La valutazione delle minacce comportamentali (in inglese behavioral threat assessment and management, spesso abbreviato in BTAM) è un insieme di pratiche interdisciplinari finalizzate a identificare, approfondire, valutare e gestire situazioni di rischio connesse a comportamenti minacciosi, aggressivi, persecutori o potenzialmente violenti, al fine di prevenirne l'escalation e ridurne l'impatto.
Il campo si basa in genere su raccolta strutturata di informazioni, analisi dei comportamenti di interesse, valutazione del contesto, individuazione dei fattori di rischio e di protezione e definizione di misure di gestione proporzionate. Nella letteratura e nelle prassi internazionali, il BTAM è concepito come un processo collaborativo e multidisciplinare, e non come attività affidata in via esclusiva a un singolo professionista isolato.
Caratteri generali Nelle prassi internazionali, il BTAM è descritto come un processo sistematico ed evidence-based finalizzato a identificare, approfondire, valutare e gestire minacce potenziali. L'attenzione non è limitata al singolo episodio manifesto, ma riguarda anche l'analisi dei comportamenti di interesse, del contesto relazionale e organizzativo, delle possibili traiettorie di escalation e delle misure di gestione più appropriate.
Nel dibattito specialistico, il BTAM viene spesso accostato a modelli di structured professional judgment (SPJ), ossia a forme di valutazione strutturata che integrano dati, indicatori rilevanti e giudizio professionale motivato.
Nelle prassi internazionali, la valutazione delle minacce comportamentali si sviluppa ordinariamente attraverso team multidisciplinari, nei quali confluiscono competenze diverse in relazione al contesto e al caso. Tali team possono includere figure della sicurezza, risorse umane, area legale, professionisti della salute mentale, funzioni sanitarie, scuola o amministrazione.
All'interno di tale assetto, il coordinamento tecnico e l'analisi strutturata del caso assumono un ruolo centrale nel raccordo tra informazioni, valutazione e opzioni di intervento. Questa funzione presidia la raccolta e l'organizzazione delle informazioni rilevanti, la lettura dei comportamenti di interesse, la valutazione del contesto, la formulazione delle opzioni di intervento, il raccordo operativo tra i soggetti coinvolti e il monitoraggio delle misure adottate, senza coincidere necessariamente con un ruolo clinico o diagnostico.
Nel contesto organizzativo e lavorativo, tale funzione si esprime spesso come coordinamento tecnico-specialistico del caso, con compiti di case management, supporto alla valutazione, definizione delle misure proporzionate e raccordo tra prevenzione, tutela e attuazione delle risposte organizzative.
Ambiti di applicazione L'approccio è applicato in diversi ambiti, tra cui scuola, università, sanità, contesti istituzionali e luoghi di lavoro.
Nel contesto lavorativo, la valutazione delle minacce comportamentali può riguardare non solo il rischio di aggressioni fisiche, ma anche molestie, stalking, intimidazioni, escalation conflittuali, comportamenti ostili e altre condotte che richiedono una gestione strutturata, interdisciplinare e non meramente clinica.
Standard Tra i principali riferimenti internazionali del settore vi sono materiali istituzionali del Department of Homeland Security (DHS), del Federal Bureau of Investigation (FBI) e dell'Occupational Safety and Health Administration (OSHA), oltre a standard volontari e riferimenti professionali di settore, tra cui quelli promossi da ASIS International in materia di workplace violence prevention and intervention.
Tali riferimenti, pur differenti per natura giuridica e funzione, sono frequentemente richiamati come buone pratiche per la strutturazione di programmi di prevenzione, segnalazione, valutazione e gestione dei casi, specialmente nei contesti organizzativi complessi.
Europa In Europa, il settore è sostenuto anche da associazioni professionali come l'Association of European Threat Assessment Professionals (AETAP), che promuove formazione, linee guida, confronto interdisciplinare e diffusione delle pratiche di threat assessment and management nel contesto europeo.
Rilevanza nel contesto lavorativo Nel dibattito sulla prevenzione organizzativa, il BTAM è stato progressivamente accostato anche ai modelli di workplace violence prevention e alla gestione strutturata di casi di violenza, molestie e altri comportamenti ostili nei luoghi di lavoro.
In Italia, tale prospettiva può essere letta in connessione con l'evoluzione della prevenzione organizzativa e con il riferimento all'introduzione, nell'articolo 15 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, della lettera z-bis sulla programmazione di misure di prevenzione di condotte violente o moleste nei confronti dei lavoratori.
Note
Voci correlate Convenzione ILO n. 190 Violenza sul luogo di lavoro Stalking Gestione del rischio
Categoria:Scienze forensi