mari Pietrogiovanna (a cura di), Uno sguardo verso nord, Padova, Il Poligrafo, 2016, pp. 469-472. ISBN 978-88-7115-916-4.
Altri progetti
Collegamenti esterni