Di seguito è riportata la cronologia essenziale degli avvenimenti che hanno costituito i "Fatti di Reggio": Periodi 1969 Data Evento1º marzoUn'assemblea di parlamentari, sindaci, esponenti delle categorie e dei partiti, convocata dal Presidente dell'Amministrazione Provinciale, ribadisce il diritto di Reggio Calabria ad essere capoluogo regionale. Già opera in città il "Comitato di agitazione per la difesa degli interessi di Reggio".15 marzoPrima manifestazione di protesta organizzata dagli studenti: chiedono ai politici più impegno per la città. Il giorno dopo assemblea pubblica del Comitato di agitazione, seguita da un corteo che raggiunge il Palazzo della Provincia occupato dagli universitari.18 marzoGli studenti bloccano per alcune ore la linea ferroviaria.21 marzoIl Consiglio Comunale vota, eccetto il rappresentante del PSIUP, un ordine del giorno per Reggio capoluogo.29 marzoA Roma il segretario della DC Flaminio Piccoli assicura al sindaco di Reggio Pietro Battaglia che il partito è orientato ad indicare Reggio come capoluogo.
1970 Data Evento17 gennaioIn una riunione a Roma, presenti i rappresentanti delle tre province calabresi, la DC si esprime ufficialmente per Catanzaro capoluogo. La delegazione reggina si oppone. Nei giorni seguenti il presidente del Comitato di agitazione, Francesco Gangemi, si dimette dalla DC. Altrettanto minacciano di fare gli iscritti alla sezione Sbarre. Gli studenti scioperano per alcuni giorni mentre si moltiplicano i tentativi politici per convincere la DC reggina che nessuna decisione è stata presa. Il PSI auspica un vertice per un esame globale dei problemi della regione.7 giugnoElezioni regionali e amministrative.Questi i risultati delle comunali di Reggio Calabria: PCI 7 seggi; PSIUP 1 seggio; PRI 1 seggio; PLI 1 seggio; PSI 8 seggi; PSU 2 seggi; MSI 3 seggi; DC 23 seggi.
Alla Provincia di Reggio: PCI 7 seggi; DC 10 seggi; PSI 5 seggi; PSU 2 seggi; MSI 3 seggi; PSIUP 1 seggio; PRI 1 seggio; PLI 1 seggio.
Al Consiglio regionale la provincia di Reggio manda 11 consiglieri: 5 per la DC; 3 per il PCI; 2 per il PSI; 1 per il PSU.1º luglioSi decide la convocazione a Catanzaro del Consiglio regionale per il 13 luglio.5 luglioIl sindaco Pietro Battaglia tiene a settemila persone riunite in Piazza Duomo il "rapporto alla città" che segna l'avvio delle proteste su larga scala. Battaglia chiede alla folla di "tenersi pronta a sostenere con forza il diritto di Reggio alla guida della Regione". Segue un corteo con la partecipazione di esponenti di vari partiti: DC, PRI, MSI, PLI.6 luglioComincia la crisi di governo con le dimissioni del presidente del Consiglio Mariano Rumor. Reggio resta senza interlocutori a in città.12 luglioIl presidente del Senato Amintore Fanfani, a Villa San Giovanni per la consegna dei premi omonimi, contestato dalla folla, ammette di non avere la "ricetta per risolvere per intero il problema" del capoluogo e invita alla calma. La sera sorgono nella città i primi blocchi stradali.13 luglioMentre il Consiglio regionale si riunisce a Catanzaro, a Reggio si tiene una contro-assemblea convocata dal sindaco Pietro Battaglia. I consiglieri regionali reggini della DC non sono andati a Catanzaro. Il missino Fortunato Aloi chiede che i socialisti vengano esclusi dalla giunta comunale (i consiglieri regionali del PSI sono andati a Catanzaro). L'unione commercianti indice uno sciopero di 40 ore a partire dal giorno seguente. Sul corso Garibaldi compaiono le prime barricate. Da tutta la regione affluiscono a Reggio reparti di Pubblica sicurezza e Carabinieri.14 luglioLa città insorge. Lunghi cortei percorrono il corso Garibaldi. Parte della folla si ferma