Biografia

Figlio del conte Cesare Della Volpe, nacque da una nobile famiglia romagnola che diede i natali ad illustri personaggi, tra i quali il famoso Taddeo, condottiero militare del XVI secolo. La sua formazione avvenne dapprima nella città natale. Frequentò poi il ginnasio e il liceo al Collegio San Carlo di ModenaBiografia, «Il Nuovo Diario-Messaggero, 19 aprile 1997.. Espose per la prima volta nel 1903 ad Imola. Agli inizi del XX secolo si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove conseguì il diploma e l'abilitazione all'insegnamento nel 1907. I risultati non tardarono a venire: nel 1908 partecipò e vinse il suo primo concorso di pittura alla I Mostra Biennale Romagnola d'arte a Faenza. La sua opera Rustico fu acquistata da re Vittorio Emanuele III per la Galleria d'arte moderna di Roma.

Successivamente si trasferì a Roma, ospite dello zio cardinale Francesco Della Volpe, alto prelato in Vaticano. L'esperienza nell'Urbe durò due anni, durante i quali il giovane imolese perfezionò lo studio dell'arte sacra entrando in contatto con un ambiente culturale ed artistico di prima qualità. Entrò nello studio del pittore e scultore Giulio Aristide Sartorio, col quale collaborò nel 1914 alla decorazione di Palazzo Montecitorio. Nello stesso anno partecipò all'XI Esposizione internazionale d'arte della città di Venezia del 1914, presentandovi il dipinto Il barroccio, per il quale si fregiò della medaglia d'oroL'opera è conservata al Museo San Domenico di Imola.. Nel 1915 partecipò all'Esposizione Nazionale d'Arte a Brera con il dipinto Mattino di marzo. Da questo periodo iniziò un'intensa attività pittorica che lo accompagnò per tutta la vita con centinaia di opere e la partecipazione a decine di esposizioni, personali e rassegne artistiche nazionali ed internazionali.

Nei primi vent'anni del secolo ebbe occasione di viaggire in tutta Europa alla scoperta delle nuove tendenze dell'arte pittorica, dalle quali peraltro non fu mai conquistato. Mantenne il suo stile originale, unito ad un vivo interesse per la pittura figurativa: i soggetti preferiti delle sue opere continuarono ad essere le scene di vita e di costume della Romagna. Fu nuovamente presente alla XV edizione della Biennale di Venezia nel 1926, con l'opera Policromia. Partecipò anche all'Esposizione di Roma del 1927.

Nel dicembre del 1945 Della Volpe, su commissione dei militari dell'VIII Battaglione Fucilieri Carpatici del II Corpo d'Armata polacco, artefici della liberazione di Imola dai tedeschi il 14 aprile di quell'anno, dipinse una Madonna di Częstochowa (patrona della Polonia) per sciogliere il voto che aveva fatto sì che Imola fosse stata liberata senza spargimento di sangue. Nel dopoguerra l'attività pubblica di Tommaso Della Volpe si limitò a brevi e limitate apparizioni. Tenne l'ultima personale a Forlì nel 1956.

Durante la sua lunga carriera Tommaso Della Volpe ha partecipato a molte esposizioni nazionali e regionali. Ha eseguito affreschi in chiese e palazzi della Romagna e ha trattato anche la miniatura e l'acquaforte. Suoi lavori sono esposti in gallerie pubbliche e private a Roma, Venezia, Bologna, Milano, Londra, Rio de Janeiro.

Tra i grandi pittori che hanno fatto la Storia dell'arte italiana, Della Volpe amò soprattutto il Caravaggio, il Tiepolo, il Tintoretto e il VeroneseIntervista con la figlia, Jole Mariano Della Volpe, pubblicata sul «Nuovo Diario-Messaggero» il 19 aprile 1997..

Opere Nell’intensa attività pittorica dell’artista romagnolo la committenza religiosa rivestì un’importanza notevole. Numerose furono le opere di pittura e decorazione che Tommaso Della volpe eseguì all’interno di chiese e conventi, sia della diocesi di Imola che di altre località nelle quali l'artista imolese lavorò: Chiesa del Buon Pastore di Imola (1933), Taranto, Santuario del Santissimo Crocifisso: affreschi del presbiterio, la Crocifissione ed il Miracolo di Elia sul Monte Carmelo (qui nel 1937 eseguì un affresco su una parete di 1700 mq.) Chiesa di San Colombano a Bertinoro (1939-40), Chiesa e Convento dell'Osservanza a Imola (1940), Chiesa di San Giovanni (1941), Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Fontanelice (1941), Chiesa di S. Petronio a Castel Bolognese (1941), Chiesa di S. Vito a Ferrara (1942).

Note

Bibliografia A. M. Comanducci, Pittori italiani dell'Ottocento, Milano 1934; A. M. Comanducci, Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni, Milano 1945 (II edizione); A. M. Comanducci, Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni e contemporanei, Milano 1962 (III edizione).

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