Il SIZO-2 è una struttura detentiva situata a Taganrog, in Russia. Il nome in russo è СИЗО-2, dalle iniziali di Следственный изолятор, traslitterato come Sledstvennyj izoljator, ossia , e ufficialmente ФКУ СИЗО-2 ГУФСИН России по Ростовской области, traslitterato come FKU SIZO-2 GUFSIN Rossii po Rostovskoj oblasti, ossia . Costruito nel XIX secolo come centro di detenzione minorile, nel 2022 il complesso è stato convertito in una prigione destinata a ospitare principalmente detenuti ucraini, sia civili sia prigionieri di guerra. Secondo indagini giornalistiche il SIZO-2 è una delle carceri russe più violente, dove i detenuti vengono sottoposti a torture quotidiane e tenuti in condizioni di denutrizione.

Struttura Taganrog è una città portuale della Russia sud-occidentale, sita circa 40 km a ovest del confine tra Russia e Ucraina, nell'oblast' di Rostov. Il SIZO-2, sito in particolare in via Lenin 175 (ulitsa Lenina 175), è una struttura circondata da mura, dotata di tre torri di guardia, filo spinato sulla sommità di tutte le recinzioni e un cancello metallico. Originariamente costruita nel 1808 e utilizzata come centro di detenzione minorile, che ospitava anche madri con bambini piccoli, dopo l'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina intrapresa della Russia nel 2022 la costruzione è stata convertita in una prigione per cittadini ucraini, insieme ad almeno altri 29 siti.

Immagini satellitari mostrano che il SIZO-2 fu ristrutturato nell'estate nel 2022, con interventi che includevano l'installazione di un nuovo tetto in acciaio, probabilmente come conseguenza del fatto che, dopo la conquista di Mariupol' da parte delle forze russe nel maggio 2022, furono internati nella struttura diversi difensori di alto rango della città, tra cui alcuni appartenenti alla famigerata brigata "Azov".

Le celle, in cui le luci non vengono mai spente, misurano 3 metri per 5 e ospitano da 3 a 5 detenuti ciascuna. Ognuna di esse è dotata di letti a castello o letti normali - su cui ai detenuti non è consentito sedersi o sdraiarsi durante il giorno -, un tavolo e un ritratto di Putin. Le porte delle celle sono provviste di spioncini e telecamere di sicurezza installate a loro interno e, talvolta, ai prigionieri viene detto che non è loro consentito uscire dal campo visivo dello spioncino. Oltre a tali celle di detenzione, il SIZO-2 dispone di apposite stanze per gli interrogatori, prive di qualunque arredo ad eccezione degli strumenti di tortura.

Detenuti Il numero totale di detenuti nel SIZO-2 è sconosciuto; prima del 2022 il numero massimo era di 400 persone ma, utilizzando come riferimento sia immagini satellitari, sia gli ordini di cibo effettuati dalla struttura, il Viktoriia Project, un'indagine congiunta condotta da diversi organi di stampa, ha concluso che il numero reale di persone detenute al suo interno è molto più elevato.

Molti detenuti del SIZO-2 sono civili, di cui una parte significativa è trattenuta senza accuse formali e non può comunicare con nessuno al di fuori della prigione, né tantomeno ricevere pacchi alimentari ordinati online dai loro familiari. Inoltre, può capitare che i familiari vengano informati dell'arresto di un detenuto, ma che non sia loro comunicato in quale struttura specifica essi si trovino; arrivando ad apprendere il luogo di detenzione del proprio congiunto solo grazie alle testimonianze di ex detenuti che hanno condiviso la stessa cella. Nel 2024 l'organizzazione russa per i diritti umani Memorial ha riferito che, oltre agli ucraini, il SIZO-2 ospitava detenuti provenienti anche dalla Cecenia e dal Daghestan.

