Biografia Origini e famiglia Maria nasce nel 1784 presso il castello di Spilimbergo, struttura nobiliare del Friuli orientale. Figlia primogenita di Lepido Girolamo Spilimbergo (della linea Spilimbergo di Sopra, conocosciuta anche come ramo dei Lepidi) e di Anna Della Donna, la quale non aveva origini patrizie a differenza di molte altre nobildonne della sua stirpe.
La famiglia Spilimbergo aveva una lunga tradizione di figure illustri. Suo grande prestigio fu essere discendente da Irene di Spilimbergo (1538 – 1559), una delle personalità più rilevanti del Rinascimento italiano, che aveva fatto della pittura e della letteratura il suo percorso di vita a Venezia sotto l'influenza artistica di maestri come Tiziano.
Percorso educativo Maria frequenta il convento delle suore francescane terziarie intitolato a Santo Spirito, ubicato a Udine. Vi rimane per circa dodici anni insieme ad altre donne di ceto nobile. Presso questa struttura religiosa acquisisce competenze nel ricamo e nel clavicembalo, settori considerati appropriati per l'istruzione femminile dell'epoca.
Dopo il periodo conventuale, rientra nel castello familiare dove continua la sua formazione culturale con Giuseppe Pulieri, un precettore e abate veneziano incaricato dell'istruzione letteraria della famiglia. Malgrado vivesse nel periodo romantico dell'Ottocento, la sua educazione rifletteva più l'eredità culturale arcadica del secolo precedente, creando una tensione interessante tra il suo background formatosi nel Settecento e il contesto storico-culturale della sua maturità.
Contesto storico La poesia femminile La produzione poetica di Maria di Spilimbergo si origina da modelli arcadici del Settecento senza dimenticare autrici precedenti come la padovana Gaspara Stampa (Padova, 1523 – Venezia, 1554).
Il primo biografo della contessa, Luigi Pognici, l'associa al gusto di Jacopo Vittorelli (Bassano del Grappa, 1749 – 1835); poi da Ferruccio Carlo Carreri a quello congiunto di Ludovico Savioli (Bologna, 1729 – 1804), entrambi poeti arcadici. Tuttavia, alcuni studi recenti hanno riletto in maniera più approfondita la sua poetica, al contrario di come aveva riportato Arrigo Sedran nel 1973.
Alcune delle sue rime, come accennato dallo stesso Sedran, sono trascritte da Giovanni Battista Tommasi nel 1827 che le accorpa in un volume intitolato Poesie scritte della moderna Saffo ovvero della nobile signora Maria contessa di Spilimbergo. Sulla base di questa pubblicazione Carreri presenta un'ulteriore selezione sul numero XIV di «Pagine friulane» nel febbraio 1902. Queste raccolte non dimostrano l'effettica produzione della Maria considerando che gli originali sono purtroppo perduti, come le rime successive al 1827.
Per comprendere il contesto della produzione poetica femminile del Settecento è necessario citare la spinta che ha fornito l'Accademia dell'Arcadia, fondata a Roma nel 1690 da personaggi come Giovanni Mario Crescimberni, autore di La bellezza della volgar poesia. A partire dal primo decennio del XVIII secolo, le istituzioni letterarie accademiche dell'Arcadia iniziarono a modificare gradualmente i loro criteri di partecipazione. Questo cambiamento crea nuove opportunità per donne dotate di una buona formazione culturale di accedere agli ambienti della produzione letteraria ufficiale. Le donne acquisiscono una posizione più attiva: contribuiscono direttamente con proprie composizioni, partecipano attivamente ai dibattiti letterari e a essere riconosciute come autrici. L'Arcadia in particolare promosse questo riposizionamento,, nel quale le donne iniziavano a occupare un ruolo centrale sia come creatrici che come consumatrici consapevoli di cultura. Se, nel corso del Settecento, la ripresa di un petrarchismo "vedovile" come quello di Vittoria Colonna è motivo di interesse, mancano autrici che continuino l'immaginazione lirica che Stampa aveva inaugurato. Con la prima storia letteraria femminile scritta da una donna cioè Componimenti poetici delle più illustri rimatrici d'ogni secolo, Luisa Bergalli (Venezia, 1703 – 1779) è stata una figura centrale per il Settecento influenzando anche il secolo successivo. Grazie alla Bergalli viene riproposta la riedizione del 1738 delle Rime di Gaspara Stampa, testo introvabile per quasi due secoli. Secondo Giulia Caleò si può sostenere che la nuova riscoperta della poetessa patavina cinquecentesca a seguito della riedizione abbia implicato una generale rilettura anche nelle zone del Friuli:
In questa nuova dinamica, anche il periferico Friuli assiste all'apparizione di figure come Elena Maria Cavassi Tracanelli (vissuta nella prima metà del secolo XVIII) che condivide con Maria la passione per la poesia arcadica, con propri versi antologizzati nei decenni successivi. Angelica Ianesi (Tolmezzo, 1728 – 1815) pur autrice in prosa e in versi, merita particolare menzione per il Colloquio sopra gli studi delle donne (1774), cioè in difesa del diritto all'istruzione femminile.
