Biografia

Infanzia e seconda guerra mondiale Uliano Martini nacque in una famiglia di modeste condizioni; il padre, invalido della grande guerra, trovò lavoro alla Saint-Gobain, grande fabbrica di lastre di vetro situata nel quartiere di Porta a mare, e la famiglia agli inizi degli anni Trenta si trasferì a Pisa. Renzo Vanni, La Resistenza dalla Maremma alle Apuane, Pisa Giardini, 1972; Uliano Martini. Retrospettiva Opere 1946-1994, testi di Nicola Micieli, Dino Carlesi e Ilario Luperini. Prefazione di Enzo Carli, Pontedera, Bandecchi e Vivaldi, 1997. Durante l'adolescenza, Martini si avvicinò agli ambienti dell'Azione Cattolica, associazione cui era garantita una certa autonomia rispetto alla pervasività del regime fascista. Conseguita la maturità scientifica, fu esentato dal servizio militare a causa della gracile costituzione fisica e poté quindi iscriversi alla facoltà di Architettura di Firenze, senza però arrivare alla laurea perché scelse di abbracciare la lotta partigiana sui Monti Pisani.Gianluca Fulvetti e Stefano Gallo, Antifascismo, guerra e resistenza a San Giuliano Terme, Pisa, ETS, 2014.

In seguito al bombardamento di Pisa, Martini consolidò i rapporti con le organizzazioni antifasciste, e tra la fine del 1943 e i primi mesi del 1944 maturò la scelta di aderire alla lotta di Resistenza, entrando in contatto con Giancarlo Taddei, Emilio Tolaini, Franco Russoli, Gianfranco Nannicini e Valentino Orsini. Ad Asciano Pisano, dove la famiglia Martini era sfollata in seguito al bombardamento del 31 agosto 1943, Martini fece conoscenza con gli esponenti che costituivano l'organizzazione clandestina ascianese diretta da Guglielmo Costa. L'organizzazione costituì il primo nucleo sui Monti Pisani della Formazione intitolata a Nevilio Casarosa, gappista cascinese caduto in combattimento contro i tedeschi.https://www.anpi.it/biografia/nevilio-casarosa Nevilio Casarosa Dalla primavera del 1944 fu parte della formazione partigiana Nevilio Casarosa che operò sui Monti Pisani dal giugno all'agosto dello stesso anno. Martini fu uno dei tessitori dei rapporti tra gli antifascisti del Lungomonte e quelli della città di Pisa.

Il gruppo di partigiani di cui Martini, insieme al comandante della formazione Ilio Cecchini, S.Gallo, G.Fulvetti, Antifascismo, guerra e resistenza a San Giuliano Terme, ETS, 2014. Si veda anche R.Mariani, La Liberazione di Pisa, in Stile pisano, 2020 era uno dei leader, ebbe come riferimento la Villa del matematico antifascista Leonida Tonelli, situata in alto sui monti sopra Asciano e nascosta nel verde. Oltre a varie azioni di sabotaggio e a scontri a fuoco con le forze tedesche, i partigiani della Nevilio Casarosa furono tra i primi a giungere a Pisa nella mattina del 2 settembre, subito dopo la ritirata dei tedeschi. Proseguì la lotta contro il nazifascismo arruolandosi nel Corpo volontari della libertà, che, aggregato all'esercito americano, partecipò alle battaglie sulla linea Gotica. Si arruolò il 27 febbraio 1945 nell'8° Armata, con cui giunse fino ad Imola e partecipò allo sfondamento di Vergatohttps://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/eventi/vergato-distrutta-dal-cielo.

Per il suo impegno "per il trionfo della libertà" ricevette, a firma del generale Harold Alexander, il Certificato al Patriota n. 2325.