In merito alla mancanza di una base giuridica per le detenzioni in strutture come il SIZO-2, l'attivista per i diritti umani Vladimir Žbankov ha dichiarato che si tratta di una pratica che non era in uso nemmeno ai tempi di Stalin quando, in ogni caso, vi erano sempre delle accuse. Secondo il portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Kris Janowski, la detenzione di prigionieri di guerra in una prigione ordinaria costituisce una violazione del diritto internazionale umanitario.

Mediazona (), una pubblicazione indipendente russa, riferisce che il SIZO-2 è stato chiuso ai visitatori nel maggio 2022, dopo l'arrivo dei primi prigionieri ucraini. Secondo il Viktoriia Project la maggior parte degli avvocati non può accedere al SIZO-2 e, qualora un legale tenti di entrare nella struttura, gli viene mostrato un rifiuto scritto firmato dal detenuto che intendeva rappresentare. Coloro che riescono ad accedere riferiscono un forte stato di disagio sia per il pericolo personale sia per le condizioni dei detenuti. Quando uno dei detenuti, Hryhorij Sinčenko, ha dichiarato durante un'udienza (alla quale partecipava tramite collegamento video) di non sapere dove fosse detenuto e che le guardie carcerarie lo picchiavano quotidianamente, la sua connessione è stata immediatamente interrotta.

Particolare scalpore ha fatto la notizia della morte nel 2024 della giornalista ucraina Viktorija Roščyna, che era stata trasferita nel SIZO-2, dove è stata sottoposta a prolungate torture nel corso del 2023. Molta indignazione nell'opinione pubblica fu anche sollevata dal fatto che, quando l'Ucraina riuscì a ottenere il corpo della donna nel corso di uno scambio di salme, fu riscontrata la mancanza di diversi organi interni, tra cui i bulbi oculari e il cervello, probabilmente rimossi allo scopo di occultare la causa della morte. Dopo l'identificazione del corpo, portata a termine dopo settimane grazie all'esame del DNA, decine di giornalisti coordinati dall'ONG francese Forbidden Stories hanno cercato di scoprire le circostanze della morte di Roščyna, dando origine all'inchiesta Viktoriia Project, che ha permesso di svelare molte delle pratiche condotte nel SIZO-2.

Secondo Memorial, a partire dal 2025 i detenuti ucraini per i quali non è stato aperto un procedimento penale attivo sono stati trasferiti nel SIZO-3 di Kizel.

Torture Il SIZO-2 è uno dei numerosi centri di detenzione per cittadini ucraini in cui i prigionieri vengono frequentemente torturati; secondo Alice Edwards, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, l'utilizzo della tortura in tempo di guerra è stato autorizzato dai più alti funzionari governativi russi e le forze dell'ordine e militari la praticano in maniera sistematica, tanto che tutti gli ex prigionieri noti, molti dei quali descrivono il SIZO-2 come una delle carceri più violente della Russia, hanno riferito di essere stati torturati nel SIZO-2, con pratiche che includono esecuzioni simulate, ogni tipo di percosse, applicazione di elettricità alle orecchie e ai genitali e ad altre parti del corpo, waterboarding, nonché minacce, stupri e altre forme di violenza sessuale.

Secondo il Viktoriia Project, nella primavera del 2022 i dipendenti del Servizio Penitenziario Federale (FSIN) furono incoraggiati a usare violenza contro i detenuti, mentre l'attivista per i diritti umani Oleg Orlov ha affermato che, sebbene la sparizione forzata dei dissidenti fosse già stata praticata in precedenza, la scala e il livello delle torture a Taganrog risultano estremi anche secondo gli standard russi.