Attività letteraria e artistica Poesia Le composizioni poetiche seguono modelli della tradizione arcadica, lo stile letterario dominante nel Settecento italiano. Le sue creazioni erano principalmente di tipo anacreontico, caratterizzate da toni leggeri e amabili. I versi di Maria non sono mai pubblicati durante l'epoca, circolando invece in forma manoscritta fra i circoli letterari della famiglia e gli amici colti.
I contenuti delle sue poesie affrontano spesso il tema sentimentale, con personaggi evocati tramite nomi convenzionali propri della tradizione pastorale (Fileno ed Eleodoro tra gli altri). Comuni ai suoi versi erano i motivi dell'amore non corrisposto, della separazione, del tormento emotivo e della delusione.
La riscoperta avviene decenni dopo, quando nel 1827 Giovanni Battista Tommasi trascrive una selezione arbitraria dei suoi manoscritti. Tommasi intitola esageratamente questa raccolta Poesie scritte della moderna Saffo ovvero della nobile signora Maria contessa di Spilimbergo, un riconoscimento che la equipara alla celebre poetessa classica, in puro stile arcadico.
Nel corso del Novecento, studiosi come Carreri affrontarono l'analisi dei suoi versi in modo più approfondito, individuando una peculiarità interessante: sebbene la sua formazione fosse legata alla scuola arcadica settecentesca, i suoi testi mostravano elementi caratteristici della sensibilità romantica ottocentesca, combinando l'eleganza formale arcadica con un'intensità emotiva più moderna. Questa caratteristica la posiziona come una figura di transizione tra due epoche letterarie.
Tessiture e altre arti Oltre alla produzione letteraria, Maria sviluppa competenze negli ambiti artigianali, in particolare nella realizzazione di ricami. I suoi lavori di ricamatura raggiungono livelli tecnici e artistici considerevoli, testimoniati da una sua opera più ambiziosa: un grande telo decorativo che rappresentava una celebre dimora imperiale austriaca, il palazzo di Schönbrunn. Questo lavoro rimase all'interno della collezione della famiglia fino alla fine dell'Ottocento.
La sua educazione musicale conventuale le permise inoltre di sviluppare una buona capacità di esecuzione al clavicembalo, strumento musicale molto diffuso nelle corti europee. Questa versatilità nelle arti – letteraria, artigianale e musicale – era considerata particolarmente pregiata nella formazione di una donna di condizione nobile nel suo periodo storico.
Note
Bibliografia Giovanni Battista Tommasi (1827). Poesie scritte della moderna Saffo ovvero della nobile signora Maria contessa di Spilimbergo. Luigi Pognici (1872). Guida di Spilimbergo. Pordenone: Gatti, pp. 661–662. Ferruccio Carlo Carreri (1902). "Le rime di Maria di Spilimbergo", Pagine friulane, 14/6, pp. 102–104; 14/7, pp. 114–116. Arrigo Sedran (1973). "Maria di Spilimbergo", Il Barbacian, n. 10/2, p. 5. Il Friuli nel 1807. Dipartimento di Passariano. Popolazione, risorse, lavoro in una statistica napoleonica (1992). A cura di R. Corbellini, L. Cerno, C. Sava. Udine: Società filologica friulana. Dizionario Biografico dei Friulani. "Spilimbergo (di) Maria (Marietta)". Fabiana di Brazzà, Sulle ‘donne illustri’ del Friuli, in Andrea Csillaghy, Antonella Riem Natale, Milena Romero Allué, Roberta De Giorgi, Andrea Del Ben e Lisa Gasparotto (a cura di), Un tremore di foglie. Scritti e studi in ricordo di Anna Panicali, Udine, Forum, 2011, pp. 413–422. ISBN 978-88-8420-666-4. Poesie Scelte di Maria di Spilimbergo (2026). Introduzione, testo e commento a cura di Giulia Caleò con una postfazione di Federico Tenca Montini, Gradisca D'Isonzo: B#S Edizioni. ISBN 978-88-85738-31-7.
Voci correlate Gaspara Stampa Irene di Spilimbergo Letteratura friulana Luisa Bergalli Spilimbergo
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