Il Consorzio di bonifica della Romagna è un ente di diritto pubblico con sede a Ravenna. Altre sedi sono a Forlì, Cesena e Rimini. Coordina interventi pubblici e privati per la difesa del suolo, la regimazione delle acque, l’irrigazione e la salvaguardia ambientale.

È stato istituito dalla legge regionale dell'Emilia-Romagna n. 5 del 2009, che ha sancito la fusione dei consorzi della Romagna Centrale (Ravenna e Forlì), del Savio-Rubicone (Cesena) e della Provincia di Rimini (Rimini). Ha come compito istituzionale la corretta gestione e distribuzione delle acque superficiali per la tutela e sviluppo del territorio e la salvaguardia ambientale.

Il suo comprensorio è situato nel bacino dei fiumi: Montone, Bidente-Ronco, Savio, Rubicone, Uso, Marecchia e Conca, comprende 59 comuni (56 in Romagna e 3 in Toscana)I tre comuni toscani sono Dicomano, Marradi e San Godenzo., per una superficie totale di 352.456 ettari con una popolazione residente di circa 900.000 abitanti. Il Consorzio di Bonifica della Romagna divide la tutela del territorio romagnolo con il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, che ha la competenza per tutti i bacini idrografici dal fiume Lamone al torrente Sillaro.

Storia Agli inizi del XX secolo furono costruiti lungo la fascia litoranea ravennate degli impianti idrovori che scolavano i terreni paludosi con delle pompe. Nell'area a nord di Ravenna i primi veri e propri impianti idrovori furono il Fagiolo (1900) e Mandriole (1920). Essi completarono l'asciugamento dei terreni con l’ausilio di alcune piccole pompe dislocate sul territorio. Nell'area litoranea Ravenna-Cervia, dagli anni 1920 agli anni 1940 furono messi in funzione altri cinque importanti impianti idrovori: il IV Bacino con gli idrovori San Vitale e Rasoni nell'area litoranea ravennate; il V Bacino a Fosso Ghiaia, il VI Bacino Bevanella a Lido di Savio e il VII Bacino alla Madonna del Pino a Cervia. Negli anni 1970 venne costruito l'impianto idrovoro Via Cerba, per il prosciugamento del terreno nell'area pinetale.

Attività L'attività del Consorzio di bonifica della Romagna è articolata in due settori: Difesa idraulica e ambientale: la difesa idraulica dei campi, degli immobili urbani e delle infrastrutture è assicurata da 2.200 Km di canali di scolo, che raccolgono e allontanano le acque di pioggia, poi sollevate e portate a mare da 55 impianti idrovori. Per ottenere un alto grado di sicurezza idrogeologica sono realizzati 1700 manufatti di difesa montana; Irrigazione: il Consorzio fornisce acqua per finalità irrigue e produttive. La quasi totalità dell'acqua distribuita, mediamente 80 milioni di mc/anno, proviene dal Po mediante il Canale Emiliano Romagnolo (CER). Il sistema irriguo serve 37.100 ettari di colture grazie a 61 impianti irrigui di tipo acquedottistico in pressione e 560 Km di rete di canali. Il Consorzio rilascia inoltre le necessarie autorizzazioni/concessioni previste dalla legislazione nazionale e regionale per la realizzazione di manufatti ed opere interferenti con i canali in propria gestione o ricadenti nelle fasce di tutela, nonché per l'attingimento di acque ad uso irriguo.

Note

Bibliografia Unione Regionale Bonifiche Emilia-Romagna, La bonifica in Emilia-Romagna. I Consorzi, le opere e l’attività, Bologna (senza data).

Collegamenti esterni

Voci correlate Consorzio di bonifica Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale Valle Standiana

Romagna occidentale