Il Palazzo del Pio Sodalizio dei Piceni, noto anche come Palazzo di Sisto V, è un edificio di Roma che si trova in via di Parione, nel rione Parione.

Storia Il palazzo, fu costruito nel XV secolo, per Amanieu d'Albret, che fu creato cardinale nel 1500 e che era fratello di Charlotte, la moglie di Cesare Borgia, il figlio del papa Alessandro VI. Tuttavia, vi visse solo per un breve periodo, poiché dovette lasciare Roma dopo il conclave dell'ottobre 1503, che elesse elezione di Giulio II, acerrimo nemico dei Borgia.

Un documento datato 23 febbraio 1579 attesta che Herrera & Costa, proprietari di una banca, formalizzarono l'acquisizione di un palazzo di proprietà di Francesco Spinola, probabilmente per stabilirvi la sede del proprio banco.

Tuttavia, il palazzo è anche noto come "Palazzo di Sisto V" perché fu acquistato da papa Sisto V nel 1589, il quale probabilmente non vi abitò mai e lo donò alla nipote Flavia Peretti in occasione del suo matrimonio con Virginio Orsini, duca di Bracciano, che commissionò un'importante ristrutturazione e ridecorò l'edificio; lì vi abitò per qualche tempo come ospite il giovane Torquato Tasso.

Alla morte di Flavia, Virginio cedette la proprietà ai parenti, che lo vendettero nel 1613 a monsignor Giovanni Andrea Castellani, il quale, a sua volta, nel 1645, donò il palazzo alla "Confraternita della Santa Casa di Loreto dei Piceni", costituita nel 1677 come arci-confraternita e trasformata, nel 1899, nel "Pio Sodalizio dei Piceni".

La stessa confraternita acquisì anche la vicina chiesa di San Salvatore in Lauro. Il palazzo fu restaurato nuovamente nel 1930 sotto la direzione dell'ingegnere Bino Malpesti.

Descrizione La facciata, disposta su due piani separati da un cornicione marcapiano, presenta finestre curve e architravi al primo piano. Al piano terra si apre su un bellissimo portale con architrave e un arco in conci rustici decorati con la rosa degli Orsini e con l'iscrizione "FRANCISCUS SPINOLA SAONENSIS". Il cancello reca l'iscrizione PIO SODALIZIO DEI PICENI e un grande stemma dell'associazione.

Tra il primo e il secondo piano si trova una targa che indica la proprietà dei Piceni, con un'immagine scolpita della Madonna di Loreto.

A coronare la facciata c'è una ricca grondaia decorata con un fregio a putti e volute; sopra c'è una fascia scolpita con teste d'orso con una rosa in bocca, entrambi elementi araldici della famiglia Orsini.

L'atrio conduce a un piccolo cortile interno decorato con grottesche attribuite a Giovanni da Udine o a Baldassarre Peruzzi; al di sopra si trovano una doppia loggia e una terrazza sospesa, probabilmente su progetto di Giacomo della Porta, al cui interno sono collocati sei affreschi di Cesare Arbasia, pittore manierista.

Dalla terrazza, attraversando un'altra loggia affrescata dal Cavalier d'Arpino, si giunge all'appartamento ducale, decorato con un soffitto ligneo e affreschi di figure allegoriche. Tre stanze al piano terra ospitano una biblioteca, ricca di codici miniati, e un archivio.

Note

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