Per bliss point (punto di beatitudine, in italiano) si intende il punto di massima prelibatezza raggiunto da un alimento costituito da un'ottimale combinazione di ingredienti, in particolare sale, zucchero e grassi.
Descrizione Il termine è stato coniato per la prima volta negli anni Settanta dal ricercatore di mercato e psicofisico statunitense Howard Moskowitz. Il bliss point definisce un intervallo in cui la quantità di sale, zuccheri e grassi non viene percepita dal consumatore né eccessiva né insufficiente, ma perfettamente equilibrata. In questo senso, i prodotti alimentari progettati per raggiungere il bliss point attivano nel corpo umano il sistema di ricompensa, provocando il rilascio di endorfine e dopamina, al punto da crearne una dipendenza.
Anche l'aspetto estetico del cibo svolge un ruolo cruciale, in quanto può interrompere l'invio di ormoni che sopprimono l'appetito, come la leptina e il peptide YY, attivando il nucleus accumbens, prevaricando i segnali provenienti dall'ipotalamo.
Gli ingredienti sono dosati per agire in modo sinergico, in modo che il sapore complessivo non risulti troppo dolce, unto o salato. Aumentare la concentrazione di uno degli ingredienti al di fuori della soglia ideale porterebbe velocemente al disgusto. From Biology of Food, Dept. of Biology, Indiana University.
Ricerca Nel 1971 Moskowitz condusse delle ricerche sulla relazione fra piacevolezza, dolcezza e concentrazione degli zuccheri.
Dimostrò che concentrazione e piacere sono legati da una relazione non-monotona che presenta un vertice dove il piacere è massimo (il bliss point) superato il quale la parabola inverte direzione, cioè quando la quantità è eccessiva e il sapore diventa "stucchevole".
Conseguenze per la salute Le industrie alimentari spesso ricercano il bliss point nei proprio prodotti; in tutto il mondo le persone acquistano cibi ultraprocessati progettati per essere consumati anche oltre il limite di sazietà e questo, in conseguenza anche degli scarsi valori nutrizionali di questa categoria di alimenti, provoca il rischio di patologie quali obesità, diabete e malattie cardiovascolari.
Note
Categoria:Nutrizione Categoria:Psicofisica