La scuola morava (), anche nota come stile moravo (), fu un movimento artistico sviluppatosi in Serbia tra il 1370 ed il 1459, sotto le dinastie Lazarević e Branković che governarono la Serbia Moravica prima ed il Despotato di Serbia poi, parte del più ampio contesto della Scuola serbo-bizantina di architettura e pittura. Le strutture architettoniche morave comprendono alcuni dei più celebri monasteri serbi e sono oggi candidati per l'inclusione nel Patrimonio dell'umanità UNESCO.

I principali committenti della scuola furono i despoti Lazar Hrebeljanović, Stefano III Lazaro e Đurađ Branković ed il loro seguito di boiardi (soprattutto i magnati, i velikaš), con la prima donazione attestata nel sepolcro regio di Lazarica. Il principale risultato della Scuola morava fu lo splendore dei suoi elementi scultorei: la plastica decorativa della pietra ivi raggiunta rappresenta uno dei risultati artistici più originali della produzione artistica serba medievale. Gli elementi decorativi caratteristici della scuola, riscontrati sia sugli edifici sia nell'oreficeria/gioielleria,. erano tipicamente arabeschi geometrici con ornamenti floreali stilizzati ed intrecci, scarsi di dettagli figurativi. La scultura era solitamente dipinta e quindi molto vivida. Rispetto ad altre manifestazioni della scuola serbo-biozantina, l'esperienza morava coinvolse però anche le altre arti: pittura, con alcuni degli affreschi più celebri dell'arte medievale serba, e letteratura.

La definizione di "Scuola morava" () e la sua identificazione quale "stile nazionale" precipuo del Despotato si dovette allo storico dell'arte francese Gabriel Millet al principio del XX secolo..Analisi critica recente delle teorie di in .

Contesto

L'effimero esperimento politico dell'Impero serbo, erede del Regno di Serbia, collassò alla morte di Stefano Uroš V di Serbia nel 1371..La creazione dell'Impero serbo, pur effimera da un punto di vista politico, si costituì però, culturalmente, come l'ultimo passo nella creazione di un "Ecumene serbo" spaziante dal Mare Adriatico al Mar Nero cui i Re di Serbia si erano votati a partire dal principio del XIV secolo - v.si Nella valle della Morava occidentale, la c.d. "Serbia storica", originò allora un principato autonomo per opera del boiardo Lazar Hrebeljanović.. Questa "Serbia Moravica" divenne il Despotato di Serbia quando, morto Lazar nella battaglia della Piana dei Merli (1389) contro l'Impero ottomano,.. suo figlio Stefano III Lazaro, costretto a barcamenarsi tra il Regno d'Ungheria, gli Ottomani ed il sempre più debole Impero bizantino, fu riconosciuto come despota nel 1402 sia dal sultano sia dal basileus..

Stefano III Lazaro riuscì abbastanza abilmente a gestire tanto i turchi, che nel frattempo premevano in maniera sempre più consistente su Costantinopoli, quanto gli ungheresi e nel 1402 fece di Belgrado la sua capitale: intraprese ingenti lavori di potenziamento delle fortificazioni cittadine ed espanse la città bassa sulla sponda meridionale del Danubio, attorno alla nuova cattedrale ortodossa.. Il collasso ottomano causato dalla battaglia di Angora (1402) nel c.d. "Interregno ottomano" permise a Stefano di rafforzare la sua posizione.

La situazione fu certamente più complessa e confusa per il suo nipote ed erede Đurađ Branković che dovette riparare per alcuni anni in Ungheria mentre i turchi occupavano la sua capitale, Smederevo (1439-1444)... Con la conquista ottomana di Costantinopoli (1453), la pressione turca sul Despotato si fece sempre più pressante a discapito degli inetti successori di Đurađ, i fratelli Lazar II Branković e Stefan III Branković che finirono con il perdere il regno in favore di Stefano Tomašević, figlio del re di Bosnia Tommaso, poi rapidamente costretto a cedere la Serbia al sultano Maometto II (1459)..

