Nel diritto romano, lo ius gladii (dal latino: lett. "diritto della spada") indicava il potere giuridico di decidere per la pena capitale al di fuori di Roma e di far eseguire tale condanna a morte.
Repubblica Oltre all'esercizio dell'autorità giudiziaria, l'amministrazione della pena di morte faceva parte del potere esecutivo di un proconsole, conferitogli dal sovrano (S.P.Q.R.) ai tempi della Repubblica in qualità di governatore e quindi di rappresentante di Roma nelle varie province.Gerold Walser: Die Severer in der Forschung 1960–1972, in Hildegard Temporini, Wolfgang Haase (a cura di), Aufstieg und Niedergang der römischen Welt. Parte II, vol. 2: Politische Geschichte, Kaisergeschichte. Berlin, de Gruyter 1975, ISBN 3110049716, p. 633.
Principato Lo ius gladii continuò a esistere durante il Principato a partire da Augusto. Tuttavia, nelle province, l'imperatore, in qualità di supremo giudice e sovrano, conferiva esplicitamente tale diritto a un governatore di ordine equestre. In linea di principio, il governatore nominato per la provincia speciale dell'Egitto (Praefectus Aegypti) esercitava lo ius gladii in virtù di un'autorizzazione legalmente valida. Il governatore senatorio continuava a detenere lo ius gladii, proprio come accadeva ai tempi della Repubblica, motivo per cui non era necessaria alcuna ulteriore conferma da parte dell'imperatore. Le autorità subordinate, a cui non era stata conferita questa proocura, dovevano deferire le relative cause giuridiche all'autorità superiore, in alcuni casi fino all'imperatore a Roma, perché venissero decise.Christoph Riedo-Emmenegger, Prophetisch-messianische Provokateure der Pax Romana: Exkurse. DAS SCHWERTRECHT DER RÖMISCHEN STATTHALTER UND DIE IN JUDÄA EINGESETZTEN LEGIONEN, G.1 Präfekten und Prokuratoren der Provinz Judäa und das ius gladii, pp. 136, 137
Per esigenze organizzative, Diocleziano conferì il potere di giudicare nei casi capitali a ogni governatore, indipendentemente dal suo rango.
Restrizioni Mentre la giurisdizione capitale non era soggetta ad alcuna restrizione nei confronti dei residente nelle province che erano privi della cittadinanza romana, invece il cittadino romano poteva avvalersi del diritto d'appello, il quale poteva rendere necessaria una decisione definitiva da parte dell'imperatore. Era pratica comune deferire all'imperatore i casi relativi ai membri dell'alta società di una provincia che possedevano la cittadinanza romana, e in particolare i militari che ricoprivano almeno il grado di centurione. Solo in tempi di crisi, la cui gestione efficace avrebbe impedito qualsiasi ritardo, era possibile derogare a questa massima.Detlef Liebs. Das ius gladii der römischen Provinzgouverneure in der Kaiserzeit, Sonderdrucke aus der Albert-Ludwigs-Universität Freiburg, pp. 6–8.
Note
Bibliografia Gerold Walser, Die Severer in der Forschung 1960–1972, in Hildegard Temporini, Wolfgang Haase (a cura di): Aufstieg und Niedergang der römischen Welt, Tomo II, vol. 2: Politische Geschichte, Kaisergeschichte. Berlin, de Gruyter 1975, pp. 614–656 (in particolare p. 633).
Voci correlate Appello Paolo di Tarso Processo di Gesù
Collegamenti esterni Detlef Liebs, Das ius gladii der römischen Provinzgouverneure in der Kaiserzeit., Sonderdrucke aus der Albert-Ludwigs-Universität Freiburg, Originalbeitrag erschienen in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik 43 (1981), pp. 217–223. Christoph Riedo-Emmenegger: Prophetisch-messianische Provokateure der Pax Romana: Exkurse. (PDF; 1,6 MB), in Theologische Fakultät Freiburg, Schweiz (2003).
Categoria:Diritto romano