Sempre secondo quanto riferito dagli ex prigionieri, i detenuti appena arrivati vengono picchiati non appena giungono nella struttura, una pratica chiamata prijomka (, ). Per quanto riguarda il prosieguo della detenzione, durante la quale ai detenuti è vietato ridere o sorridere ed è imposto di imparare poesie patriottiche russe, canzoni e l'inno nazionale russo, è stato riferito che le guardie, con il volto coperto da passamontagna, ricorrono frequentemente ad abusi verbali e fisici, e che sono solite colpire con il manganello o con scariche di taser, e persino strangolare, i detenuti durante i controlli, effettuati due volte al giorno, quando questi devono stare nel corridoio rivolti verso il muro, con le gambe divaricate. Durante i frequenti interrogatori, i prigionieri vengono sistematicamente torturati da operatori mascherati che altro non sono se non agenti dell'FSB, il Servizio federale per la sicurezza, e di unità speciali dell'FSIN, e spesso costretti a firmare confessioni false che vengono poi utilizzate contro di loro nei processi. Oltre a celare il proprio volto, le guardie carcerarie utilizzano nominativi operativi al posto dei nomi personali, inoltre queste ultime sono quasi sempre residenti locali, mentre gli operatori dell'FSIN provengono da altre città e regioni della Russia e vengono avvicendate dopo alcune settimane.

I detenuti che manifestano qualsiasi segno di patriottismo ucraino (come tatuaggi con simboli nazionali o l'uso della lingua ucraina) o che oppongono resistenza alle guardie sono sottoposti a torture più estreme, come essere legati a testa in giù a sbarre fissate al muro e percossi, oppure immersi con la forza in vasche d'acqua. Altri metodi di tortura includono immobilizzazione forzata, scariche elettriche (chiamate in gergo "Telefonata a Putin", ), posizioni di stress forzate, stupro, nonché torture psicologiche quali nudità forzata, minacce di stupro e altre pratiche.

Oltre ad essere frequentemente torturati, i prigionieri del SIZO-2 sono tenuti in uno stato di quasi totale privazione di cibo: ricevono cibo solo una volta al giorno, costituito da alcuni cucchiai di zuppa acquosa o pasta, talvolta ammuffita o con scarafaggi galleggianti. In aggiunta, l'accesso all'acqua è spesso limitato o negato e l'acqua del rubinetto presenta un colore verdastro e un odore nauseabondo.

Sempre gli ex detenuti riferiscono che non viene fornita alcuna assistenza medica, tuttavia, nei casi più gravi il paramedico della struttura chiama un'ambulanza, anche se possono essere necessarie molte ore o persino un giorno intero prima che i medici arrivino.

Amministrazione A partire dal 2022 la struttura è diretta dal podpolkovnik Aleksandr Štoda, il quale è succeduto a Gennadij Bodnar. Quando contattati da giornalisti nel 2025, la maggior parte dei dipendenti ed ex dipendenti del SIZO-2, incluso Štoda, non ha risposto alle richieste oppure ha negato di lavorare presso la struttura. Altri due hanno confermato il proprio impiego nel SIZO-2, ma hanno negato che le condizioni dei detenuti non siano buone.

Sanzioni Tra il 2024 e il 2025 diversi cittadini russi tra i dirigenti e i vice del SIZO-2 sono stati sottoposti a sanzioni da parte dell'Unione europea per il loro coinvolgimento nella tortura di prigionieri di guerra e civili ucraini, nella persecuzione politica di giornalisti, difensori dei diritti umani e altre categorie di detenuti.

Tra gli individui sanzionati figurano Andrej Poljakov, capo del servizio penitenziario federale nella regione di Rostov e quindi responsabile, tra le altre cose, delle condizioni dei detenuti del SIZO-2, il direttore del SIZO-2 Aleksandr Štoda, e i suoi vice Andrej Mihajličenko e Andrej Sapickij, tutti ritenuti responsabili della creazione di condizioni di detenzione inumane, torture e altre violazioni dei diritti umani, nonché per torture su larga scala e sistematiche e altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti nei confronti di detenuti ucraini, sia civili sia militari, oltre che di altri detenuti presenti nella struttura.

Note

Categoria:Carceri della Russia