Blacus bussei è una specie di imenotteri braconidi appartenente al genere Blacus, endemica della Russia.
Distribuzione e habitat Questa specie di vespa parassitoide, che parassitizza generalmente larve di coleotteri, è nota grazie a esemplari scoperti nel Territorio del Litorale, appartenente al circondario federale dell'Estremo Oriente, dove l'olotipo femmina è stato raccolto presso la riserva naturale di Kedrovaja Pad'.
Descrizione Mentre il maschio di Blacus bussei non è noto, la femmina presenta una lunghezza del corpo di 2,9 mm, con ala anteriore lunga 3,1 mm. La testa è larga 1,7 volte la sua lunghezza mediana; il diametro trasverso dell'occhio è pari a 1,25 volte la larghezza della tempia. La fronte è debolmente concava, con distanza tra ocello posteriore destro e sinistro pari a 1,5 volte il diametro degli ocelli, aventi dimensioni relativamente piccole, e uguale alla distanza tra un ocello posteriore e il margine più vicino dell'occhio composto, il quale, visto lateralmente, è alto 1,4 volte la sua larghezza. Il clipeo è convesso e distintamente separato, con altezza pari a 1,3 volte la larghezza basale della mandibola. L'altezza della guancia è pari a 0,4 volte l'altezza dell'occhio. Le antenne sono lunghe 1,6 volte la lunghezza del corpo e composte da 15 antennomeri, l'ultimo dei quali apicalmente appuntito; il primo flagellomero è lungo 5,1 volte la sua larghezza apicale e 1,3 volte il secondo, mentre il secondo è lungo 3,5 volte la sua larghezza.
Il mesosoma è lungo 1,55 volte la sua altezza massima e il suo pronoto presenta un pronopode distinto e piccolo. Le notauli del mesoscuto sono profonde, complete e crenulate; la depressione prescutellare è lunga 0,55 volte lo scutello. Lo scutello presenta una distinta carena laterale, e il propodeo mostra una carena longitudinale completa e una carena trasversale ricurva, con lobi posteriori fortemente ristretti e arrotondati. Le ali sono lunghe 2,8 volte la loro larghezza; lo pterostigma è lungo 3,8 volte la sua larghezza. La vena ricorrente è postfurcale; la cellula discale è strettamente sessile ed è lunga 1,5 volte la sua larghezza, mentre la distanza tra il nervulo e la vena basale è pari a 2,25 volte la lunghezza del nervulo. Nella zampa posteriore, il femore è lungo 5,8 volte la sua larghezza; l'artiglio posteriore presenta setole corte, mentre quello anteriore mostra setole molto lunghe.
Il primo tergite addominale è lungo e debolmente allargato posteriormente, con piccoli tubercoli spiracolari nel quarto basale; la sua larghezza apicale è pari a 1,5 volte la sua larghezza apicale minima. Il secondo tergite è debolmente allargato verso l'apice ed è lungo 1,5 volte la sua larghezza basale, mentre il secondo e il terzo tergite combinati sono lunghi 1,45 volte la larghezza basale del secondo tergite. Il fodero dell'ovopositore è lungo 0,17 volte l'ala anteriore.
La microscultura e la pubescenza sono caratterizzate da capo liscio e faccia striata trasversalmente e priva di setole; il mesoscuto è quasi liscio e il mesopleuro è quasi liscio, con parte antero-mediana finemente granulata-rugulosa, mentre la parte laterale è reticolata-rugulosa. Il propodeo presenta una carena longitudinale completa e una carena trasversale ricurva, con aree basolaterali finemente granulato-rugose e anche posteriori dorsalmente finemente rugose. Il primo tergite addominale è completamente rugoso, mentre i tergiti successivi sono lisci.
La colorazione generale è bruno-rossastra scura, in parte quasi nera; le antenne sono bruno-rossastre chiare, con scapo e due segmenti apicali bruni; i palpi sono bruno-rossastri; il metasoma è in parte più chiaro. Le zampe sono bruno-rossastre chiare, con tibia e femore posteriori bruno chiari e l'ultimo tarsomero quasi nero; le ali sono infuscate e lo pterostigma è bruno, più chiaro basalmente.
Diagnosi tassonomica La specie strettamente affine a Blacus fulviceps , nota per Nepal e Vietnam, dalla quale differisce per occhi più piccoli, antenne più robuste, guancia più lunga, faccia striata su un'area più estesa, scutello striato e propodeo finemente rugoso nella parte posteriore; inoltre, l'artiglio posteriore è privo di setole, mentre quello anteriore presenta setole molto lunghe.
Etimologia Il nome specifico bussei è dedicato a Fëdor Fëdorovič Busse, esploratore dell'Estremo Oriente russo.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Braconidae Categoria:Fauna endemica della Russia Categoria:Taxa descritti nel 1995