in Piazza Italia per ascoltare il sindaco Battaglia ed il consigliere del MSI Fortunato Aloi. Barricate sorgono sul Corso, sul Lungomare, in via Pio XI, al rione Sbarre, in via XXI Agosto, al rione Santa Caterina. Il traffico è bloccato. Le forze dell'ordine tentano di smantellare i blocchi stradali e le barricate ma altre ne sorgono, fin sull'autostrada. La situazione precipita in serata. I primi scontri avvengono in via Marina tra i dimostranti che occupano i binari della ferrovia e la polizia. Vengono operati alcuni fermi tra i dimostranti, annullati dal Prefetto De Rossi dopo un'ulteriore protesta in Piazza Italia. La folla non si disperde. Intorno alle 21 la polizia carica e i dimostranti rispondono con lanci di pietre. Intanto i ferrovieri entrano in sciopero: Reggio è completamente isolata.15 luglioIn città si respira aria di guerriglia. Cortei di operai, ferrovieri, dipendenti dell'Enel, studenti, percorrono le vie del centro cittadino mentre i dimostranti controllano che non siano rimossi i blocchi. Scontri con le forze dell'ordine dopo un assalto dei manifestanti alla sede del PSI ed un tentativo di occupazione del PCI. Nel pomeriggio le barricate cominciano a bruciare. Duri scontri tra dimostranti e le forze dell'ordine, al lancio di candelotti lacrimogeni, alle ripetute cariche, rispondono fitte sassaiole. La polizia è comandata dal questore Emilio Santillo, mentre in periferia compaiono le prime "bottiglie Molotov". Il bilancio della giornata annovera diversi feriti tra le opposte fazioni e sessanta fermi. Prima vittima: Bruno Labate, ferroviere di 46 anni, viene rinvenuto in via Logoteta.16 luglioIl sindaco proclama un giorno di lutto cittadino. La Curia arcivescovile solidarizza con la rivendicazione del capoluogo "legittimo diritto documentato dalla storia millenaria, confortato anche dal ruolo metropolitico per la Calabria di questa vetusta sede apostolica". A Roma, il ministro dell'Interno Restivo precisa che la scelta di Catanzaro è provvisoria. Incendio alla stazione ferroviaria. Settanta fermi, sedici arresti, otto ricoverati, quattordici poliziotti feriti. Scrive Nicola Adelfi su La Stampa: "La componente del campanile c'è... ma è preminente rispetto ad altri fattori di natura economica e sociale. Al fondo della collera ci sono anzitutto una debilitante povertà ed un senso amaro di frustrazione".17 luglioQuarto giorno di sciopero generale. Ancora incidenti. Antonio Coppola, uno studente di 17 anni, viene ricoverato in ospedale in coma. Barricate e scontri nei suborghi. Viene assaltata la Camera del Lavoro. Ventuno feriti tra le forze dell'ordine, 47 arresti.18 luglioL'agenzia sovietica TASS scrive che a Reggio "I fascisti estendono le loro azioni". Al termine dei funerali di Bruno Labate riprendono gli scontri tra dimostranti e polizia. Assalto alla questura. I rioni di Sbarre e di Santa Caterina sono ormai stabilmente in mano ai dimostranti.20 luglioCentinaia di reggini si dirigono a Villa San Giovanni bloccando per tre ore i traghetti per Messina e nei giorni successivi la cittadina verrà occupata dai manifestanti.21 luglioCariche di tritolo contro la filiale Fiat e un ispettorato di PS. La protesta si estende a Melito Porto Salvo. A Gambarie d'Aspromonte viene occupato per alcune ore il ripetitore della Rai. Cinquemila donne percorrono Reggio in corteo. Incidenti a Villa San Giovanni.22 luglioIl treno Palermo-Torino, "Treno del Sole" deraglia all'altezza della stazione di Gioia Tauro: sei morti e cinquantaquattro feriti.29 luglioCome reazione ad un vertice del centrosinistra, tenutosi a Roma, in cui si parla per Reggio solo di sviluppo industriale, nuovo sciopero generale.30 