Il Cannonau (altrimenti detto Cannonao)Sinonimi in scheda ampelografica MIPAAF, chiamato Tocai rosso in Veneto, Granaccia in Liguria, Garnacha in spagnolo, Grenache in francese, è il vitigno a bacca nera più diffuso in Sardegna.
La coltivazione di questo vitigno è diffusa in tutta l'isola ma concentrata nelle zone più centrali del territorio.
L’origine del Cannonau non è certa; il consenso ampelografico lo colloca probabilmente in area iberica. I rinvenimenti archeobotanici di vinaccioli risalenti a ~3.200 anni fadocumentano una viticoltura nuragica ma non consentono di identificare la varietà.
Sinonimi ammessi in Italia: Alicante N., Tocai rosso N., Garnacha Tinta, Granaccia, Grenache, Gamay del Trasimeno o Gamay Perugino.
Il nome Cannonau identifica il vitigno, ossia la denominazione di una varietà botanica e non una denominazione geografica protetta: di conseguenza, la varietà può essere coltivata e commercializzata con tale nome in qualsiasi parte del mondo.WineNews, «Ma se i vitigni autoctoni italiani diventassero un giorno le varietà internazionali più diffuse?», 2024, https://winenews.it/it/ma-se-i-vitigni-autoctoni-italiani-diventassero-un-giorno-le-varieta-internazionali-piu-diffuse_535047/Gambero Rosso, «Cambiamenti climatici e viticoltura: le nuove sfide del vino italiano», https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/cambiamenti-climatici-viticoltura/ Al di fuori dell’Italia, il vitigno è ampiamente coltivato con i nomi internazionali Grenache (in Francia, Stati Uniti, Australia, Sudafrica e altri Paesi) e Garnacha (in Spagna), mentre la denominazione Cannonau rimane utilizzata quasi esclusivamente in Sardegna.
Pur essendo riconducibile alla grande famiglia internazionale del Grenache/Garnacha, il Cannonau ha sviluppato nelle aree di coltivazione tradizionali caratteristiche produttive e un’identità locale tali da essere talvolta considerato, in senso ampelografico-culturale, un vitigno autoctono. Per questo motivo è spesso richiamato nel dibattito sulla sovrapposizione tra nome varietale e nome del vino dello specifico territorio.Gambero Rosso, «Vitigni autoctoni e vini contemporanei: tradizione, tecnica e territorio», https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/vitigni-autoctoni-vini-contemporanei/WineNews, «La vocazione del territorio è una parola della quale forse il vino ha perso il vero significato», 2024, https://winenews.it/it/la-vocazione-del-territorio-e-una-parola-della-quale-forse-il-vino-ha-perso-il-vero-significato_552119/Il tema è stato affrontato in Italia anche attraverso misure di ridenominazione dei vitigni, inclusa l’adozione del nome internazionale corrispondente, con l’obiettivo di separare in modo chiaro la varietà botanica dalla denominazione territoriale protetta.Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, «D.M. 17 luglio 2009 – Ridenominazione del vitigno Prosecco in Glera», https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2009/07/28/09A08700/sg
Storia I ritrovamenti di antichi vinaccioli di Cannonau in vari siti archeologici della Sardegna hanno permesso di riscrivere parte della storia dell'origine della domesticazione della vite in Italia e nel Mediterraneo.
Da ultimo, in occasione degli scavi condotti nel 2002 a Borore nel sito archeologico di Duos Nuraghes, sono stati rinvenuti centinaia di vinaccioli di vite (i semi contenuti in un acino d'uva), antichissimi, carbonizzati dal tempo, databili intorno al 1200 avanti Cristo, 3.200 anni fa. Questa scoperta - che ha portato alla ribalta nazionale il sito di Duos Nuraghes dimostra che le popolazioni nuragiche coltivavano la vite e producevano vino. Secondo alcuni quotidiani ciò consentirebbe di affermare che il Cannonau sardo non sarebbe stato importato dalla Spagna, ma potrebbe essere originario della Sardegna,«Il cannonau è il vino più antico del Mediterraneo» Il Corriere della Sera ed esportato quindi in Spagna, seguendo l'irradiazione primaria dell'agricoltura, proveniente dalla Mezzaluna fertile.
La teoria storica ufficiale fino alle recenti scoperte sui vinaccioli sardi raccontava che la domesticazione della vite, nata nell'area del Caucaso e della Mesopotamia, venne trasferita progressivamente in Anatolia e in Egitto, da qui nelle isole egee, in Grecia e nel resto dell'Europa, infine grazie ai Fenici arrivò nel Mediterraneo Occidentale e in Sardegna. Oggi, con le recenti scoperte archeologiche, si può affermare con certezza che con l'arrivo dei Fenici, in Sardegna la coltivazione e domesticazione della Vitis vinifera era già conosciuta.Sebastiano Ghisu, Borore Arcaica: domos, dolmen, muraglie e una breve storia del popolo dei nuraghi, 2010, Dolianova.
Dalle uve Cannonau si produce prevalentemente il vino DOC Cannonau di Sardegna.
Note
Bibliografia
Voci correlate Viticoltura in Sardegna Sardegna#Vini e liquori Garnacha blanca
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