Storia Durante i turbolenti decenni del Despotato di Serbia (1370-1459), si verificò comunque nella valle della Morava e negli altri domini dei Lazarević-Branković una notevole attività artistica, anzitutto edilizia,. apparentemente incongrua al suo contesto ma che diventa comprensibile nella più ampia chiave di lettura di una volontà egemonica serba sui Balcani. Fondamentale fu poi la disponibilità di manovalanza di cui la Morava poté disporre quanto divenne il centro dell'immigrazione dai limitrofi territori soggetti alle periodiche razzie degli akinci ottomani..

Lazarević Già Lazar Hrebeljanović si distinse come attivo ktetor ("fondatore/abbellitore") di chiese e monasteri: il Monastero di Ravanica (1375-1377). e la cappella palatina Lazarica a Kruševac (1375-1378),. la ristrutturazione del Monastero di Stara Pavlica (1375-1380),.. la chiesa del cimitero di Smederevo (molto similare alla Lazarica). ed il Monastero di Ljubostinja (1388), commissionato dalla sua fresca vedova, Milica di Serbia, mentre uno dei suoi magnati (velikaš), Vukašin, commissionava il Monastero di Rudenica al volgere del secolo... Il Monastero di Drenča (1379-1382) fu fondato dal velikaš Ivaniš e dal priore athonita Doroteo di Hilandar,. mentre meno chiara risulta la fondazione o ristrutturazione del monastero di Naupara, vicino Kruševac, menzionato da Lazar in un documento del 1382 come parte del patrimonio di Drenča.

Fu poi il figlio di Lazar, Stefano III Lazaro, già costruttore della grande fortezza di Belgrado, a proseguire con la decorazione pittorica di Rudenica e l'erigenda del grande monastero-fortezza di Manasija (1413-1417),. mentre il velikaš Bogdan commissionava il Monastero di Kalenić (1415) con un catholicon sulla falsariga della Lazarica..

Durante il regno di Stefano III, maturò poi una vera e propria rinascenza serbo-morava, parallela a quella paleologa.. Poeta ed artista, oltreché abile politico, Stefano III radunò presso di sé una delle più fornite biblioteche dell'area dei Balcani per l'epoca ed egli stesso produsse componimenti che sono alla base della successiva letteratura serba. I meriti della Scuola morava, anzitutto architettonici, vennero riconosciuti nel resto dell'ecumene ortodosso già al volgere del XIV secolo. Nel voivodato di Valacchia (parte dell'attuale Romania), a metà strada tra il Despotato di Serbia ed il Mar Nero, il catholicon del Monastero di Cozia, necropoli reale dei Drăculeștii voluta dal voivoda Mircea il Vecchio (1386-1418), è opera non prettamente bizantina ma bizantino-morava.. Molto più a nord, nella Rus' di Kiev ormai soggetta al Giogo tataro, chiare influenze morave si riscontrano in diverse chiese della Repubblica di Novgorod (v.si Scuola di Novgorod). Anche la produzione pittorica raggiunse allora il suo apice, con gli affreschi di Manasijia e Kalenić.

Branković Đurađ Branković dovette anzitutto consolidare il suo regno: ceduta Belgrado agli Ungheresi, costruì come nuova capitale l'imponente fortezza di Smederevo con accluso palazzo (1427-1430),. prendendo a modello le mura di Costantinopoli seppur taluni aspetti richiamino la coeva architettura militare gotica. (Estratto da Ljubomir Petrović, Smederevo 1430–1930.) Alla committenza del velikaš Radič Postupović si dovette invece, nel medesimo periodo, la fondazione dei monasteri di Vraćevšnica (1428-1431) e Milentija (1430). Quando Smederevo cadde in mano turca (1439), il Despota Branković fece costruire il castello di Vršac, la cui architettura richiama sia la fortezza di Smederevo sia il monastero-fortezza di Manasija. Sempre alla committenza di Branković si dovette il nuovo catholicon del Monastero di Agiou Pavlou (1447) sul Monte Athos.

