Vizzola è una frazione del comune di Fornovo di Taro, in provincia di Parma.
La località dista 2,47 km dal capoluogo.
Geografia fisica Vizzola sorge alla quota di 210 m s.l.m., sulla sponda destra della val Taro...
Storia Il borgo fu fondato in epoca medievale, lungo una diramazione della via Francigena, percorsa dai pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa; la più antica testimonianza della sua esistenza risale al 30 marzo 1179, quando Vizola fu menzionata in una bolla emanata dal papa Alessandro III tra le località in cui si trovavano i beni di cui fu beneficiata l'abbazia di Fontevivo,. che ne ricevette conferma nel 1205 dal papa Innocenzo III..
A servizio del piccolo centro abitato fu costruita una cappella, nominata per la prima volta nel 1230.
Nel 1440 gli abitanti di Vizzola, Talignano e Gaiano, danneggiati da frequenti scorrerie insieme alle popolazioni degli altri borghi rossiani dei dintorni, furono esentati per un anno dal pagamento delle imposte.. A difesa del centro abitato di Vizzola fu inoltre eretta una fortificazione, menzionata in un documento sottoscritto il 2 ottobre 1443 dal governatore di Parma Erasmino Trivulzio, che ordinò di munire l'edificio..
Nel 1650 il feudo di Vizzola fu elevato a contea dal duca di Parma Ranuccio II Farnese, che lo assegnò a Ercole, Ranunzio, Ottavio e Giovan Battista Linati..
Il 12 marzo 1742, col permesso della duchessa reggente Maria Teresa d'Austria, il conte Ercole Linati alienò Vizzola alla contessa Teresa Baviera Cervasi della Pergola di Senigallia. Dieci anni dopo la figlia Elisabetta Fiorini portò il feudo in dote al marchese Giambattista Ercolani e nel 1777 subentrò il figlio Agostino, alla cui morte il 5 settembre 1796 la contea fu assorbita dalla Camera Ducale di Parma.
Agli inizi del XIX secolo Vizzola divenne frazione del nuovo comune di Fornovo di Taro.
In seguito, la località minore di Riccò, situata a valle lungo la strada della Cisa, fu interessata da un notevole aumento della popolazione, favorito anche dalla costruzione di uno stabilimento per la produzione di laterizi e di altre aziende. A servizio dei numerosi abitanti, nel 1935 fu aperto al culto l'oratorio ottocentesco della Beata Vergine di Caravaggio, utilizzato in sostituzione della decentrata chiesa di Vizzola. fino alla costruzione nel 1970 della nuova parrocchiale di San Giovanni Battista a Riccò.
Nel frattempo, durante la seconda guerra mondiale, il 21 marzo 1945 davanti al cimitero della frazione furono fucilati dai militari della 1ª Divisione bersaglieri "Italia" tre giovani partigiani, catturati il 14 marzo a Castrignano.
Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di San Giovanni Battista
Menzionata per la prima volta nel 1230, la cappella originaria fu elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564; profondamente degradata, fu sostituita tra il 1600 e il 1684 dall'oratorio dell'adiacente xenodochio dei Santi Filippo e Giacomo, risalente a prima del 1443; completamente ricostruita nel 1686, fu interamente ristrutturata tra il 1762 e il 1763; decorata tra il 1921 e il 1963 dal parroco Alberto Tadè, divenne sussidiaria della nuova chiesa di San Giovanni Battista di Riccò, eretta tra il 1969 e il 1970. L'edificio, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una semplice e simmetrica facciata a capanna intonacata; all'interno l'aula, coperta da un soffitto a capriate lignee, è ornata con affreschi, eseguiti da Alberto Tadè; l'edificio accoglie varie opere di pregio, tra cui la pala d'altare realizzata da Giuseppe Peroni intorno al 1763, oltre ad alcuni dipinti e arredi di diverse epoche. Sul retro si erge l'antico xenodochio dei Santi Filippo e Giacomo, costituito da vari corpi di fabbrica del XVI e XVII secolo, dominati da un torrione in pietra.
Villa Fadigati Edificata nel 1746 per volere dei nobili Franceschi, la villa fu acquistata nel XIX secolo dai conti Pellegrini, che nel 1875 la alienarono a Fabio Ugolotti; ereditata nel 1898 dal figlio Quinzio, alla morte di quest'ultimo passò alla figlia Nera, coniugata col nobile Giovanni Fadigati; completamente ristrutturata su progetto dell'architetto Provinciali, fu ampliata con l'aggiunta di un avancorpo al centro della facciata. L'edificio, sviluppato su una pianta a T, sorge in posizione panoramica sulla cima di un rilievo collinare; i quattro simmetrici prospetti, elevati su due livelli principali fuori terra, sono coronati da frontoni triangolari, spezzati da finestre circolari o bifore; in sommità, dal centro del tetto si erge una torretta a pianta rettangolare, che si affaccia sulle quattro fronti attraverso due o tre monofore ad arco a tutto sesto. L'interno, modificato durante le ristrutturazioni novecentesche, non conserva le antiche decorazioni dell'androne, originariamente ornato con lesene in pietra e stemmi ad altorilievo..
Villa Staglieno-Trucco Edificata nel XVII secolo probabilmente per volere dei nobili Franceschi, la villa fu acquistata agli inizi del XVIII secolo dalla famiglia Giordani; alienata a Fabio Ugolotti nel XIX secolo, passò nel 1898 al figlio Quinzio; ereditata dalla figlia Maria, coniugata con un marchese Staglieno, pervenne in seguito alla figlia Angela Maria, moglie di Carlo Trucco. L'edificio, sviluppato su una pianta rettangolare, sorge sul retro della vicina villa Fadigati; i due lunghi e simmetrici prospetti principali, elevati su due livelli fuori terra oltre al sottotetto, presentano nel mezzo ampi portali ad arco a tutto sesto, delimitati da due colonne composite in mattoni a sostegno dei balconi del primo piano; in sommità, dal centro del tetto si erge una torretta, preceduta sulle due fronti principali da piccoli terrazzi. All'interno l'androne passante e le sale laterali sono coperte da soffitti a volta, privi delle originarie decorazioni; al piano nobile il salone centrale conserva invece i dipinti ottocenteschi..
Note
Bibliografia
Voci correlate Riccò (Fornovo di Taro) Fornovo di Taro
Altri progetti
Categoria:Frazioni di Fornovo di Taro