è uno yōkai del folclore giapponese, raffigurato come una vecchia con un solo occhio, originario della regione del Kantō.

Descrizione Si narra che a Yokohama e Kawasaki, nella prefettura di Kanagawa, nella prefettura di Chiba, a Tokyo e in altre zone, l'ottavo giorno del dodicesimo mese o l'ottavo giorno del secondo mese del calendario lunare, questa creatura si rechi nelle case e se ne vada portando con sé un setaccio o gli occhi di una persona. Si dice anche che visiti le case in compagnia di un hitotsume-kozō.

Per allontanare la mikaribaba, si consiglia di mettere un cesto o uno zaru all'ingresso della casa, oppure di fissare un cesto a maglie alla punta di un'asta e appoggiarlo sul colmo del tetto. Questo perché la mikaribaba, che ha un solo occhio, non gradisce gli oggetti con molte maglie (intrecci).

A Ura no Yato, nella città di Toriyama, nel quartiere di Kōhoku-ku, a Yokohama, un'avida mikaribaba arrivava persino a raccogliere i chicchi di riso caduti a terra, provocando incendi a causa del fuoco che aveva in bocca. Per evitare che ciò accada, il 1° dicembre si preparano dei dango chiamati «tsudjō dango» con il riso rimasto dall'orto e li si infilzano sulla porta di casa per indicare che non c'è più riso da raccogliere.

L'ottavo giorno del dodicesimo mese e l'ottavo giorno del secondo mese del calendario lunare corrispondono alla tradizione popolare di Kotoyōka, e in passato, in molte regioni, le persone osservavano un periodo di astinenza, astenendosi dal lavoro e rimanendo in casa. Nella parte meridionale della prefettura di Chiba, il periodo di circa dieci giorni che inizia il 26° giorno dell'undicesimo mese del calendario lunare è considerato un periodo di astinenza chiamato «Mikawari» o «Mikari»: durante questo periodo si evita di uscire di notte o di recarsi in montagna, e si trascorre il tempo in silenzio evitando di fare rumori forti in casa, di accendere le luci, di pettinarsi e di fare il bagno. Sebbene non si tratti della regione del Kantō, anche al santuario di Nishinomiya nella prefettura di Hyōgo e nel villaggio di Kito (oggi città di Naka) nella prefettura di Tokushima, il periodo di astinenza che precede la festa viene chiamato «Mikari». Rituali come questi di isolamento in casa sono stati interpretati come un modo per proteggersi dall'apparizione di creature soprannaturali, che a loro volta venivano identificate con personaggi come la mikaribaba e il hitotsume-kozō. Si dice che il termine «Mikari» derivi da «mikawari», che indica l'atto di sottoporsi a un periodo di astinenza in occasione di cerimonie religiose, assumendo uno stato diverso dal solito.

Note

Voci correlate Elenco delle creature leggendarie del Giappone

Categoria:Yōkai