Architettura

Nella Penisola balcanica, il dominio dell'Impero bizantino s'indebolì nel VII e VIII secolo causa le migrazioni di Slavi e Proto-bulgari, cioè proprio durante un'importante fase di transizione nella storia architettonica bizantina.. Ciò favori lo sviluppo ivi di un'architettura contaminata, favorita poi dalla contesa religiosa tra il Papa ed il Patriarca di Costantinopoli dalla necessaria evangelizzazione dei pagani. Nel periodo tardo bizantino (1204-1453),. la frammentazione dell'impero, iniziata con la vittoria crociata nell'assedio di Costantinopoli (1204), portò ad una frammentazione della progettazione ecclesiastica ed all'intensificarsi di esperienze/innovazioni regionali che acuirono le peculiarità architettoniche balcaniche.. Entro questo eterogeneo contesto, la c.d. "Rinascenza paleologa" fornì spunti e suggerimenti (fondamentale lo sviluppo dei parekklesion intesi come grandi mausolei aristocratici affrescati da integrare nella planimetria di chiese preesistenti, il cui capostipite fu alla Chora). ma certo non funse, come inizialmente sovra-stimato, da medium unificatore..

La regione della Macedonia e, nella fattispecie, la sua capitale, Salonicco, giocò un ruolo essenziale negli sviluppi architettonici bizantini del Trecento.. Ivi si sviluppò un distintivo tipo di cupola ecclesiastica, caratterizzata da un tamburo poligonale con colonnine arrotondate agli angoli, interamente in mattoni e facciate con tre archi arretrati l'uno nell'altro attorno a una stretta monofora. Le chiese svilupparono pianta con naós cupolato e periscopio avvolto su tre lati. Le tessalonicesi San Pantaleone, Santa Caterina e Santi Apostoli hanno tutte cupole su portici ambulacrali.. Il quinconce dei Santi Apostoli di Salonicco (c. 1329) è esemplificativo dello stile tardo-bizantino, tanto quanto la chiesa del monastero di Gračanica, costruito intorno al 1311 nel Kosovo, parte del Regno di Serbia. di Stefano Uroš II Milutin che aveva anche strappato ai Paleologi la Macedonia.. L'architetto e le maestranze di Gračanica, la cui chiesa è da taluni valutata come «il culmine del design architettonico tardo-bizantino»,. provenivano probabilmente proprio da Salonicco. e furono impiegate da Stefano Uroš II anche per il nuovo catholicon (1300-1316) del Monastero di Hilandar, sul Monte Athos..

L'innovazione, in Gračanica, fu la re-interpretazione delle forme bizantine. L'altezza del nucleo strutturale fu quasi raddoppiata poggiando la cupola centrale non sull'incrocio delle volte a botte della crociera ma su una seconda croce più alta e stretta ottenuta con i timpani ogivali. Lo stesso accorgimento fu seguito per le quattro cupole minori, trasformando il tetto in un ammasso verticale di cupole su piedistalli cubici: un agglomerato gerarchico d'unità a torre che estremizza il gusto bizantino-paleologo per il verticalismo in uno dei più fantasiosi risultati dell'architettura tardo-bizantina. Il catholicon di Hilandar funse invece da medium per il passaggio in Serbia della pianta athonita a triconco, riscontrabile già nel catholicon del Monastero di Lešje costruito intorno agli Anni 1360.

Le caratteristiche essenziali dell'architettura morava, diretta erede delle sperimentazioni architettoniche di Stefano Uroš II, furono la pianta trilobata, con abside radiale, navata unica con volta a botte, nartece occidentale ed un ricco ornamento plastico policromo, soprattutto in facciata.. Il catholicon di Ravanica (1375-1377) può essere considerato l'espressione inaugurale di questo stile. che traeva le sue caratteristiche dall'architettura del Monte Athos, dall'architettura serbo-bizantina degli Anni 1340-1350 e da altre fonti ad oggi non del tutto chiare. La presenza di absidi laterali lungo i fianchi della chiesa di Ravanica suggerisce chiaramente la crescente importanza della formula monastica athonita, in contrasto con lo schema a cupola quinconce bizantino tipico del clero secolare serbo (evidente per esempio nella Cattedrale di Nostra Signora di Ljeviš, sempre commissionata da Stefano Uroš II),. e questa "pianta athonita" derivatane fu ripresa a Ljubostinja (1388) e, trent'anni dopo, a Kalenić (1415). L'aspetto più enigmatico di quest'architettura sono i suoi elementi scultorei, la cui quantità, esuberanza e varietà di motivi hanno resistito a ogni tentativo d'interpretazione..