La cronologia egizia convenzionale è l'insieme delle date generalmente adottate dagli egittologi per ordinare la storia dell'antico Egitto. La datazione relativa stabilisce quale regno, evento o reperto viene prima o dopo un altro senza assegnargli necessariamente un anno; la datazione assoluta attribuisce invece una data o un intervallo espresso in anni. Per l'Egitto la successione relativa dei principali periodi e delle dinastie è ben definita, mentre le date assolute diventano più incerte procedendo verso le fasi più antiche. La cronologia convenzionale colloca l'inizio dell'Antico Regno nel XXVII secolo a.C., quello del Medio Regno nel XXI secolo a.C. e quello del Nuovo Regno a metà del XVI secolo a.C.
Lo scarto fra le diverse cronologie moderne varia a seconda del periodo: per il Nuovo Regno e il Terzo periodo intermedio il margine d'errore probabile è dell'ordine di una decina d'anni, per l'Antico Regno di circa cinquant'anni, mentre per l'inizio della I dinastia può arrivare a circa centocinquant'anni; per il periodo predinastico l'incertezza è ancora maggiore.
Sono state inoltre proposte alcune «cronologie alternative», che non sono state accolte dagli egittologi.
Datazioni principali
Per oltre un secolo le date proposte per l'Antico Regno e il Medio Regno hanno seguito soprattutto due schemi: una cronologia «alta», che li colloca più indietro nel tempo; una cronologia «bassa», che li data più tardi, con scarti fino a circa un secolo. Per il Medio Regno la differenza dipendeva soprattutto dall'interpretazione dei dati astronomici e dalla durata attribuita ai regni. Per l'Antico Regno mancava invece un riferimento astronomico altrettanto affidabile, rendendo più difficile assegnare date assolute alla sequenza. Uno studio pubblicato nel 2025, basato su 160 datazioni al radiocarbonio, 48 delle quali nuove, integrate con le durate dei regni in modelli bayesiani, conclude che i dati non sostengono più la cronologia bassa per l'Antico e il Medio Regno. Per il Medio Regno lo stesso studio colloca inoltre l'ascesa di molti sovrani circa 10-15 anni prima delle precedenti stime della cronologia alta.
Tutte le date nella tabella sono a.C. e hanno valore approssimativo.
Periodo Dinastia Breasted (1906) Shaw (2000) Hornung (2006) Datazione ¹⁴C Periodo Protodinastico I 3400-2980 3000-2890ca. 2900-2730+25inizia ∿ 3100 (± 100) II2890-2686ca. 2730-2590+25 Antico Regno III 2980-2900 2686-2613ca. 2592-2544+25inizia ∿ 2650 (± 50) IV 2900-2750 2613-2494ca. 2543-2436+25inizia ∿ 2610 (± 40) V 2750-2625 2494-2345ca. 2435-2306+25inizia ∿ 2510 (± 40) VI 2625-2475 2345-2181ca. 2305-2118+25inizia ∿ 2480 (± 60) Primo periodo intermedio VII? 2475-2445 2181-2160non indicatadati non disponibili VIIIca. 2150-2118+25 IX 2445-2160 2160-2125ca. 2118-1980+25 X? Medio Regno XI 2160-2000 2125-1985ca. 2080-1940+16inizia ∿ 2050 (± 20) XII 2000-1788 1985-17731939+16-1760inizia ∿ 1980 (± 20) Secondo periodo intermedio XIII? 1780-1580 inizia ∿ 17731759-ca. 1630inizia ∿ 1760 (± 30) XIV?1773-1650non indicata XV1650-1550ca. ?-1530 XVI1650-1580ca. ?-1540 XVII1580-1550 Nuovo Regno XVIII 1580-1350 1550-12951539-1292inizia ∿ 1550 (± 20) XIX 1350-1205 1295-11861292-1191inizia ∿ 1300 (± 10) XX 1200-1090 1186-10691190-1077inizia ∿ 1190 (± 10) Terzo periodo intermedio XXI 1090-945 1069-945ca. 1076-944 XXII 945-745 945-818943-ca. 746 XXIII 745-718 818-727845-730 ca. (regni concorrenti) XXIV 718-712 727-715ca. 736-723 XXV 712-663 715-664ca. 722-ca. 655 Periodo Tardo XXVI 663-525 664-525664-525
