Il San Giorgio è un'icona russa di San Giorgio dipinta a Velikij Novgorod da un artista sconosciuto nel XII secolo. Era l'icona principale del monastero di Jur'ev prima di essere trasferita alla Galleria Tret'jakov di Mosca.

Storia e datazione L'anno di realizzazione del San Giorgio è sconosciuto ma convenzionalmente fissato al 1130, regnante il Gran principe Mstislav I di Kiev, in ragione dell'iscrizione sul retro dell'icona riportante quell'anno. Tuttavia, tale retro fu realizzato nel XIX secolo. Pertanto, gli storici dell'arte russa sono divisi in due scuole di pensiero circa la corretta datazione dell'icona.

Alcuni studiosi ipotizzano che l'anno di realizzazione possa essere il 1030, coincidente con fondazione del monastero di Jur'ev da parte del Gran Principe Jaroslav I di Kiev. Anzitutto, Valentina Antonova ritiene che l'icona sia stata commissionata dal ktetor del monastero di Jur'ev. Già lo storico Vasilij Nikitič Tatiščev, che ne scrisse a metà del XVIII secolo, indicò in Jaroslav I, il cui nome di battesimo era Giorgio, il committente. Antonova ritiene impossibile che l'icona sia stata dipinta durante la consacrazione del monastero di Jur'ev negli anni 1130 o 1140 poiché i principi allora regnanti avevano differenti nomi di battesimo: Fëdor per Mstislav I e Gabriele per suo figlio Vsevolod di Pskov. Sulla base dell'analisi radiografica dell'icona, Antonova conclude che il dipinto originale era databile come coevo dell'affresco San Giorgio Martire sulla volta a conchiglia della Cappella di San Giorgio nella Cattedrale di Santa Sofia (Kiev), di certa realizzazione nella prima metà dell'XI secolo. Secondo Antonova, lo stile dell'icona, la posa di San Giorgio e le proporzioni del suo volto sono simili ad altri affreschi della Santa Sofia a Kiev.

Altri studiosi preferiscono una datazione al ventennio 1130-1140, quando si tenne la cerimonia di consacrazione del catholicon del monastero. Questa teoria è supportata dagli storici dell'arte Viktor Lazarev, Engelina Smirnova e Natal'ja Sal'ko.. Lazarev ritiene che l'icona sia stata dipinta per la consacrazione del catholicon di San Giorgio e che le sue dimensioni (2,3x1,42 m) siano adatte a un pilastro dell'edificio poiché, al tempo, le grandi iconostasi non esistevano.. Smirnova aggiunge che l'icona di San Giorgio fu probabilmente dipinta dalle stesse maestranze che realizzarono gli affreschi della chiesa (secondo Lazarev un vero e proprio "studio" al servizio del principe Mstislav) e che ne condivide gli stessi motivi ornamentali.

L'icona fu rimossa dal monastero di San Giorgio dopo la sua chiusura da parte delle autorità dell'Unione sovietica nel biennio 1928-1929. Fu portata ai Laboratori di Conservazione dello Stato Centrale, dove fu sottoposta a restauro nei primi anni 1930, durante i quali furono descritti il periodo della sua creazione e il grado di conservazione dei suoi singoli strati. Nel 1933 il San Giorgio entrò nella collezione di icone russe della Galleria Tret'jakov di Mosca.

Descrizione e iconografia L'icona è stata dipinta a tempera su una tavola di tiglio composta da quattro pezzi. Lo stile dell'icona è quello diffuso in tutto l'Impero bizantino dal X secolo : San Giorgio è ormai emblema della figura del santo guerriero e non un giovane martire. È raffigurato a figura intera, con indosso una corona principesca. Lo sfondo dell'icona è dorato e non presenta alcuna raffigurazione di sfondo. La sua mano destra ferma una lancia al petto, mentre la mano sinistra stringe il fodero della spada a lama diritta che porta al fianco. Dietro la spalla sinistra è ben visibile uno scudo rotondo. Nell'insieme, nelle parole di Lazarev: «La figura imponente di San Giorgio è un emblema di forza e coraggio militare che richiama con veemenza le immagini eroiche ed i racconti epici dell'antica Rus'».

L'icona è stata restaurata più volte. Come osservato da Antonova, dell'originale ci sono rimasti: «il contorno della figura del santo, i suoi riccioli castani, l'aureola rosa, la corazza ocra (lo strato superiore di colore non si è conservato), il mantello vermiglio, la lancia marrone e oro» I restauri furono eseguiti in quest'ordine:

XIV secolo: il volto, parte del mantello, la veste (un chitone), il gomito e la spada; XVI e XVII secolo: i calzoni; le scarpe (ad eccezione di frammenti del piede destro); XIX secolo (durante i generali restauri del monastero ordinati dall'archimandrita Fozio): le scarpe – in questo frangente fu apposta sul retro dell'icona l'iscrizione con la data "1130". Nel 1825 fu apposta all'icona una risma d'argento in stile Impero.

Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti su san Giorgio Categoria:Scuola di Novgorod Categoria:Dipinti nella Galleria Tret'jakov