Nel dopoguerra

Membro del Partito Comunista dal 4 settembre 1944, nel periodo successivo all'attentato a Togliatti del luglio del 1948, Martini divenne uno dei principali animatori del PCI nel Comune di San Giuliano Terme. Il 30 dicembre 1950 fu nominato Presidente del ricostituito ECA, Ente Comunale Assistenza, nella seduta presieduta dal Presidente provvisorio e dimissionario Attilio Costa. Nel 1951 si candidò alle elezioni comunali, risultando primo degli eletti; Archivio storico del Comune di San Giuliano Terme, Atti del Consiglio Comunale, anno 1951 ebbe quindi la carica di Assessore alla Ragioneria e al personale (sindaco Corrado Lazzeri), anche con deleghe relative al sociale. Inoltre, il 4 agosto 1951 venne “eletto rappresentante del Comune in seno al Consiglio di amministrazione del Patronato Scolastico”. Archivio storico del Comune di San Giuliano Terme, Atti del Consiglio Comunale, anno 1951 Martini fu anche amministratore della Provincia di Pisa nella consiliatura 1956-1961, sotto la presidenza di Antonino Maccarrone, e ricoprì la carica di Assessore al Personale; il suo nome risulta anche tra i firmatari di una mozione, risalente al 1964 La Provincia di Pisa (1865-1990), a cura di Elena Fasano Guarini, il Mulino, Bologna, 2004, pp. 348 e 431. Volume realizzato per idea dell’allora presidente Gino Nunes , che chiedeva il ritiro delle truppe americane dal Vietnam.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale ricominciò a studiare privatamente e, proprio da privatista, si diplomò nel 1959 all'Accademia di Belle Arti di Carrara. L'anno successivo conseguì l'abilitazione all'insegnamento di disegno ed entrò nella scuola pubblica come insegnante di educazione artistica. Intanto, il 9 gennaio 1954 Uliano aveva sposato l'ascianese Mila Antonini, con rito civile svoltosi al Comune di San Giuliano Terme. Alla fine dello stesso anno sarebbe nato il figlio Alberto. Nel 1968 sarebbe nata la secondogenita Beatrice.

Dal 1970 al 1995, anno della sua morte, fu Presidente provinciale dell'ANPI a Pisa e, in questo ruolo, si dedicò alla trasmissione della memoria antifascista e diede l'avvio nel Comune di San Giuliano Terme il Progetto Memoria. Benché malato e sofferente, tenne il suo ultimo discorso pubblico il 26 novembre 1994 proprio nella sala consiliare del Comune di San Giuliano per la presentazione del libro La Resistenza nel Comune di San Giuliano Terme.

Morì a Pisa nel 1995 all'età di settantadue anni. Gabriele Santoni, Indigeni e piovuti, a cura di Franco Marchetti, ed. MdS, 2022, p. 22-29 A lui nel 1996 è stata intitolata la Biblioteca Comunale del Comune di San Giuliano TermeComune di San Giuliano Terme, Delibera della Giunta Municipale n. 133 del 22/02/1996 La Voce del Serchio, 22/05/2019 e, nel 2009, un "largo" nella città di Pisa. Comune di Pisa, Delibera della Giunta Comunale n. 19 del 3 Marzo 2009, Sindaco Marco Filippeschi, Intitolazione Largo Uliano Martini. Nel 2019 gli è stato intitolato un parco sulla via dei Condotti ad Asciano.

Attività artistica Comincia a dipingere fin da giovanissimo sotto la guida del pittore locale Salvatore Pizzarello (1906-1969), che lo portò nel settembre del 1940 a visitare la Biennale di Venezia. A Pizzarello si deve anche il ritratto di un Uliano Martini giovanissimo (1942).

Martini espone per la prima volta alla XI Rassegna Provinciale che si apre al Teatro Verdi di Pisa dal dicembre 1942 fino al gennaio 1943, dove è presente con quattro opere.Catalogo XI Rassegna Provinciale, Lischi Editore, Pisa 1942 Nell'immediato dopoguerra, continua la frequentazione con Pizzarello e stringe un sodalizio particolare con Renzo Bussotti e con Vero Pellegrini, oltre che contatti con altri artisti fra cui Renzo Lupo.

In quegli anni, la città di Pisa era particolarmente vivace dal punto di vista culturale. La presenza di Paolo e Vittorio Taviani, Franco Russoli, Gianni Bertini, le varie iniziative mirate al recupero ad alti livelli del patrimonio artistico danneggiato, la mostra sulla scultura del ‘300 Pisano (1946) e quella, molto grande, sull'arte contemporanea, del Premio Nazionale di Pittura (1947), compongono un quadro culturale molto stimolante; in questo clima, Martini riprende a dipingere, lasciando il colore e concentrandosi piuttosto su grandi tele in bianco e nero.

I temi affrontati sono quelli dell'emarginazione sociale, delle difficoltà del periodo post-bellico, delle rovine umane e materiali causate dalla guerra. In questi lavori è particolarmente presente il tema dell'infanzia, assieme a quello dei campi di sterminio e delle lotte operaie e contadine; senza dimenticare alcune originali vedute del paese di origine, Asciano.