luglioSeimila persone in piazza Italia ascoltano il Comitato d'azione: parlano Fortunato Aloi (MSI), Ciccio Franco della Cisnal e l'industriale del caffè Mauro.3 agostoSciopero generale. Ciccio Franco s'incontra con il sindaco Battaglia ed annuncia poi in un comizio che questi non si dissocia dalla protesta.3 agostoNasce il "Comitato unitario per Reggio capoluogo". Ne fanno parte esponenti della DC e del MSI. Il questore nega l'autorizzazione per un comizio che si sarebbe dovuto tenere il giorno successivo da Junio Valerio Borghese, presidente del Fronte Nazionale.9 agostoIl deputato del PCI Pietro Ingrao tiene un comizio in piazza Italia, ma viene contestato dalla folla, riuscendo a stento a concludere lo stesso.16 agostoViene formato il nuovo governo presieduto dal democristiano Emilio Colombo.10 settembreComizio del PSI protetto dalle forze dell'ordine.11 settembreComizio del "Comitato d'azione".14 settembreSciopero generale proclamato sia dal "Comitato unitario" che dal "Comitato d'azione". Incidenti in serata con trentasei arresti.15 settembreGuerriglia urbana fin dalle prime ore del giorno nel rione di Santa Caterina che proseguiranno per circa quarantotto ore.17 settembreL'emittente clandestina "Radio Reggio Libera" diffonde il seguente proclama: "Reggini! Calabresi! Italiani! Questa è la prima trasmissione di radio Reggio Libera. La battaglia contro l'ipocrisia e lo strapotere della mafia politica e dei baroni rossi riguarda l'avvenire di tutti gli italiani. Essa cesserà solo alla vittoria con l'instaurazione di una vera democrazia. Viva Reggio capoluogo! Viva la nostra Calabria! Viva la nuova Italia!". In serata seconda vittima: sul ponte Calopinace viene ucciso Angelo Campanella, 45 anni, autista dell'Azienda Municipale Autobus di Reggio. Vengono arrestati Ciccio Franco e l'ex comandante partigiano Alfredo Perna, entrambi del "Comitato d'azione". La reazione è devastante: due armerie vengono prese d'assalto, cinquecento persone assaltano la Questura, un poliziotto, Curigliano Vincenzo, 47 anni muore colpito da infarto. L'arcivescovo Giovanni Ferro scende in piazza per tentare di calmare gli animi.20 settembreImponenti funerali per Angelo Campanella. Nella notte Radio Tirana dà la sua adesione alla rivolta proletaria di Reggio.21 settembreLe forze dell'ordine sgombrano i rioni Santa Caterina e Sbarre dalle barricate.26 settembreCinque anarchici, del gruppo detto anarchici della Baracca perdono la vita in un misterioso incidente mentre si recano a Roma per consegnare ad Umanità Nova materiale di denuncia riguardante infiltrazioni neofasciste nella rivolta.30 settembreDibattito alla Camera sui Fatti di Reggio.7 ottobreLa protesta si estende nei maggiori centri della provincia come Gioia Tauro, Polistena, Bagnara, Scilla, Condofuri, Africo, Palmi, Siderno, Villa San Giovanni.11 ottobreSul ponte Calopinace le forze dell'ordine sono assediate, tre poliziotti sono feriti da colpi d'arma da fuoco. Su una barricata ubicata in vico Furnari appare per la prima volta una bandiera azzurra con la scritta "Repubblica di Sbarre".12 ottobreLa protesta si allarga a Delianuova, Cannitello, Bovalino, Rizziconi, Rosarno, Motta San Giovanni. A Messina l'Università viene occupata dagli studenti reggini.13 ottobreViene arrestato Eugenio Castellani, componente del "Comitato d'azione".15 ottobreViene mobilitato l'esercito per tenere sotto controllo la ferrovia tra Salerno e Reggio.16 ottobrePietro Battaglia viene rieletto sindaco di Reggio.23 dicembreEugenio Castellani, Ciccio Franco, Alfredo Perna, Giuseppe Lupis, ottengono la libertà provvisoria, mentre rimangono latitanti Antonio Dieni e Angelo Calafiore.
1971