Biografia
Brissa crebbe a Milano. Suo padre, Antonio Brissa, fu commissario di pubblica sicurezza a Domodossola e successivamente commissario prefettizio in diversi comuni italiani, tra cui Cannobio e Cortina d'Ampezzo. Durante la Seconda guerra mondiale aderì alla Resistenza, assumendo la presidenza del Comitato di Liberazione Nazionale locale; nel 1944 fu arrestato e incarcerato. Dopo la Liberazione fu nominato questore di Milano.
Sua madre, Giovanna "Gianna" Giovanola (1900–1985), proveniva da una famiglia originaria di Cannobio, dalla quale discendeva anche il senatore del Regno d’Italia Antonio Giovanola.
Durante la Seconda guerra mondiale la famiglia soggiornò a Cannobio, dove Brissa fu testimone diretto degli eventi legati alla Resistenza, esperienza che influenzò profondamente il suo pensiero.
Nel 1950 conseguì la maturità classica presso il Liceo “Giovanni Berchet” di Milano. Studiò quindi filosofia all’Università di Pavia come alunno del Collegio Ghislieri, laureandosi nel 1954.
Dopo un periodo di studio a Zurigo, iniziò nel 1956 la propria attività accademica presso l’Università di Heidelberg come lettore di lingua italiana. Nel corso degli anni ricoprì diversi incarichi accademici, tra cui Akademischer Rat, Akademischer Oberrat e infine Akademischer Direktor, fino al pensionamento nel 1997.
Fu inoltre membro del Senato e del Consiglio di amministrazione dell’Università di Heidelberg.
Brissa collaborò a lungo con la pagina culturale della Rhein-Neckar-Zeitung. Dal 2009 al 2014 fu presidente della Società dei Verbanisti, della quale divenne successivamente presidente onorario e membro del comitato scientifico della rivista Verbanus.
Brissa visse prevalentemente a Heidelberg, mantenendo tuttavia un forte legame con Cannobio.
Morì a Heidelberg nel 2023. Le sue ceneri furono tumulate nella tomba di famiglia a Cannobio.
Attività scientifica
Brissa è autore di numerosi saggi pubblicati su riviste italiane e internazionali.
Il suo pensiero fu profondamente influenzato dalla cosiddetta scuola di Milano, in particolare da Antonio Banfi, Giulio Preti ed Enzo Paci. La sua filosofia si configurava come una pratica critica volta a riflettere il rapporto tra pensiero e realtà, sviluppando in particolare una riflessione sul legame tra filosofia e memoria, che egli interpretò come una vera e propria "estetica della memoria".
La sua attività scientifica si concentrò inoltre sul rapporto culturale tra Italia e Germania, sulla letteratura e sulla teoria della traduzione, con studi dedicati tra gli altri a Karl Marx, Antonio Gramsci, Pier Paolo Pasolini, Johann Wolfgang von Goethe e Alessandro Manzoni.
Opere (selezione)
Monografie e curatele
Per un alfabeto della memoria: aprile 1945 – 2020 (Cannobio, Comune di Cannobio, 2020) Un dopoguerra milanese: serate in via Mascheroni 5 con Dino Formaggio (Milano, Mimesis Edizioni, 2018)
Saggi e contributi in volumi collettanei
Le patrie di Leonardo Olschki. In: Daniela Giovanardi, Harro Stammerjohann (a cura di), I Lettori d’Italiano in Germania, Tübingen, 1996 Garibaldi e l'opinione pubblica tedesca. In: Il lago Maggiore e Garibaldi, Laveno Mombello, 2009 Il caso Moro: rassegna della stampa estera (16 marzo–9 maggio 1978). In: Cultura e politica nell’esperienza di Aldo Moro, Milano, Giuffrè, 1982 Il lago-specchio e il giardino sul lago. In: Horti Verbani, Verbania, 2002 Contributo in Per la storia dei trasporti nell'area verbanese, Verbania, 1995
Articoli e contributi in rivista
J.G. Keyssler scrittore di viaggi enciclopedista. In: Verbanus, n. 15, 1994 A Stresa il vecchio Adamo del professor Kraus. In: Verbanus, n. 12, 1991 Goethe e la Alexis-Legende. In: Leggere e rileggere i classici, Quodlibet, 2004 Stolpersteine: iniziativa per restituire visibilità a un passato che non passa. In: Il Protagora, 2014 Anch'io: tradurre nella nostalgia. In: Il Protagora, 2019 Contributi nella rivista Verbanus
Traduzioni
Johann Wolfgang von Goethe, Il trionfo del sentimentalismo. Un capriccio drammatico (Roma, Semar, 1998) Johann Wolfgang von Goethe, I segreti e la massoneria (Roma, Semar, 1999) Martin Heidegger, Lettere a Julius Stenzel (1928–1932). In: Il Protagora, 2013
Riconoscimenti
2012: Staufermedaille del Land Baden-Württemberg 2013: Commendatore dell'Ordine della Stella d'Italia
Note