L'invasione thailandese del Laos e della Cambogia ebbe inizio il 5 gennaio 1941 nel contesto della guerra franco-thailandese. In seguito alla notizia di un attacco francese alla città di confine di Aranyaprathet, gli eserciti thailandesi di Burapha e Isan lanciarono un'offensiva su vasta scala.

La risposta delle forze della Francia di Vichy fu immediata, ma molte unità coloniali furono travolte dalle truppe del Regno di Thailandia, all'epoca meglio equipaggiate e supportate da reparti corazzati. Mentre l'esercito thailandese riuscì a occupare rapidamente gran parte del Laos, le forze francesi stanziate in Cambogia riuscirono a riorganizzarsi con maggior successo, opponendo una resistenza più efficace all'avanzata nemica fino alla successiva battaglia di Phum Preav.

Antefatti Il conflitto ebbe origine dalle rivendicazioni territoriali del Regno di Thailandia su territori precedentemente ceduti all'Indocina francese tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Approfittando della caduta della Francia nel giugno 1940 e della conseguente debolezza del regime di Vichy, il governo di Plaek Phibunsongkhram decise di recuperare le province perdute nel Laos e in CambogiaCiro Paoletti, Storia militare dell'Indocina, Commissione Italiana di Storia Militare, 2000.. Dopo mesi di tensioni e schermaglie lungo il fiume Mekong, la situazione precipitò nel gennaio 1941.

Svolgimento delle operazioni

L'offensiva generale del Regno di Thailandia scattò all'alba del 5 gennaio 1941, sviluppandosi simultaneamente su due fronti principali coordinati dal Generalissimo Plaek Phibunsongkhram. L'operazione mirava a travolgere le difese di frontiera francesi prima che il governatore Jean Decoux potesse far affluire rinforzi dal delta del Mekong.

L'invasione della Cambogia (Fronte Sud) Il settore più critico fu quello cambogiano, dove operava l'Esercito di Burapha (Esercito dell'Est) sotto il comando del generale Mangkorn Phromyothi. L'attacco principale si concentrò lungo la direttrice della Strada Reale n. 1, puntando sulla città di confine di Aranyaprathet.

Le avanguardie thailandesi, supportate dal 1º Battaglione Corazzato equipaggiato con carri Vickers 6-Ton, travolsero i posti di blocco della Gendarmeria e del 5º Reggimento fanteria coloniale. La superiorità tecnologica dei mezzi corazzati thailandesi si dimostrò decisiva nelle zone pianeggianti vicino al confine, dove i cannoni anticarro francesi da 25 mm erano scarsi e poco mobili.

Tra il 6 e il 10 gennaio, le truppe francesi del colonnello Marcel Alessandri attuarono una tattica di "ritirata elastica". Nonostante lo sbandamento iniziale di alcune unità di Tirailleurs sénégalais e cambogiani, Alessandri riuscì a stabilire una linea difensiva temporanea a protezione del nodo stradale di Sisophon.

Entro il 15 gennaio, l'avanzata thailandese in Cambogia rallentò a causa delle crescenti difficoltà logistiche e della fitta vegetazione boscosa che limitava l'efficacia dei carri armati, permettendo ai francesi di far affluire reparti d'élite della Legione Straniera.

L'occupazione del Laos (Fronte Nord) Parallelamente, l'Esercito di Isan (Esercito del Nord-Est), guidato dal generale Luang Chayaprachis, lanciò un'offensiva coordinata attraverso il fiume Mekong.

Le truppe thailandesi effettuarono diversi sbarchi anfibi utilizzando barche a motore e chiatte requisite, occupando rapidamente i distretti di Paklay e Bassac (l'attuale Provincia di Champasak). La resistenza francese nel Laos fu sporadica e disorganizzata. Le guarnigioni locali, composte principalmente da truppe indigene scarsamente armate, ripiegarono verso l'interno senza ingaggiare scontri campali di rilievo. Entro il 12 gennaio, la sponda destra del Mekong era quasi interamente sotto controllo thailandese, realizzando l'obiettivo politico di "riannettere" le province perdute all'inizio del secolo.

Operazioni aeronavali d'appoggio Durante questi dieci giorni, la Royal Thai Air Force (RTAF) garantì la superiorità aerea totale. I caccia Curtis Hawk 75 e i bombardieri Mitsubishi Ki-30 colpirono sistematicamente le linee di comunicazione francesi a Battambang e Sisophon, impedendo il regolare afflusso di munizioni e viveri alle truppe di Alessandri. La Marina francese, conscia dell'imminente perdita del controllo terrestre, iniziò in questa fase il pattugliamento aggressivo del Golfo di Thailandia per prevenire sbarchi alle spalle del fronte cambogiano.

Ordine di battaglia

Francia (Indocina Francese) Comando Superiore: Generale Maurice Martin Settore Cambogia: 5º Reggimento di fanteria coloniale, unità del 5º Reggimento di fanteria straniera (Legione Straniera), distaccamento motorizzato della Cochinchina. Mezzi: Circa 20 carri armati obsoleti Renault FT e pochi Renault R35.

Thailandia (Regno di Thailandia) Comando Superiore: Plaek Phibunsongkhram Esercito di Burapha: 4 divisioni di fanteria supportate dal 1º Battaglione Corazzato. Esercito di Isan: 2 divisioni di fanteria e brigate indipendenti. Mezzi: 60 carri armati Vickers 6-Ton (Armi d'urto principali) e tanquette Carden-Loyd Monotrace.

Note

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