Dopo una pausa dall'arte per dedicarsi alla politica, riprenderà a dpingere dalla fine degli anni Sessanta. La sua è una pittura che si svolge prevalentemente a cicli indagando e confrontandosi con aspetti specifici della realtà ed anche di forte impegno civile. Fra i temi ricorrenti quelli dell'infanzia e di una umanità dolente anche attraverso un linguaggio sobrio ed asciutto. Da un punto di vista tecnico Martini proporrà sempre una base di solido disegno su cui lavorerà per numerose ed intense velature.

Tra i suoi cicli si ricordano quelli legati agli sfollati del 70, nell'immediato dopoguerra, ai personaggi della Garfagnana negli anni ‘50, alle nature morte degli anni '70, al ciclo dei cieli e dei tramonti pisani quando l'aria sembra incendiarsi negli anni ‘80, ai dolci paesaggi delle colline toscane e del Monte Pisano sul finire degli anni ‘80, ai Lungarni pisani immersi nella luce negli anni ‘80, alle finestre ed ai fiori negli anni '90.

Una pittura intensa tanto che il critico Giorgio Soavi nel 1989 così ne scrive: “Uliano, questo bel signore alto, magro e discretamente appartato, quando dipinge non è per nulla discreto: è appassionato, gonfio di umori, è tutto quello che non è quando non dipinge. Quando lavora incendia la tela, racconta favole sterminate con una pittura piena di velature. Ma tutt'altro che lieve e discreta". "Il Giornale”, 1 ottobre 1989

Il suo studio, chiamato "La stanza", a Borgo Stretto, costituiva una sorta di punto di incontro artistico e culturale, ed era frequentato da esponenti della cultura pisana e da molti giovani. G. Santoni in Indigeni e piovuti (a cura di F. Marchetti).

Non molto numerose le sue mostre. La prima personale è del 1955, alla "Galleria I Galli". Seguono le mostre alla Galleria Artecasa di Pisa nel 1967 e nel 1971. Nel 1980 alla Galleria dei Giorni, con una presentazione di Antonio Zancanaro, Uliano Martini presenta un ciclo interamente dedicato alle nature morte. Nel 1986, presentato da Dino Carlesi, espone alla Galleria Centroartemoderna di Pisa. Nel 1989 espone alla "Galleria Nuages" di Milano la serie dei Cieli. Alla Galleria Centroartemoderna torna nel 1992 con una serie intitolata Paesaggi. Datano al 1992 le sue ultime esposizioni: alla Galleria Quasar di Piacenza e allo Studio Gennai di Pisa con la mostra intitolata Un quadro ritrovato. Uliano Martini, Retrospettiva, Opere 1946-1994, Provincia di Pisa, Comune di Pisa, in collaborazione con Edizioni Circolo Il Grande Vetro. Bandecchi e Vivaldi Editore, Pontedera 1997

Tra le rassegne e le mostre collettive si ricordano: il Premio Pontedera del 1955, il Premio Modigliani a Livorno nel 1956, la VIII Rassegna Pisana di Arti Figurative nel 1968, la rassegna Incontri pittorici pisania San Giuliano Terme nel 1981, la Rassegna pisana di arti figurative a cura della Galleria Macchi nel 1982 a Pisa.

Nel 1997, a due anni dalla scomparsa, la Provincia ed il Comune di Pisa lo hanno ricordato con una ampia retrospettiva alla Limonaia di Palazzo Ruschi con un catalogo che vedeva una prefazione di Enzo Carli e testi di Dino Carlesi, Ilario Luperini e Nicola Micieli. A questa ha fatto seguito, nello stesso anno, la mostra – accompagnata da un testo di Micieli - promossa dal Comune di San Giuliano Terme e dedicata alle opere degli anni '50. Nel 1998, a cura di Micieli e con una testimonianza di Carlesi, si è tenuta la mostra “Arte a Pisa nel II° Dopoguerra, Eventi e Protagonisti per Uliano Martini” promossa dal Comune di Santa Croce sull'Arno ed organizzata dal Centro Attività Espressive di Villa Pacchiani.

Note

Bibliografia Uliano Martini, Retrospettiva, Opere 1946-1994, Testi di Dino Carlesi, Ilario Luperini, Nicola Micieli. Prefazione di Enzo Carli. Provincia di Pisa, Comune di Pisa, in collaborazione con Il Grande Vetro. Bandecchi e Vivaldi Editore, Pontedera 1997