Le differenze fra le date riportate nella tabella riguardano soprattutto le fasi più antiche. Nell'Ottocento le proposte per l'inizio del periodo dinastico divergevano fortemente: Champollion-Figeac lo collocava al 5867 a.C., Wilkinson al 2320 a.C. e Lepsius al 3892 a.C. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento le stime si restrinsero; Meyer, seguito da Breasted, collocò Menes al 3315 a.C. Nel XX secolo gli intervalli proposti si restrinsero ulteriormente. Nel corso del Novecento furono corrette anche alcune ricostruzioni precedenti. Nel 1948 M. B. Rowton osservò che Breasted non prevedeva una sovrapposizione fra la XXII e la XXIII dinastia, mentre i dati allora disponibili indicavano che Petubastis I salì al trono durante il regno di Sheshonq III. Anche le date attribuite alle prime dinastie variarono nel corso del secolo: Breasted collocava la I e la II dinastia fra il 3400 e il 2980 a.C.; nel 1948 Frankfort propose 3100-2700 a.C. e nel 1953 Hayes 3200-2780 a.C.
Gli anni di regno
La cronologia egizia si fonda innanzitutto sugli anni di regno registrati nelle liste reali dell'antico Egitto. Le liste pervenute sono o complete ma con significative lacune nel testo (come il Canone Reale di Torino), oppure testualmente integre ma prive di un elenco completo dei sovrani (come la Lista di Abido e la Pietra di Palermo), nemmeno per brevi periodi della storia egizia. Le fonti presentano inoltre informazioni talvolta contraddittorie sullo stesso regno: la storia dell'Egitto di Manetone è nota soltanto attraverso riassunti e citazioni di autori successivi, fra cui Eusebio di Cesarea e Sesto Giulio Africano. La durata attribuita allo stesso faraone può quindi variare sensibilmente a seconda della fonte intermedia.
Le iscrizioni datate secondo l'anno di regno permettono di stabilire soltanto la durata minima di un regno e possono riflettere coreggenze con un predecessore o un successore. Alcune dinastie egizie si sovrapposero probabilmente nel tempo, con faraoni diversi che regnavano contemporaneamente in regioni diverse anziché in successione; non sempre è possibile stabilire se questi regni fossero contemporanei o successivi, con conseguenti differenze nella cronologia.
Quando la durata complessiva di un regno non è nota, due indicatori possono contribuire a stimarla: per l'Antico Regno, il numero dei censimenti del bestiame; per i periodi successivi, la celebrazione di una Festa Sed. Numerose iscrizioni dell'Antico Regno alludono a un censimento periodico del bestiame: la formula "anno dopo il censimento" era stata interpretata come prova di un sistema biennale, ma l'analisi delle date conservate per la IV e la V dinastia mostra una sequenza irregolare, nella quale sembrano prevalere censimenti annuali. Per Snefru il numero di censimento più alto attestato è il ventiquattresimo; sulla base delle attestazioni disponibili Verner propone una durata di circa trent'anni per il regno, precisando tuttavia che il calcolo resta speculativo. La Festa Sed era normalmente associata al trentesimo anno di regno, ma sono documentate eccezioni e la sua attestazione non consente da sola di dedurre automaticamente una durata minima di trent'anni.
Nell'Ottocento la storia egizia veniva spesso confrontata con la cronologia biblica e con altri sistemi cronologici del Vicino Oriente. Nel 1861 l'assiriologo Edward Hincks confrontava esplicitamente la cronologia di Manetone con quella ricavata dalle iscrizioni assire, dal Canone di Tolomeo e dal Secondo libro dei Re. Lepsius dedicò invece un'intera sezione, intitolata The Hebrew Tradition, al rapporto fra cronologia egizia e tradizione ebraica, trattando fra l'altro l'Esodo e la sua collocazione cronologica. Ernst von Bunsen impostò The Chronology of the Bible sul confronto con eventi contemporanei della storia babilonese, assira ed egizia. Le ricostruzioni del XX e XXI secolo combinano sequenze di sovrani e durate dei regni, documenti originali, dati genealogici, sincronismi con altri regni e, con le necessarie cautele, dati astronomici. Nel 1991 Kitchen osservava inoltre che il radiocarbonio non aveva ancora una precisione sufficiente per migliorare la cronologia storica, salvo che per la preistoria.
Sincronismi I sincronismi con altri regni possono restringere gli intervalli possibili della cronologia egizia: il confronto con le cronologie del Vicino Oriente permette di datare più precisamente alcuni regni egizi.
Seriazione, ovvero sequenze archeologiche. È una forma di datazione relativa: non assegna necessariamente una persona o un evento a un anno preciso, ma stabilisce che cosa viene prima e che cosa viene dopo. Alcuni vasi in pietra iscritti con i nomi dei sovrani delle prime due dinastie furono ad esempio raccolti e depositati in gallerie sotterranee sigillate quando fu costruita la Piramide a gradoni di Djoser, appartenente a un faraone della III dinastia. Un altro esempio sono i blocchi dell'Antico Regno recanti i nomi di diversi re, riutilizzati come materiale da costruzione nei templi piramidali del Medio Regno a Lisht nelle strutture di Amenemhat I. Il terzo pilone di Karnak, costruito da Amenofi III, conteneva come riempimento materiale proveniente dal chiosco di Sesostri I, insieme a varie stele del Secondo periodo intermedio e della XVIII dinastia egizia.
Sincronismi con altre cronologie. I più importanti sono quelli con le cronologie dell'Assiria e di Babilonia, ma vengono utilizzati anche sincronismi con gli Ittiti, la Palestina antica e, per le fasi più tarde, con l'Antica Grecia. Un sincronismo proposto nel XX secolo collegava un rilievo con il sovrano di Biblo Entin, probabilmente identificabile con Yantin-Ammu, al faraone Neferhotep I e, poiché Yantin-Ammu è con ogni probabilità menzionato anche in una lettera dagli archivi di Mari durante il regno di Zimri-Lim, alla cronologia della XIII dinastia. Questo collegamento è stato però respinto: nelle conclusioni di Ancient Egyptian Chronology Hornung, Krauss e Warburton affermano che il sincronismo vicino-orientale di Neferhotep I deve essere abbandonato. Altri sincronismi riguardano il XIV secolo a.C. e il Periodo di Amarna, documentato da un'ampia corrispondenza diplomatica fra Amenofi III, Akhenaton e vari sovrani del Vicino Oriente. Per il Terzo periodo intermedio, Kitchen cita l'identificazione del faraone biblico Shishak con Sheshonq I e la sua campagna nel regno di Giuda e nel regno di Israele, collocata cinque anni dopo la morte di Salomone, tra i sincronismi esterni utilizzati per restringere i limiti cronologici dei regni egizi.
Sincronismi con le sepolture dei tori Api. La serie delle sepolture note nel Serapeo di Saqqara comincia nel regno di Amenofi III; dopo le attestazioni riferite a Ramses XI mancano testimonianze per un lungo periodo, fino alla sepoltura datata al 23° anno di Osorkon II.
Sincronismi astronomici. Il più noto è il ciclo sotiaco. Nel ricostruire la XII dinastia egizia, Richard A. Parker combinò la data sotica di Sesostri III con una serie di date lunari: ritenne che i dati disponibili consentissero di fissare la cronologia fino al 45º anno di Amenemhat III con precisione annuale, ma concluse esplicitamente che per la cronologia del II millennio a.C. non si poteva parlare di certezza assoluta, bensì di forte probabilità. Anche Kitchen sottolinea i limiti delle datazioni sotiche, dovuti alla rarità delle attestazioni, a un margine intrinseco di alcuni anni e all'incertezza sul luogo di osservazione; le considera quindi utili solo se confrontate con altri dati cronologici. Per l'Antico Regno sono stati proposti anche metodi astronomici diversi: Kate Spence ha utilizzato l'andamento degli scarti nell'orientamento delle piramidi per sostenere che il nord fosse determinato mediante il transito simultaneo di due stelle circumpolari e per affinare la cronologia delle costruzioni.